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In piazza Annunziata i soliti idioti danneggiano statuetta di San Placido

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Ancora azioni vandaliche in piazza Annunziata. Stavolta la mira dei soliti idioti è stata rivolta all’edicola votiva contenete la statuetta di San Placido, che era stata collocata lì alcuni anni fa dal circolo che raggruppa i devoti del patrono di Biancavilla.

Ignoti hanno forzato il lucchetto dell’edicola votiva posta sulla facciata dell’abitazione a due passi dalla chiesa dell’Annunziata e maneggiato la statuetta che raffigura il martire benedettino, fino a frantumare alcune sue parti.

L’edicola con il santo patrono era stata sistemata ed inaugurata nell’ottobre del 2016, nell’ambito delle iniziative del Circolo San Placido di promozione culturale del patrono, attraverso il recupero di antiche edicole votive.

Non è la prima volta che piazza Annunziata sia teatro di atti vandalici. È di poche settimane fa l’individuazione e la successiva denuncia –grazie ad un sistema di videosorveglianza– di due ragazzi che avevano causato danni alle panchine. Adesso, si spera che la stessa videocamera possa avere ripreso quest’ultima azione per potere risalire ai responsabili.

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In Primo Piano

Collegamenti ad Internet gratis: punti di accesso dislocati in 12 zone di Biancavilla

Il sindaco: «Una città all’avanguardia, passa anche da questi piccoli (grandi) passi»

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Collegamento wi-fi gratis a Biancavilla. L’installazione degli impianti che copriranno 12 punti del paese comincerà a giorni. L’iniziativa è possibile dopo il finanziamento ottenuto dal Comune.

Ci saranno due punti di accesso in piazza Roma, due in via Umberto ed altri otto in piazza Annunziata, Villa delle Favare, piazza Stazione, piazza “Falcone-Borsellino” e campo sportivo “Orazio Raiti”, piazza Mercato, piazza Giovanni XXIII, piazza “Sgriccio”.

«Siamo pronti. Tra pochi giorni partirà l’installazione dei 12 punti della città nei quali verrà predisposto il wi-fi gratuito grazie al finanziamento che abbiamo ottenuto nei mesi scorsi. Una Biancavilla all’avanguardia, passa anche da questi piccoli (grandi) passi», è l’annuncio del primo cittadino, Antonio Bonanno.

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Chiesa

Stucchi preziosi per coprire tutte le “ferite” del terremoto: il vescovo riapre la basilica

A quindici mesi dalla forte scossa sismica, Gristina spalanca le porte e riconsegna la chiesa madre ai fedeli

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di Vittorio Fiorenza

Più sfarzosa di prima con stucchi dorati e un’alternanza di rosa e azzurro. Si presenta così la basilica “Maria Santissima dell’Elemosina” di Biancavilla, riparata e riaperta dopo 15 mesi dal terremoto di magnitudo 4.6 che l’aveva danneggiata, facendo emergere crepe e cadute di calcinacci alle volte laterali e nella cupola, oltre che nella splendida cappella di San Placido.

Ad aprire il portone centrale e a consegnare l’edificio sacro alla comunità cattolica biancavillese è stato l’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina, tra gli applausi di una chiesa affollata, affiancato dal parroco, padre Pino Salerno, e dal sindaco Antonio Bonanno.

Una celebrazione solenne, alla presenza di tutto il clero locale, che sancisce la riappropriazione del luogo simbolo dei biancavillesi, possibile dopo i lavori di messa in sicurezza e soprattutto di restyling.

Opere effettuate su interessamento del parroco con fondi privati (non ci è dato sapere l’importo e l’esatta provenienza) per evitare le attese e le lungaggini burocratiche.

«Oggi riapriamo questo tempio ed è bello farlo nella festa del battesimo del Signore. La chiesa costruita su pietre che siamo noi, fatti di pietre vive. Ringraziamo il Signore per quello che abbiamo qui questa sera», ha detto il vescovo.

«Ci sono qui molti ragazzini, il mio augurio –ha proseguito Gristina– va anche a loro perché questa chiesa possa accogliere tutti, particolarmente i ragazzi, i giovani e le nuove generazioni. Sappiamo le difficoltà e le preoccupazioni per la crescita dei piccoli, ma prendiamo l’impegno a rendere sempre più tutte le chiese di Biancavilla accoglienti per loro. Il mio grazie va anche alle salesiane che qui, a Biancavilla, da anni lavorano con le nuove generazioni. Impegniamoci tutti –ha esortato il vescovo– in questo ambito, faremo onore a chi in passato si è distinto in questa attività. Dobbiamo diventare sempre buoni punti di riferimento per i nostri ragazzi, questo fa diventare migliori anche noi adulti. Siamo la chiesa del Dio vivente che ancora oggi continua a camminare nel territorio e nelle strade di questo paese»

Gristina ha anche fatto un annuncio: «Firmerò il decreto per la revisione degli statuti della collegiata in modo che possa essere ricostruita in pieno la collegiata di questa insigne basilica. Questo per farvi lavorare meglio: auguri, che la collegiata possa essere un valido strumento».

Un’occasione di aggregazione importante, che va al di là della comunità ecclesiale e cattolica e che abbraccia l’intera città di Biancavilla.

Così, il sindaco Antonio Bonanno, si è fatto interprete dei sentimenti dei biancavillesi: «Quella di oggi è una serata di profonda gioia e viva emozione, tutta la Chiesa biancavillese e l’intera comunità cittadina si rallegrano nel rivedere aperta quella che è, senza dubbio alcuno, la nostra “casa”, il nostro rifugio spirituale, il nostro luogo di conforto e di accoglienza». Il primo cittadino ha sottolineato come quella drammatica notte del forte sisma «ha inevitabilmente segnato tutti noi, ci ha messo alla prova, ci ha indubbiamente ferito, ma ci ha anche reso più uniti. Ci ha reso più comunità, ci ha permesso di far valere la nostra caparbietà e determinazione»

L’amministrazione comunale –ha proseguito Bonanno – si è attivato per quanto di sua competenza e la Chiesa ha fatto altrettanto. Ed oggi ci ritroviamo qui, io con una emozione che ripercorre i sacrifici compiuti, dall’inseguire una burocrazia con cui ci siamo ritrovati a fare i conti all’incrociare per strada i volti dei miei concittadini che chiedevano rassicurazioni e concretezza. Un po’ come è accaduto per la riapertura delle nostre scuole».

Il sindaco ha ribadito che la riapertura della chiesa madre «è un segno di rinascita», ricordando come la città si sia ritrovata davanti alle effigi dei santi patroni al campo sportivo, il giorno dopo il terremoto: «Non dimentico quella sera, non dimentico la nostra partecipazione. Oggi è un giorno di speranza. Da qui ripartiamo. W Biancavilla».

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