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Ecco Giorgia, la prima a nascere nel nuovo ospedale di Biancavilla

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di Vittorio Fiorenza

Una foto che ritrae una bella famiglia di Adrano. Un’immagine simbolo che segna l’apertura del nuovo ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla.

Né cerimonie né taglio del nastro, come per anni certa politica ha smaniosamente sperato. Niente passerelle (almeno per il momento). L’avvio delle attività nel nuovo plesso è avvenuto in maniera silenziosa. Anzi, forse è meglio dire con il fragoroso pianto di una neonata.

Ad “inaugurare” l’apertura della struttura (che dalla fine degli anni ’70 era rimasta una cattedrale nel deserto) è stata Giorgia: una bellissima bambina di 3 kg e 300 grammi, venuta alla luce alle 13.08. È lei la prima nata nel nuovo ospedale di Biancavilla.

La mamma della piccola, Maria Concetta D’Agate, ed il papà, Francesco Censabella, entrambi 28enni di Adrano, sono genitori di altre due bambine (Alessia e Chiara di 6 e 4 anni).

«Siamo arrivati qui qualche ora dopo l’apertura del plesso -dicono- e siamo felicissimi che la nostra bimba sia stata la prima a venire alla luce nella nuova struttura».

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La “rinascita” di Giovanna: «La mia odissea col Covid, salva per miracolo»

A due anni dalla guarigione, la testimonianza umana e la gratitudine di una donna tenace

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Ci sono eventi che sembrano trapassati, ma che invece hanno lasciato segni profondi. Di Covid si soffre meno e si parla poco. Eppure, per tante famiglie resta una ferita aperta. Ha provocato morte e sofferenza. E chi ce l’ha fatta, non può fare a meno di gioire alla vita.

La testimonianza di Giovanna Schillaci, una donna di Biancavilla, che ha rischiato tanto a causa del coronavirus, è intrisa di umanità autentica e gratitudine.

«Oggi una data importante per me che non dimenticherò mai. Il 28 gennaio 2021 –racconta Giovanna– inizia la mia lunga odissea. Arriva l’ambulanza a prelevarmi in gravissime condizioni: polmonite bilaterale interstiziale da Covid. La mia vita è in pericolo. Solo un miracolo potrà salvarmi».

«Ed eccomi oggi, dopo due anni con dei segni indelebili e molteplici sofferenze. Ma molto gioiosa e grata, prima a Dio e poi ai medici professionisti che abbiamo nel nostro ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Loro mi hanno curata con dedizione e amore ed oggi sono qui a raccontare la mia terribile disavventura».

Un’esperienza difficile, superata grazie alla struttura sanitaria di Biancavilla, che nell’emergenza fu convertita completamente al trattamento dei malati Covid.

Giovanna non dimentica quei camici bianchi che le sono stati a fianco. E li nomina uno per uno.

«Sono rimasti nel mio cuore e li custodirò per tutta la vita: la Dottoressa Maria Altomare, la dottoressa Martina Paternò, il dottore Salvo Spadaro, la psicologa Dottoressa Graziella Zitelli e la dottoressa Cristina Amato. Hanno messo anima e corpo per salvarmi e farmi ritornare a casa dalla mia meravigliosa famiglia, che non vedeva l’ora di riabbracciarmi e coccolarmi. Ringrazio tutti gli altri medici e infermieri che mi sono stati vicini, facendomi pesare meno la solitudine e il mio calvario. Grazie di cuore a tutti i miei angeli custodi».

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