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“Strada della vergogna”, tempi lunghi per rimuovere il tappeto dei rifiuti

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Sopralluogo oggi di tecnici della Provincia e del Comune lungo la Sp 156dir, da anni ridotta a strada-pattumiera con una spaventosa quantità di rifiuti lungo tutto il tracciato.

 

di Vittorio Fiorenza

Sopralluogo di tecnici della Provincia di Catania e del Comune di Biancavilla lungo la “strada della vergogna”. La Sp 156dir, nella parte sud del paese, è da tempo un’arteria-pattumiera. Su tutto il tracciato, rifiuti di ogni genere: da pezzi di Eternit a sacchetti di immondizia, da inerti a pezzi di arredo, fino a rifiuti ospedalieri, come in più occasioni denunciato e documentato da Biancavilla Oggi.

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Sulla Strada della vergogna, anche rifiuti ospedalieri

Rappresentanti provinciali e comunali si sono incontrati in questo scenario di assoluto degrado, in cui regna l’inciviltà e l’assenza di controllo, per capire come sia possibile rimuovere la grande quantità di rifiuti.

Si tratta di costi elevati e soprattutto di tempi non immediati. Forse qualche mese o probabilmente di più.

I problemi procedurali riguardano soprattutto la rimozione delle parti in Eternit: per il loro contenuto di amianto bisogna prima procedere alla cosiddetta “caratterizzazione” e poi alla rimozione. Quindi si potrà passare alla raccolta dell’immondizia.

Operazioni che, per stanziamento delle relative risorse ed impiego dei mezzi, bisognerà individuare e divedere le competenze tra i due enti coinvolti.

Unico rappresentante politico-istituzionale presente al sopralluogo, il consigliere comunale Daniele Sapia, che da tempo denuncia lo stato di degrado della strada, chiedendo a Comune e Provincia precisi interventi e misure, che ancora si attendono.

LEGGI L’ARTICOLO

Daniele Sapia: «Colpa dell’inciviltà e di incapacità amministrativa»

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Istituzioni

Servizio idrico, costituito il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica

Ne è portavoce Salvo Grasso, che annuncia una serie di iniziative per chiedere trasparenza ed equità

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La nuova gestione del servizio idrico, passato dal Comune di Biancavilla alla società “Servizi Idrici Etnei”, ha chiuso un’era e ne ha aperto un’altra. Un passaggio, formalmente avvenuto nel giugno del 2025 ma che gli utenti hanno realizzato con la prima fattura emessa lo scorso febbraio. Addio alle vecchie e anacronistiche tariffe comunali. Ecco spuntare tariffe più alte, tra immancabili malumori.

Adesso, un gruppo di cittadini ha costituito ufficialmente il Comitato per la Tutela dell’Acqua Pubblica di Biancavilla, con l’obiettivo di difendere un diritto fondamentale: l’accesso all’acqua come bene pubblico.

In un momento in cui molti cittadini segnalano criticità nel servizio idrico e costi sempre più elevati, il Comitato nasce per chiedere trasparenza, equità e rispetto per la comunità. Ne è portavoce Salvo Grasso.

«Non è accettabile – dichiarano i promotori – che l’acqua manchi dai rubinetti e sia invece sempre presente nelle bollette. Vogliamo chiarezza sulla gestione e sulle tariffe».

Il Comitato annuncia fin da subito iniziative pubbliche, raccolte firme e attività di informazione rivolte alla cittadinanza, invitando tutti a partecipare. «L’acqua – viene sottolineato – è di tutti. Difenderla è un dovere».

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News

Rissa in via Milone, la comunità islamica condanna la violenza: «Dispiaciuti»

Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica di Sicilia, scrive al sindaco Bonanno

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© Foto Biancavilla Oggi

«Desidero esprimere la nostra più sincera vicinanza alla comunità di Biancavilla per quanto accaduto nei giorni scorsi. Siamo profondamente dispiaciuti per gli episodi che hanno coinvolto alcuni cittadini di origine marocchina. Desideriamo ribadire con fermezza che tali comportamenti non rappresentano in alcun modo i valori della nostra comunità, fondata sul rispetto, sulla convivenza pacifica e sulla responsabilità sociale».

Ad intervenire è Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica della Sicilia, in riferimento alla violenta rissa avvenuta in via Milone, a Biancavilla. Tre i marocchini coinvolti: la vittima finita all’ospedale, i due presunti aggressori – zio e nipote – arrestati dai carabinieri della locale stazione per tentato omicidio.

«Condanniamo ogni forma di violenza e di comportamento che possa generare paura o disagio tra i cittadini. Allo stesso tempo – sottolinea Bouchnafa – prendiamo nettamente le distanze da quanto accaduto, riaffermando il nostro impegno costante nel promuovere il dialogo, l’integrazione e il rispetto delle regole».

Parole che il rappresentante della comunità islamica ha inviato al sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, conosciuto alcuni anni fa in occasione della visita della console del Regno del Marocco, Boutaina Bouabid, che di fatto aveva inaugurato un rapporto di dialogo e amicizia con Biancavilla.

«Siamo pienamente disponibili – conclude Bouchnafa – a collaborare con le istituzioni locali per rafforzare iniziative che favoriscano la coesione sociale e prevenire il ripetersi di simili episodi, contribuendo così al benessere e alla sicurezza di tutta la cittadinanza».

Bonanno: «Biancavilla, città del dialogo»

Le parole di Ismail Bouchnafa sono state accolte con favore dal primo cittadino di Biancavilla. «Come sindaco di Biancavilla – dice Antonio Bonanno – accolgo questo messaggio con rispetto e gratitudine. È esattamente il tipo di risposta che ci si aspetta da una comunità che ha a cuore il bene comune. Non il silenzio, non la chiusura, ma la parola chiara e la disponibilità a fare la propria parte».

«Noi raccogliamo la disponibilità Federazione Islamica della Sicilia – sottolinea il sindaco – con la stessa apertura con cui è stata offerta. Biancavilla è una città che crede nel dialogo, nell’integrazione e nel rispetto delle regole. Valori che non appartengono a una sola comunità, ma a tutti coloro che scelgono di vivere e costruire qualcosa insieme».

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