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“Natale in uno scatto” nel concorso dell’associazione Ad Maiora

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Un particolare del presepe vivente promosso nel 2015 a Biancavilla dall’associazione Mondo Nuovo

“Natale in… uno scatto”. È il titolo del concorso fotografico promosso dall’associazione culturale “Ad Maiora Sicilia” e dedicato alle tradizioni di Biancavilla. Chiunque può partecipare con una propria foto sul Natale biancavillese (novena, particolari del paese in festa, presepi viventi, momenti di ritrovo in casa con riferimenti chiaramente natalizi.

Le foto dovranno essere inviate entro il 30 dicembre 2017, tramite messenger della pagina facebook dell’associazione. Nella stessa pagina, le immagini saranno pubblicate il 31 dicembre e quella che –entro il 4 gennaio – riceverà il maggiore numero di like, sarà dichiarata vincitrice del concorso.

La premiazione avverrà al teatro comunale “La Fenice” di Biancavilla, in occasione della “tombola di beneficenza” programmata il 5 gennaio ed organizzata dalla stessa associazione “Ad Maiora”. Tutte le foto parteciperanno ad un sorteggio con relativo premio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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In città

«La palestra comunale da intitolare al “giudice ragazzino” Rosario Livatino»

Nel giorno della beatificazione del magistrato antimafia arriva la proposta di un comitato cittadino

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La palestra del plesso elementare “Don Bosco”, in via di costruzione, sia intitolata a Rosario Livatino, ucciso dalla “Stidda” nel 1990. La proposta, inviata al sindaco Antonio Bonanno, è sottoscritta da un comitato cittadino. E ricade nel giorno della proclamazione a beato del “giudice ragazzino” da parte della Chiesa cattolica.

«Livatino – si legge nelle motivazioni, a cui seguono 30 firme – è stato tra i primi ad avere individuato lo stretto legame tra mafia ed affari, concentrando particolarmente la sua attenzione sulle connessioni tra criminalità e imprese».

«Una visione nobile della giustizia, ispirata –riporta la missiva inviata al sindaco Bonanno – anche da un’intima esperienza di fede cristiana. Non a caso, anche per quella coerenza tra la sua fede e il suo impegno professionale, le organizzazioni mafiose lo hanno preso di mira, definendolo in chiave spregiativa, “santocchio”, ucciso proprio in odium fidei, come riconosciuto da Papa Francesco, che a conclusione del procedimento per la beatificazione, l’ha definito un “santo dalla porta accanto”».

«Il difficile momento in cui viviamo, segnato dalla pandemia in corso e da una dura crisi occupazionale e valoriale, potrebbe generare – scrive ancora il comitato – rassegnazione tra i più giovani, esponendoli ad elevati rischi che la comunità è chiamata a scongiurare con tutte le forze. Per questo, il connubio sport e legalità può contribuire ad affrontare meglio le fatiche quotidiane, le relazioni con gli altri, l’impegno a scuola, in un’ottica di rispetto delle regole, del fare gioco di squadra a vantaggio di tutti».

Da qui, l’idea di legare il nome di Livatino a quella della struttura sportiva polivalente, che a breve sarà completata.

Ma c’è pure un’altra proposta di intitolazione

Va detto che esiste già una proposta, a firma del consigliere Antonio Bonanno, di intitolazione della palestra. Proposta volta a dedicare la struttura ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Da più parti viene fatto notare che i due magistrati uccisi a Capaci e in via D’Amelio sono stati omaggiati da Biancavilla. A loro sono dedicate la piazza di fronte alla chiesa di San Salvatore l’aula magna della scuola media “Luigi Sturzo”.

Le proposte di intitolazione della palestra devono passare da un voto di Giunta. Ma il parere del Primo Circolo didattico, cui appartiene la palestra, potrebbe fare la differenza, nel tentativo di arrivare ad una soluzione condivisa.

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