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Sosta selvaggia nel centro storico, impossibile pulire per i netturbini

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Sosta selvaggia tra piazza Roma e piazza Collegiata

Gli operatori ecologici alzano “bandiera bianca” e scrivono al sindaco Giuseppe Glorioso: il servizio di spazzamento, soprattutto tra piazza Collegiata e piazza Roma, non è possibile a causa delle auto parcheggiate.

 

di Vittorio Fiorenza

Nel preciso momento in cui gli operatori ecologici montano di servizio, gli irriducibili della notte sono ancora in centro, in auto parcheggiate. Eppure alle 4 del mattino, bisogna pulire piazze e vie del “salotto cittadino” di Biancavilla. Da qualche settimana è impossibile: il mezzo meccanico con spazzatrice non può raggiungere tutti i punti a causa delle auto in sosta selvaggia.

Gli operatori della “Roma Costruzioni”, incaricata del servizio di raccolta dei rifiuti, hanno segnalato verbalmente la situazione al Comune. Visto che, però, svolgere lo spazzamento resta ancora un problema, il sorvegliante del servizio di pulizia mattutina, Marcello Mazzeo, ha formalmente informato il sindaco Giuseppe Glorioso con una missiva.

«È diventato impossibile –denuncia Mazzeo– fare lo spazzamento meccanizzato per la presenza di autovetture in sosta, anche con persone a bordo, che non consentono il regolare svolgimento del servizio».

Il risultato è che diversi punti del cento storico, vicini ai pub e ai locali, restano sporchi. Cartacce, bicchieri e bottiglie di birra lasciati ad ogni angolo (le recenti immagini di padre Pino Salerno, prevosto di Biancavilla, che si improvvisa netturbino per ripulire la gradinata della chiesa madre hanno fatto parecchio indignare).

Piazza Roma e piazza Collegiata, segnalano non a caso gli operatori ecologici, sono le “aree critiche” che offrono maggiori difficoltà per le operazioni di pulizia e –viene sottolineato– non certo ci si può mettere a cercare i proprietari delle auto per fargliele spostare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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A caccia del virus: 1766 test in due giorni, scoperti a Biancavilla 25 contagiati

Tamponi alla popolazione scolastica e agli ospiti del “Cenacolo”, l’incidenza dell’infezione è risultata dell’1,4%

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di VITTORIO FIORENZA

È stata una vera e propria “caccia” al virus. Due giorni intensi che a Biancavilla hanno permesso di effettuare test anti-Covid nei locali esterni del Centro Operativo Misto. Il metodo scelto è stato quello del “drive-in”: persone in fila e prelievi alle narici senza scendere dalle proprie auto.

Le squadre dell’Usca (Unita Speciali di Continuità Assistenziali), in maniera del tutto gratuita, hanno sottoposto a tamponi “rapidi” 1766 persone. Un campione considerevole che ha fatto emergere la positività al virus in 21 casi: 18 adulti e 3 bambini. A questi se ne sono aggiunti altri 4, non residenti a Biancavilla.

Si tratta di alunni, insegnanti, personale scolastico e genitori che hanno dato volontariamente la loro disponibilità, dimostrando senso civico. Lo screening ha interessato pure 161 persone ospitate nelle strutture dell’Opera Cenacolo Cristo Re: qui soltanto una persona ricoverata è risultata positiva, a dimostrazione della grande attenzione del personale e della direzione.

Sui 25 soggetti risultati contagiati è stato effettuato immediatamente il test molecolare per un’indagine virale più accurata ed una ulteriore conferma, che arriverà a giorni. Ad ogni modo, adesso sono in isolamento. Una misura che permetterà di evitare così di arginare la diffusione de virus e l’infezione di altre persone, soprattutto in ambito familiare e scolastico. Dettaglio non da poco se si considera che le scuole riapriranno regolarmente, dopo lo stop imposto con un’ordinanza del sindaco.

L’incidenza del contagio al coronavirus, su un campione così considerevole, è stato quindi dell’1,4%. «È certamente un ottimo dato che conferma, mi preme ribadirlo una volta ancora, l’opportunità delle contromisure prese nelle ultime settimane. Insomma, cominciamo a raccogliere i frutti della azioni messe in campo», ha commentato il sindaco Antonio Bonanno.

Volendo fare una stima di massima del contagio sull’intera popolazione biancavillese, applicando la quota dei tamponi positivi rivelati in questi due giorni, è facile ipotizzare che a Biancavilla le persone a che avrebbero contatto il coronavirus potrebbero essere oltre 300. Un numero basso o elevato? Certo è che ha un potenziale sulla lievitazione dell’infezione virale da non sottovalutare. Per questo, è necessario seguire tutte le precauzioni di distanziamento e protezione individuale.    

Quello effettuato a Biancavilla è il primo screening programmato in tutta la Sicilia, in 112 comuni, e predisposto dall’assessorato regionale alla Salute. È stato il commissario del team Covid dell’Asp di Catania, Pino Liberti, ad inserire Biancavilla, su richiesta del sindaco Antonio Bonanno.  

«È giusto rendere merito alla preparazione, competenza e sensibilità dimostrata dai medici intervenuti», sottolinea Bonanno. «Hanno apprezzato l’organizzazione della due giorni, dimostrando una grande attenzione nell’affrontare il momento. Fantastici i bambini: in alcuni casi, forse anche più coraggiosi degli adulti!».

Una macchina organizzativa che ha coinvolto apparati del Comune con il coordinamento dell’assessore alla Protezione civile, Francesco Privitera, affiancato dal funzionario Alfio Santangelo. E i gruppi di volontariato delle associazioni cittadine che hanno assicurato ancora una volta il loro prezioso contributo.

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