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Sosta selvaggia nel centro storico, impossibile pulire per i netturbini

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Sosta selvaggia tra piazza Roma e piazza Collegiata

Gli operatori ecologici alzano “bandiera bianca” e scrivono al sindaco Giuseppe Glorioso: il servizio di spazzamento, soprattutto tra piazza Collegiata e piazza Roma, non è possibile a causa delle auto parcheggiate.

 

di Vittorio Fiorenza

Nel preciso momento in cui gli operatori ecologici montano di servizio, gli irriducibili della notte sono ancora in centro, in auto parcheggiate. Eppure alle 4 del mattino, bisogna pulire piazze e vie del “salotto cittadino” di Biancavilla. Da qualche settimana è impossibile: il mezzo meccanico con spazzatrice non può raggiungere tutti i punti a causa delle auto in sosta selvaggia.

Gli operatori della “Roma Costruzioni”, incaricata del servizio di raccolta dei rifiuti, hanno segnalato verbalmente la situazione al Comune. Visto che, però, svolgere lo spazzamento resta ancora un problema, il sorvegliante del servizio di pulizia mattutina, Marcello Mazzeo, ha formalmente informato il sindaco Giuseppe Glorioso con una missiva.

«È diventato impossibile –denuncia Mazzeo– fare lo spazzamento meccanizzato per la presenza di autovetture in sosta, anche con persone a bordo, che non consentono il regolare svolgimento del servizio».

Il risultato è che diversi punti del cento storico, vicini ai pub e ai locali, restano sporchi. Cartacce, bicchieri e bottiglie di birra lasciati ad ogni angolo (le recenti immagini di padre Pino Salerno, prevosto di Biancavilla, che si improvvisa netturbino per ripulire la gradinata della chiesa madre hanno fatto parecchio indignare).

Piazza Roma e piazza Collegiata, segnalano non a caso gli operatori ecologici, sono le “aree critiche” che offrono maggiori difficoltà per le operazioni di pulizia e –viene sottolineato– non certo ci si può mettere a cercare i proprietari delle auto per fargliele spostare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Istituzioni

Servizio idrico, costituito il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica

Ne è portavoce Salvo Grasso, che annuncia una serie di iniziative per chiedere trasparenza ed equità

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La nuova gestione del servizio idrico, passato dal Comune di Biancavilla alla società “Servizi Idrici Etnei”, ha chiuso un’era e ne ha aperto un’altra. Un passaggio, formalmente avvenuto nel giugno del 2025 ma che gli utenti hanno realizzato con la prima fattura emessa lo scorso febbraio. Addio alle vecchie e anacronistiche tariffe comunali. Ecco spuntare tariffe più alte, tra immancabili malumori.

Adesso, un gruppo di cittadini ha costituito ufficialmente il Comitato per la Tutela dell’Acqua Pubblica di Biancavilla, con l’obiettivo di difendere un diritto fondamentale: l’accesso all’acqua come bene pubblico.

In un momento in cui molti cittadini segnalano criticità nel servizio idrico e costi sempre più elevati, il Comitato nasce per chiedere trasparenza, equità e rispetto per la comunità. Ne è portavoce Salvo Grasso.

«Non è accettabile – dichiarano i promotori – che l’acqua manchi dai rubinetti e sia invece sempre presente nelle bollette. Vogliamo chiarezza sulla gestione e sulle tariffe».

Il Comitato annuncia fin da subito iniziative pubbliche, raccolte firme e attività di informazione rivolte alla cittadinanza, invitando tutti a partecipare. «L’acqua – viene sottolineato – è di tutti. Difenderla è un dovere».

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Rissa in via Milone, la comunità islamica condanna la violenza: «Dispiaciuti»

Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica di Sicilia, scrive al sindaco Bonanno

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© Foto Biancavilla Oggi

«Desidero esprimere la nostra più sincera vicinanza alla comunità di Biancavilla per quanto accaduto nei giorni scorsi. Siamo profondamente dispiaciuti per gli episodi che hanno coinvolto alcuni cittadini di origine marocchina. Desideriamo ribadire con fermezza che tali comportamenti non rappresentano in alcun modo i valori della nostra comunità, fondata sul rispetto, sulla convivenza pacifica e sulla responsabilità sociale».

Ad intervenire è Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica della Sicilia, in riferimento alla violenta rissa avvenuta in via Milone, a Biancavilla. Tre i marocchini coinvolti: la vittima finita all’ospedale, i due presunti aggressori – zio e nipote – arrestati dai carabinieri della locale stazione per tentato omicidio.

«Condanniamo ogni forma di violenza e di comportamento che possa generare paura o disagio tra i cittadini. Allo stesso tempo – sottolinea Bouchnafa – prendiamo nettamente le distanze da quanto accaduto, riaffermando il nostro impegno costante nel promuovere il dialogo, l’integrazione e il rispetto delle regole».

Parole che il rappresentante della comunità islamica ha inviato al sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, conosciuto alcuni anni fa in occasione della visita della console del Regno del Marocco, Boutaina Bouabid, che di fatto aveva inaugurato un rapporto di dialogo e amicizia con Biancavilla.

«Siamo pienamente disponibili – conclude Bouchnafa – a collaborare con le istituzioni locali per rafforzare iniziative che favoriscano la coesione sociale e prevenire il ripetersi di simili episodi, contribuendo così al benessere e alla sicurezza di tutta la cittadinanza».

Bonanno: «Biancavilla, città del dialogo»

Le parole di Ismail Bouchnafa sono state accolte con favore dal primo cittadino di Biancavilla. «Come sindaco di Biancavilla – dice Antonio Bonanno – accolgo questo messaggio con rispetto e gratitudine. È esattamente il tipo di risposta che ci si aspetta da una comunità che ha a cuore il bene comune. Non il silenzio, non la chiusura, ma la parola chiara e la disponibilità a fare la propria parte».

«Noi raccogliamo la disponibilità Federazione Islamica della Sicilia – sottolinea il sindaco – con la stessa apertura con cui è stata offerta. Biancavilla è una città che crede nel dialogo, nell’integrazione e nel rispetto delle regole. Valori che non appartengono a una sola comunità, ma a tutti coloro che scelgono di vivere e costruire qualcosa insieme».

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