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Un loculo “esplode” al cimitero: i liquidi oltrepassano il cemento

I liquidi derivanti dai resti umani in decomposizione hanno perfino oltrepassato il cemento e i segni sono visibilissimi dal parcheggio dell’isola ecologica di via della Montagna.
Una colata sul muro esterno che mostra come sia “esploso” un loculo cimiteriale in coincidenza dell’area gestita dalla confraternita di San Giuseppe.
Il caldo, una fessura, una tumulazione eseguita non perfettamente: le cause possono essere diverse e non è certo la prima volta che capita.
L’episodio come comunque quanta arretratezza vi sia ancora oggi nelle operazioni di tumulazione al cimitero di Biancavilla. Metodologie che andrebbero riviste ed aggiornate per ragioni di sicurezza igienico-ambientale e di salute pubblica. Ma anche per motivi di ottimizzazione di spazi ed economicità.
Non bisogna andare lontani per gli esempi virtuosi. Centuripe, per esempio. Nel comune ennese oltre il Simeto si usa seppellire le bare in aree che vengono ricoperte di sabbia. Stanno lì per due-tre anni in modo da consentire la piena decomposizione ed il prosciugamento dei liquidi.
A conclusione di questa fase, i resti vengono messi in una cassetta ed inseriti in un loculo di dimensioni ridottissime. Si risparmia in spazi e si garantisce la massima sicurezza sanitaria. Episodi come quello capitato a Biancavilla non ne possono accadere e non ci sarebbero mai cattivi odori. A Biancavilla, la modernità attende di arrivare.
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Istituzioni
Servizio idrico, costituito il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica
Ne è portavoce Salvo Grasso, che annuncia una serie di iniziative per chiedere trasparenza ed equità
La nuova gestione del servizio idrico, passato dal Comune di Biancavilla alla società “Servizi Idrici Etnei”, ha chiuso un’era e ne ha aperto un’altra. Un passaggio, formalmente avvenuto nel giugno del 2025 ma che gli utenti hanno realizzato con la prima fattura emessa lo scorso febbraio. Addio alle vecchie e anacronistiche tariffe comunali. Ecco spuntare tariffe più alte, tra immancabili malumori.
Adesso, un gruppo di cittadini ha costituito ufficialmente il Comitato per la Tutela dell’Acqua Pubblica di Biancavilla, con l’obiettivo di difendere un diritto fondamentale: l’accesso all’acqua come bene pubblico.
In un momento in cui molti cittadini segnalano criticità nel servizio idrico e costi sempre più elevati, il Comitato nasce per chiedere trasparenza, equità e rispetto per la comunità. Ne è portavoce Salvo Grasso.
«Non è accettabile – dichiarano i promotori – che l’acqua manchi dai rubinetti e sia invece sempre presente nelle bollette. Vogliamo chiarezza sulla gestione e sulle tariffe».
Il Comitato annuncia fin da subito iniziative pubbliche, raccolte firme e attività di informazione rivolte alla cittadinanza, invitando tutti a partecipare. «L’acqua – viene sottolineato – è di tutti. Difenderla è un dovere».
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Rissa in via Milone, la comunità islamica condanna la violenza: «Dispiaciuti»
Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica di Sicilia, scrive al sindaco Bonanno
«Desidero esprimere la nostra più sincera vicinanza alla comunità di Biancavilla per quanto accaduto nei giorni scorsi. Siamo profondamente dispiaciuti per gli episodi che hanno coinvolto alcuni cittadini di origine marocchina. Desideriamo ribadire con fermezza che tali comportamenti non rappresentano in alcun modo i valori della nostra comunità, fondata sul rispetto, sulla convivenza pacifica e sulla responsabilità sociale».
Ad intervenire è Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica della Sicilia, in riferimento alla violenta rissa avvenuta in via Milone, a Biancavilla. Tre i marocchini coinvolti: la vittima finita all’ospedale, i due presunti aggressori – zio e nipote – arrestati dai carabinieri della locale stazione per tentato omicidio.
