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Si chiama Parco “Diritti dell’infanzia”, ma qui i bambini giocano tra i rifiuti

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Si chiama “Parco Diritti dell’infanzia”. Un’intitolazione impegnativa, che dovrebbe spingere ogni amministrazione comunale a sforzarsi di rendere il luogo degno di questo nome. Invece, nella giornata del 2 giugno ecco come si presentava lo spazio che costeggia via “Maria Santissima Addolorata”, vicino il centro di riabilitazione. I bambini, come si intravedono chiaramente, sono costretti invece a giocare in queste condizioni.

Ma è mai possibile sopportare ed essere indifferenti fino a questo punto?

A segnalarci lo stato pietoso del luogo sono stati alcuni genitori, gli stessi che hanno scattato queste immagini.

Non soltanto aiuole in frantumi, immondizia, rifiuti dappertutto. Ma anche erbacce e scarsa cura del verde. A dimostrazione che all’assenza di civiltà si affianca anche un’assenza di controlli e soprattutto di costante manutenzione.

Questa mattina, per la cronaca, si è proceduto alla pulizia. Ma c’è da scommetterci che tra qualche giorno il degrado tornerà a farsi vedere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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