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Cultura

“Gesuè” e Dino Rubino: dedica musicale del jazzista di Biancavilla al padre

Il pianista e trombettista è protagonista al Teatro delle Ali di Breno per il cartellone “All Music”

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© Foto di Pino Ninfa

«In musica, per me, non c’è continuità e discontinuità, c’è il desiderio e la voglia, o l’esigenza, di esprimere qualcosa. Questo è in continuo cambiamento, come lo siamo noi. Anche il suono, che è la cosa più intima in musica, cambia, insieme a noi».

È la musica, secondo Dino Rubino, pianista e trombettista jazz di Biancavilla, classe 1980. Intervistato dal Corriere della Sera, il “prezioso Rubino” parla del suo prossimo album (il quinto), intitolato “Gesuè” e dedicato al padre. Dino è protagonista, per la scuderia di Paolo Fresu, del primo appuntamento in cartellone di “All Music” del Teatro delle Ali di Breno. E proprio qui, il suo ultimo lavoro verrà presentato in anteprima.

Sempre in giro per il mondo, Dino Rubino, a portare la sua musica, che nasce quasi sempre al piano. «I miei brani nascono prevalentemente al pianoforte –spiega al Corriere– ma mi è capitato di immaginare una melodia mentre cammino, o mentre guido, per poi fissarla in un secondo momento».

Una passione che Dino ha coltivato fin da bambino e che ora viene acclamato dal pubblico e dalla critica internazionale. Il suo sogno? «Vivere fino alla fine con la musica accanto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cultura

Gerardo Sangiorgio ricordato a Modena: «Mio padre nell’orrore dei lager nazisti»

L’esperienza del biancavillese sopravvissuto ai campi di sterminio raccontata a Levizzano Rangone

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© Foto Biancavilla Oggi

Nella Giornata della Memoria, la figura di Gerardo Sangiorgio – biancavillese deportato nel 1943 nei lager nazisti per avere detto no alla Repubblica di Salò, coerentemente con i suoi principi morali e cristiani – ricordata anche in Emilia Romagna.

Il figlio di Gerardo, Placido Antonio (collaboratore di Biancavilla Oggi), è stato ospitato nella scuola “Celestino Cavedoni” di Levizzano Rangone (frazione di Castelvetro di Modena). Un incontro voluto dai docenti e dalla dirigente scolastica. Qui, Placido Antonio, ha trasmesso ai bambini di quarta e quinta elementare il messaggio e l’esempio del padre (scomparso nel 1993).

«La storia di mio padre –sottolineato Placido– è la storia di tanti ragazzi che nel momento della scelta seppero mettere a repentaglio la loro stessa vita, per un ideale più grande e dal valore universale».

«La voglia di conoscere la storia –ha proseguito– incontra la forza trainante delle storie di vita, in questo terreno c’è il seme dell’umanesimo. Quello che i lager intendevano obliare e che oggi le studentesse e gli studenti chiedono quale terreno di crescita, denominatore di coesistenza tra i popoli, indice di civiltà».

Dopo il suo intervento e la sua testimonianza, tante domande da parte dei bambini e degli insegnanti, riguardanti anche Biancavilla. A conclusione dell’incontro, un insegnante ha letto anche alcuni brani tratti sulla Shoah.

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