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Il “Museo della scienza” premia gli esperimenti della “Luigi Sturzo”

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Gli alunni della 2a G, vincitori del primo premio

La scienza diventa un gioco. Ottima prova di quattro classi dell’istituto scolastico biancavillese nella gara promossa dal “Ludum” di Catania: primo premio per la 2a G.

di Vittorio Fiorenza

Un modello di apparato respiratorio umano, realizzato con carta pesta, rete metallica, tubi idraulici e cannucce per simulare la trachea, i bronchi e le relative ramificazioni. Un lavoro ben fatto dagli alunni della 2a G della scuola media “Luigi Sturzo” di Biancavilla. Talmente originale e curato nei dettagli che l’intera classe è stata premiata con il primo premio della “Ludum Science Competition 2015”, la gara del Museo della scienza di Catania rivolto agli studenti delle scuole dell’obbligo della provincia di Catania.

Gli insegnanti si sono limitati a dare suggerimenti ed indicazioni. Il resto lo hanno fatto gli alunni, peraltro fuori dagli orari scolastici. Un impegno che la commissione di ricercatori e divulgatori scientifici ha valorizzato, assegnando il primo posto nella categoria “Allievi scienziati”.

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Un momento della presentazione dell’esperimento con la dinamo

Una categoria nella quale si sono distinte anche altre classi della “Sturzo”. Un altro lavoro accurato è stato quello della 3a G.

Presentato un modello di centrale eolica con l’utilizzo di una vecchia dinamo di una bicicletta ed una manovella per fare accendere una lampadina in una miniatura di baita di montagna con tanto di lago, nel quale la fantasia dei ragazzi ha inserito un mostro con reazioni schiumose che uscivano dalla bocca.

La 1a A, invece, ha realizzato una colonna di bottiglie di plastica con piantine, facendo notare i diversi effetti che la presenza o meno di ossigeno ha suoi vegetali. La 3a A, infine, ha proposto un esperimento sull’energia meccanica, usando una dinamo con corde elastiche da tirare per fare accendere una lampadina.

Tre gli insegnanti coinvolti: Annalisa Santagati, Bianca Giangrande e Laura Campione.

«È stato bello vedere premiata un’intera classe –sottolinea la prof. Santagati– i ragazzi hanno vissuti ogni momento in maniera allegra. Si riunivano il pomeriggio a casa e lavoravano. Noi ci siamo limitati a dare l’idea: ecco perché sono stati doppiamente bravi. Un’iniziativa interessante perché i ragazzi hanno potuto apprezzare le scienze nel loro aspetto pratico e giocoso».

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Alunni ed insegnanti davanti al modellino di centrale eolica

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«No a pregiudizi, l’Ipsia di Biancavilla impegnata nella formazione di qualità»

C’è un video che sta circolando e che denigra la tipologia di istituto: presa di posizione di un’insegnante

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© Foto Biancavilla Oggi

Da un po’ di tempo gira nel comprensorio territoriale di Biancavilla, Adrano e Santa Maria di Licodia un video di sconosciuta e indubbia provenienza, nel quale un ragazzo di una non ben identificata realtà scolastica si permette di descrivere gli istituti “Ipsia” come dei luoghi in cui gli studenti entrano ed escono dal carcere, fanno risse, non studiano e spacciano “erba”.

L’Ipsia “Efesto” di Biancavilla, in tutte le sue componenti, pur non riconoscendosi in questa realtà e non considerandosi parte in causa, rifiuta tale stigma. E ci tiene a precisare agli studenti e alle loro famiglie che, il video è avulso dal nostro contesto scolastico. Tutto il Corpo Docente, sempre in prima linea in attività didattiche altamente formative e non discriminatorie, ci tiene a fare alcune riflessioni.

Aiutare gli studenti a guardare oltre è come attraversare un fiume e, indurli a vedere al di là delle cose. Il sapere li plasma, li modella, e scolpisce nelle loro menti e nella loro anime un pensiero fluido e mutevole che li rende capaci di leggere la realtà e la bellezza che li circonda. E’ così che, il “detto”, magicamente, lo trasformano in “fatto”.

Il continuo divenire rende fluido il loro pensiero divergente, il loro sapere, il loro cuore e la loro mente. Nel loro sguardo vivace si coglie l’intelligenza, la competenza, la conoscenza e il sapere. Essi nascono dalla consapevolezza di credere che una scuola non è migliore di un’altra, che ogni ragazzo in particolare e, ogni persona, in generale, non sono diversi dagli altri, che le scelte di vita vanno rispettate, che gli alti profili di formazione degli studenti sono ricercati nel mondo del lavoro e, la loro integrità morale, seppure con un vivace turbinio, li rende trasparenti come acqua di fonte.

Qualche volta li vedi camminare sull’erba dei prati (l’unica che conoscono), a piedi nudi, per respirare, a pieni polmoni, un soffio di aria pura, ascoltare il silenzio dei loro passi e assorbire l’energia naturale che la terra trasmette loro. Giudizi e pregiudizi non li sfiorano perché, quest’ultimi, si oppongono alla verità e quindi somigliano a un vento contrario che spinge la piccola barca in direzione opposta, ma come un boomerang la traiettoria ellittica torna alla persona che l’ha lanciato.

I nostri ragazzi percorrono la loro strada, “guardando oltre” e, al momento opportuno, guadano il fiume con onestà, coraggio e forza d’animo.

CARMELA VERZI’, docente Ipsia Biancavilla


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