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Cento candeline per nonna Angela «Altruista con tempra d’altri tempi»

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Ha problemi alla vista. E’ allettata. Ma la soddisfazione del traguardo dei 100 anni di età l’ha avuta. Angela D’Urso, classe 1914, festeggia oggi lo speciale compleanno. Lo fa circondata dall’insostituibile affetto della figlia, della nipote e dei pronipoti.

Torta con numero a tre cifre e spumante per brindare ad un secolo di vita. Gli acciacchi ci sono, certo. E i momenti di lucidità, a volte, mancano. Ma la tempra e la forza di nonna Angela sono quelli d’altri tempi.

Nata da famiglia contadina, quando ancora la Prima Guerra Mondiale non era scoppiata, l’anziana biancavillese ha dedicato la sua vita alla figlia e alla nipote, che porta il suo nome e che adesso ricambia l’affetto ricevuto, accudendo la nonna.

«In un percorso di vita così lungo –raccontano i parenti– non sono mancati sacrifici e dure prove, però zia Angela non si è mai persa d’animo e si è sempre rimboccata le maniche per la famiglia. Nei confronti di chi mostrava bisogno, non si è mai tirata indietro. Anzi, è stata disponibile ed altruista con tutti. E forse per questo il Signore l’ha premiata, regalandole la gioia di potere festeggiare i suoi 100 anni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Politica

“Giorno del ricordo” per Salvatore Furno e per tutte le vittime delle Foibe

La memoria ritrovata: targa marmorea in via Romagnosi intitolata al biancavillese ucciso nel 1945

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Da oggi, a Biancavilla una targa ricorda il sacrificio di una vittima delle foibe. Nel Giorno del ricordo, il sindaco Antonio Bonanno ha scoperto una targa commemorativa dedicata a Salvatore Furno, deportato a Capodistria e ucciso nelle foibe nel 1945. La targa si trova in via Romagnosi (già via Collegio) dove Furno abitava assieme alla famiglia. Insegnante e giornalista, Salvatore Furno nacque a Biancavilla nel 1901 per poi trasferirsi in provincia di Gorizia.

Le notizie sulla sua tragica fine prendono le mosse dalle ricerche dello studioso Placido A. Sangiorgio negli archivi di Stato di alcune regioni italiane, i cui risultati sono stati pubblicati per la prima volta nel 2019 da Biancavilla Oggi. Con una comunicazione ufficiale all’amministrazione comunale, l’Unione degli Istriani ha confermato la presenza del nome di un cittadino biancavillese scomparso nell’ambito delle operazioni belliche post 1943. Furno morì a Muggia il 25 maggio del 1945.

«La targa commemorativa che intitoliamo al ‘nostro’ Salvatore Furno – ha affermato il sindaco Bonanno – è un tributo alla memoria ritrovata. Ora sappiamo che un nostro concittadino è stato tra le vittime delle foibe, perseguitato e ucciso sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi. Il nome di Salvatore Furno, la targa commemorativa che a lui intitoliamo, ci fanno sentire parte della grande Storia scritta anche con pagine tragiche come quella che riguarda le foibe».

«Una giornata importante e coinvolgente dal punto di vista emotivo, resa possibile grazie anche alle ricerche di Placido Sangiorgio e alla testata Biancavilla Oggi», ha ancora sottolineato il primo cittadino

Alla cerimonia, presente il presidente del Consiglio Comunale Marco Cantarella. Hanno partecipato alcuni parenti di Furno, commossi del ricordo tributato al loro congiunto dall’amministrazione comunale.

In particolare, il pronipote Franco Furno, che ha reso la sua testimonianza al nostro giornale, ha ribadito: «Sapevamo che nostro zio fosse morto in guerra, ma oggi sappiamo che è rimasto vittima di un “Olocausto” nascosto. Noi siamo veramente orgogliosi di questo riconoscimento e ringraziamo il sindaco e quanti si sono adoperati». Commozione anche da parte della signora Maria Schillaci: «Questa giornata mi ha emozionato tanto, se ci fosse stato mio marito (nipote diretto di Salvatore Furno, ndr) sarebbe stato orgoglioso perché ci teneva tanto sapere in che modo lo zio era morto».

Il presidente dell’Unione Istriana, Massimiliano Lacota, ha inviato un messaggio al sindaco di Biancavilla: «Oggi le nostre tragedie iniziano a essere conosciute, destano interesse tra i giovani, stanno diventando – pur non senza difficoltà –  quel patrimonio della storia nazionale che per decenni fu occultato. E questo è stato possibile grazie anche all’impegno di centinaia di Comuni, e tra questi c’è Biancavilla che non può e non vuole dimenticarci e lo dimostra oggi, con questa bella iniziativa, dedicando una targa alla memoria di Salvatore Furno: grazie di cuore». 

Prima che la targa venisse scoperta, Padre Giovanni Zappalà ha letto una preghiera, scritta nel 1959 dal vescovo di Trieste Antonio Santin, dedicata alle vittime delle foibe.

La cerimonia di commemorazione ha visto presenti, tra gli altri l’ex amministratore Salvuccio Furnari e il consigliere Antonio Bonanno assai operosi nella ricerca di dati riguardanti l’infoibato biancavillese, il primo, e nell’organizzazione della posa, il secondo. L’assessore alla Toponomastica e vice sindaco Nino Finocchiaro ha sottolineato l’interesse di tutta l’amministrazione per una memoria condivisa che sa condannare persecuzioni ed eccidi da qualsiasi parte essi provengano. Il sindaco ha rivolto un saluto di ringraziamento alle forze dell’ordine per la loro presenza.

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