15102018GOODNEWS:

Cronaca di un crollo annunciato
Una parete della “Batia” in briciole

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Le macerie dopo il crollo nella notte

Ennesimo cedimento strutturale ai danni della vecchia chiesa settecentesca. Un altro muro, attiguo all’edificio che ospita una scuola paritaria, presenta crepe ed elementi di pericolosità. Negli anni, tanti Sos. Mai nessun intervento.

 

di Vittorio Fiorenza

Un cedimento che ha sbriciolato una parete perimetrale della vecchia chiesa della Batia di Biancavilla. Un boato nella notte e un polverone sollevato dalla caduta di macerie.  È la cronaca di un crollo annunciato. Anni di immobilismo e di assenza di interventi hanno determinato questa ulteriore ferita all’edificio di culto, che da decenni era già ridotto a rudere.

Si tratta ora di preservare e mettere in urgente sicurezza l’intera area, anche in considerazione del fatto che a fianco alla chiesa c’è una scuola paritaria che ospita un centinaio di bambini. La parete confinante con gli spazi di pertinenza della scuola presenta crepe evidenti ed è elevato il rischio che possa venire giù.

Gli allarmi suonati, nel corso degli anni, per denunciare lo stato di pericolosità di quel che rimaneva della chiesa settecentesca sono stati diversi. Ma in concreto, al di là degli impegni formali e di circostanza, nessun intervento si è registrato non soltanto per recuperare l’immobile ma nemmeno per potere evitare altri crolli.

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Il primo Sos risale al settembre del 2000, quando i soci dell’associazione “Biancavilla Documenti” con il presidente Antonio Zappalà, muniti di videocamere e macchine fotografiche, entrarono all’interno del rudere per documentarne l’abbandono.

«Le mura sono in pessime condizioni di stabilità, vi è un serio pericolo: la struttura potrebbe crollare da un momento all’altro», riportava un articolo pubblicato allora dal quotidiano “La Sicilia”, che riportiamo qui sotto.

Oltre sei anni fa un accordo tra l’Arcidiocesi di Catania ed il Comune prevedeva l’assegnazione della chiesa a quest’ultimo ente per trasformarla in un centro culturale. Delle carte firmate restano soltanto le immagini a favore di telecamera.

Nulla di fatto nemmeno per la richiesta di un finanziamento da parte dell’amministrazione comunale, dietro sollecitazione e apposito progetto dell’associazione Symmachia, finalizzati al recupero della Batia, nell’ambito dell’iniziativa “bellezza@governo.it”. Una “trovata” del governo Renzi di cui non si hanno più notizie.

Così, un bene storico-architettonico è stato ridotto in calcinacci e quasi del tutto cancellato per farne un emblema dell’abbandono e della insensibilità per la tutela del centro storico.

Ritaglio de “La Sicilia” del 9 settembre 2000

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