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Ambulanza della morte, l’Asp: «Noi parte civile, aperta indagine interna»

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«Se dovessero essere confermate le notizie che apprendiamo dalla stampa, l’Asp di Catania si costituirà parte civile a difesa della dignità del lavoro di tutti gli operatori che ogni giorno dedicano la loro professionalità e il loro impegno ai pazienti e ai loro bisogni di salute».

Lo annuncia il direttore generale dell’Asp di Catania, dr. Giuseppe Giammanco, in merito al caso dei “barellieri della morte”. Fatti criminosi che sarebbero stati commessi da operatori di ambulanze private, come aveva denunciato la trasmissione “Le Iene” e su cui la Procura di Catania ha avviato un’inchiesta, oltre ad acquisire, attraverso i carabinieri, una serie di cartelle cliniche su “morti sospette”.

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Indagine sui barellieri della morte, “Le Iene” attivano la Procura

«È un preoccupante campanello d’allarme – aggiunge il dr. Giammanco – che si innesca, negativamente, sulle premesse di una cultura familiare e professionale che, invece, esprime dedizione e attenzione al malato morente».

La Direzione generale dell’azienda catanese ha anche disposto un’indagine interna, coordinata dal dr. Giuseppe Spampinato, direttore medico del Presidio di Biancavilla, per controllare il pieno rispetto e l’osservanza delle procedure e delle linee guida sulle dimissioni.

«L’indagine avviata – spiega il dr. Franco Luca, direttore sanitario dell’Asp di Catania – è volta a verificare il rispetto delle regole e delle procedure che normano la vita dell’Ospedale. La Procura farà luce sull’accaduto e, in spirito di sinergia istituzionale, stiamo offrendo il nostro contributo per la ricostruzione della verità. Avverto anche la necessità di dare un messaggio di certezza ai cittadini: il nostro rigore, su questa vicenda, è massimo».

Al momento, per le informazioni che si possiedono, non sembrano essere coinvolti operatori dell’Ospedale.

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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