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La “speciale” Via Crucis dei giovani dell’oratorio “Don Pino Puglisi”

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Successo per la prima edizione della “Via Crucis animata”, promossa dai giovani dell’Oratorio “Don Pino Puglisi” della chiesa madre di Biancavilla. Da alcuni anni i giovani si impegnano nell’organizzazione della Via Crucis esterna parrocchiale, ma quest’anno una novità: dopo le rappresentazioni allestite tutti i sabati di quaresima nelle varie zone pastorali della parrocchia, quest’ultima ha preso vita, con l’interpretazione dei personaggi protagonisti della Passione di Cristo, a cura dei ragazzi dell’Oratorio.

La Via Crucis è stata animata dai ragazzi dell’orchestra dell’oratorio, che durante il percorso ha intonato canti tradizionali popolari a supporto della preghiera. Anche i più piccoli hanno avuto un ruolo primario, portando durante il corteo, che si è mosso per le vie del quartiere “San Gaetano/Grassura”, disegni da loro realizzati durante le attività oratoriane raffiguranti la passione di Gesù.

Gli abitanti del quartiere, con molto fervore, hanno allestito 15 altarini realizzati per le soste delle stazioni della Via Crucis, annunciate dal suono delle “troccole” portate dai ministranti della Parrocchia.

Le scene animate, in particolare quella della crocifissione e morte di Gesù, hanno destato particolare commozione tra i numerosissimi fedeli che hanno partecipato alla sacra rappresentazione.

Emozionato anche il parroco don Pino Salerno che, ringraziando i giovani dell’oratorio, ha espresso il suo desiderio nel continuare negli anni a venire questa rappresentazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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In città

L’incontro mancato con l’Addolorata: video d’emozioni girato al “Cenacolo”

Musica e immagini per raccontare un Venerdì santo senza i riti e la tradizionale processione mattutina

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Messaggio augurale di Pasqua realizzato in un video, con la partecipazione attiva degli ospiti della Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla.

A causa del perdurare della pandemia da Covid-19, questa Pasqua, come quella dell’anno scorso, non prevede riti esterni, quelli che caratterizzano e rappresentano visivamente in modo significativo la Passione e la Resurrezione del Cristo.

Uno dei momenti più emozionanti della processione della Madonna Addolorata, il Venerdì Santo mattina, è la sosta davanti la Comunità del “Cenacolo”. Per gli ospiti, la presidenza, la direzione ed il personale è un appuntamento molto atteso e commovente.

Il settecentesco simulacro in cera della Madonna viene accolto con un omaggio floreale e con un canto appositamente composto: “Il pianto di Maria” (testo e musica di Elisa Salomone), eseguito in modo toccante dai presenti. Successivamente, la “varetta” con la statua della Vergine viene sorretta a spalla dagli operatori per il breve tratto di strada che costeggia la struttura.

Cosicché, “non potendo venire” l’Addolorata, materialmente al “Cenacolo”, e privati successivamente della gioia del momento festoso che si vive nella grande piazza del paese la domenica di Pasqua per la cosiddetta “Paci”, la Comunità ha ideato un video per esternare attraverso immagini e suoni, le emozioni che tali festività provocano.

Gli ospiti sono stati impegnati dagli operatori, coordinati dal Direttore sanitario e dall’Equipe multidisciplinare, in un lavoro di preparazione meticoloso ed attento che ha portato alla realizzazione di un filmato. Per la sua attuazione ci si è avvalsi della collaborazione di Salvuccio Furnari, cultore dei Riti della Settimana Santa nella nostra città, per il coordinamento logistico.

Il progetto cinematografico è stato curato da Filadelfio Grasso, e si propone diversi obiettivi: omaggiare la Madonna Addolorata; rivivere, anche se virtualmente, la spiritualità dei riti pasquali; ringraziare gli operatori sanitari che in questa pandemia si spendono con abnegazione al servizio degli ammalati; rivolgere un pensiero augurale a tutte le persone che saranno raggiunte dal videomessaggio tramite i canali social.

«Così facendo – afferma il direttore generale, Giosuè Greco – si conferma la presenza della nostra Comunità nel contesto territoriale come parte integrante e viva della società».

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