«Condanniamo ogni forma di violenza e di comportamento che possa generare paura o disagio tra i cittadini. Allo stesso tempo – sottolinea Bouchnafa – prendiamo nettamente le distanze da quanto accaduto, riaffermando il nostro impegno costante nel promuovere il dialogo, l’integrazione e il rispetto delle regole».
Parole che il rappresentante della comunità islamica ha inviato al sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, conosciuto alcuni anni fa in occasione della visita della console del Regno del Marocco, Boutaina Bouabid, che di fatto aveva inaugurato un rapporto di dialogo e amicizia con Biancavilla.
«Siamo pienamente disponibili – conclude Bouchnafa – a collaborare con le istituzioni locali per rafforzare iniziative che favoriscano la coesione sociale e prevenire il ripetersi di simili episodi, contribuendo così al benessere e alla sicurezza di tutta la cittadinanza».
Bonanno: «Biancavilla, città del dialogo»
Le parole di Ismail Bouchnafa sono state accolte con favore dal primo cittadino di Biancavilla. «Come sindaco di Biancavilla – dice Antonio Bonanno – accolgo questo messaggio con rispetto e gratitudine. È esattamente il tipo di risposta che ci si aspetta da una comunità che ha a cuore il bene comune. Non il silenzio, non la chiusura, ma la parola chiara e la disponibilità a fare la propria parte».
«Noi raccogliamo la disponibilità Federazione Islamica della Sicilia – sottolinea il sindaco – con la stessa apertura con cui è stata offerta. Biancavilla è una città che crede nel dialogo, nell’integrazione e nel rispetto delle regole. Valori che non appartengono a una sola comunità, ma a tutti coloro che scelgono di vivere e costruire qualcosa insieme».
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Riccardo
7 Ottobre 2016 at 10:31
Il degrado dei cimiteri è un comun denominatore che parte da Aosta, passa per Milano e Roma e scende fino alla Sicilia.
Ho sempre pensato e ne sono tuttora convinto che gli ultimi pensieri delle amministrazioni comunali devono essere rivolte ai cimiteri. Meglio pensare ai vivi un morto non serve più a nulla.
Ad ogni modo il degrado deve essere combattuto e credo che il miglior metodo sia quello di incentivare sempre di più la cremazione.
Si riducono gli spazi cimiteriali, ci si adegua ad una pratica igienica ed ecologica diminuendo anche i costi destinati ai defunti che sono soldi buttati via.
Se ci facessimo tutti cremare basterebbero strutture cimiteriali molto più piccole (non togliamo terra ai vivi), più economiche in quanto basterebbe costruirle in mattoni forati (nessun pericolo di liquidi cadaverici) e poi la cenere è assolutamente inerte puoi spostarla senza problemi ed addirittura disperderla.
Per esempio un loculo che contiene una salma “intera” può contenere fino a 40 salme cremate.
Quindi incentiviamo la cremazione come modello civile nel trattamento dei defunti.
Dino
13 Luglio 2016 at 12:13
I nostri corpi cosi’ come tutte le stelle nel momento in cui muoiono prima si gonfiano e poi esplodono. Noi siamo figli delle stelle, il nostro sole che ci nutre e riscalda da 4,5 miliardi di anni, fra 3 miliardi di anni circa esaurira’ il carburante che rende possibile la combustione termonuclerare. Le parti più interne collasseranno e daranno origine ad una nana bianca la quale rilascerà i suoi strati più esterni, che verranno spazzati via sotto forma di “supervento” con una temperatura cosi’ talmente alda da inaridire e bruciare tutto quello che incontrera’ nel suo cammino Terra inclusa.
Nulla si distrugge ma tutto si trasforma. La miglior cosa che Dio abbia potuto fare é la Morte e in questo universo NIENTE dura per sempre.