News
Un loculo “esplode” al cimitero: i liquidi oltrepassano il cemento

I liquidi derivanti dai resti umani in decomposizione hanno perfino oltrepassato il cemento e i segni sono visibilissimi dal parcheggio dell’isola ecologica di via della Montagna.
Una colata sul muro esterno che mostra come sia “esploso” un loculo cimiteriale in coincidenza dell’area gestita dalla confraternita di San Giuseppe.
Il caldo, una fessura, una tumulazione eseguita non perfettamente: le cause possono essere diverse e non è certo la prima volta che capita.
L’episodio come comunque quanta arretratezza vi sia ancora oggi nelle operazioni di tumulazione al cimitero di Biancavilla. Metodologie che andrebbero riviste ed aggiornate per ragioni di sicurezza igienico-ambientale e di salute pubblica. Ma anche per motivi di ottimizzazione di spazi ed economicità.
Non bisogna andare lontani per gli esempi virtuosi. Centuripe, per esempio. Nel comune ennese oltre il Simeto si usa seppellire le bare in aree che vengono ricoperte di sabbia. Stanno lì per due-tre anni in modo da consentire la piena decomposizione ed il prosciugamento dei liquidi.
A conclusione di questa fase, i resti vengono messi in una cassetta ed inseriti in un loculo di dimensioni ridottissime. Si risparmia in spazi e si garantisce la massima sicurezza sanitaria. Episodi come quello capitato a Biancavilla non ne possono accadere e non ci sarebbero mai cattivi odori. A Biancavilla, la modernità attende di arrivare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Istituzioni
Via della Montagna, scatta il limite di 30 km/h: installati nove dossi artificiali
Decisione dell’amministrazione comunale per rendere più sicura l’arteria, spesso teatro di incidenti
Sono iniziati i lavori di messa in sicurezza di via della Montagna, a Biancavilla. L’intervento, disposto dall’amministrazione comunale, prevede una serie di misure per ridurre la velocità dei veicoli e migliore le condizioni di sicurezza lungo l’intero asse viario.
Decisa l’installazione di nove dossi artificiali, collocati in corrispondenza dei punti ritenuti maggiormente critici, e l’istituzione della Zona 30, con la conseguente riduzione a 30 k,/h del limite massimo di velocità.
È inoltre previsto il completo rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale. Particolare attenzione sarà riservata agli attraversamenti pedonali, che verranno realizzati in versione rialzata, con l’obiettivo di aumentarne la visibilità e la protezione per i pedoni.
Alla base della decisione c’è un’istruttoria tecnica che ha evidenziato una situazione ritenuta critica sotto il profilo della sicurezza stradale. Vengono così richiamati la presenza costante di pedoni, il notevole flusso di traffico, soprattutto nelle ore serali, e il verificarsi di diversi incidenti (il più grave, nell’agosto 2023, nel quale perse la vita il giovane Vincenzo Tomasello) o comunque di condizioni che determinano un elevato rischio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fuori città
Itinerari culturali diventano percorsi di terapia per gli ospiti del “Cenacolo”
Gruppo di utenti della comunità biancavillese in visita ai castelli di Motta Sant’Anastasia, Paternò e Adrano
Nuova attività culturale realizzata dalla Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico del territorio etneo. Protagonista dell’iniziativa, un gruppo di utenti della struttura, accompagnato dagli educatori Filadelfio Grasso e Giulio Restivo, che hanno proposto un’escursione trasformandola in un’occasione concreta di crescita culturale, socializzazione e partecipazione.
Il percorso ha condotto il gruppo alla riscoperta di alcuni dei più significativi castelli della zona etnea. Seguendo la Valle del Simeto e la Piana di Catania, l’itinerario è partito da Motta Sant’Anastasia, per poi raggiungere Paternò, dove il dongione domina la storica collina, e quindi Adrano. I tre maestosi manieri sono stati ammirati, osservati e commentati nelle loro specifiche peculiarità.
A guidare il gruppo nella lettura storica dei luoghi è stato Salvuccio Furnari, cultore di storia del territorio. Furnari ha arricchito il percorso con aneddoti, leggende e approfondimenti storici, accompagnando i partecipanti in un affascinante viaggio nel tempo.
Particolarmente significativo il momento dedicato al castello di Adrano: ha suscitato grande ammirazione e interesse l’allocazione del museo civico intitolato al prof. Saro Franco. Le visite hanno riguardato inoltre il castello-abbazia di Maniace e la fortezza sul mare di Aci Castello.
La cultura come terapia
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di conoscenza dei beni architettonici e culturali presenti nel territorio in cui gli ospiti vivono la loro quotidianità e sviluppano il proprio percorso terapeutico-riabilitativo. In questo contesto, la conoscenza del territorio diventa uno strumento educativo capace di stimolare curiosità, autonomia, relazione e partecipazione attiva.
Le finalità prefissate dal progetto sono state pertanto raggiunte. Favorite la conoscenza e l’acquisizione di nuovi riferimenti storici e architettonici. Offerte agli utenti l’opportunità di vivere il territorio non come una realtà distante, ma come parte integrante della propria esperienza personale e sociale.
L’arricchimento culturale rappresenta, infatti, un importante elemento di crescita, non soltanto individuale ma anche collettiva. Ne è stata una significativa conferma l’esperienza vissuta dagli utenti. Al loro rientro hanno condiviso con entusiasmo quanto appreso e vissuto con gli altri ospiti della struttura, trasformando così l’esperienza individuale in partecipazione comunitaria.
Il direttore generale Giosuè Greco auspica che questo progetto pilota possa rappresentare uno stimolo per le altre agenzie educative, per gli istituti scolastici e per le aggregazioni giovanili del territorio, affinché vengano programmate con sempre maggiore attenzione attività ed escursioni di questo tipo. L’esperienza del “Cenacolo Cristo Re” dimostra, ancora una volta, come la cultura, la conoscenza del territorio e il lavoro educativo possano intrecciarsi efficacemente, creando occasioni di partecipazione, scoperta e crescita condivisa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Cronaca4 settimane agoBlitz antimafia “Ultimo atto”, Mancari e altri 10 imputati condannati in Appello
-
Istituzioni4 settimane agoL’acqua non arriva: si sospetta un intervento doloso dietro ai disservizi
-
Cronaca3 settimane agoTentato omicidio, imprenditore ferito raggiunge l’ospedale di Biancavilla
-
Cronaca4 settimane agoIncendio in via dei Mandorli: timori per la presenza di bomboloni di gas




Riccardo
7 Ottobre 2016 at 10:31
Il degrado dei cimiteri è un comun denominatore che parte da Aosta, passa per Milano e Roma e scende fino alla Sicilia.
Ho sempre pensato e ne sono tuttora convinto che gli ultimi pensieri delle amministrazioni comunali devono essere rivolte ai cimiteri. Meglio pensare ai vivi un morto non serve più a nulla.
Ad ogni modo il degrado deve essere combattuto e credo che il miglior metodo sia quello di incentivare sempre di più la cremazione.
Si riducono gli spazi cimiteriali, ci si adegua ad una pratica igienica ed ecologica diminuendo anche i costi destinati ai defunti che sono soldi buttati via.
Se ci facessimo tutti cremare basterebbero strutture cimiteriali molto più piccole (non togliamo terra ai vivi), più economiche in quanto basterebbe costruirle in mattoni forati (nessun pericolo di liquidi cadaverici) e poi la cenere è assolutamente inerte puoi spostarla senza problemi ed addirittura disperderla.
Per esempio un loculo che contiene una salma “intera” può contenere fino a 40 salme cremate.
Quindi incentiviamo la cremazione come modello civile nel trattamento dei defunti.
Dino
13 Luglio 2016 at 12:13
I nostri corpi cosi’ come tutte le stelle nel momento in cui muoiono prima si gonfiano e poi esplodono. Noi siamo figli delle stelle, il nostro sole che ci nutre e riscalda da 4,5 miliardi di anni, fra 3 miliardi di anni circa esaurira’ il carburante che rende possibile la combustione termonuclerare. Le parti più interne collasseranno e daranno origine ad una nana bianca la quale rilascerà i suoi strati più esterni, che verranno spazzati via sotto forma di “supervento” con una temperatura cosi’ talmente alda da inaridire e bruciare tutto quello che incontrera’ nel suo cammino Terra inclusa.
Nulla si distrugge ma tutto si trasforma. La miglior cosa che Dio abbia potuto fare é la Morte e in questo universo NIENTE dura per sempre.