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Diede un futuro a migliaia di bambini, piazza dedicata a mons. Paolo Randazzo

Fondò la “Città del fanciullo” di Acireale dopo un terribile fatto di sangue, avvenuto a Biancavilla nel 1946

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© Foto Biancavilla Oggi

Il “Piano Oliveri” di Biancavilla cambia denominazione. Lo slargo di via Trapani, compreso tra le vie Gramsci e De Gasperi, è stato intitolato adesso a mons. Paolo Randazzo. Fondatore della “Città del fanciullo” di Acireale, il sacerdote –nato nel 1910 e morto nel 1986– era originario di Biancavilla. Anzi, la casa di famiglia si trovava a pochi passi dal piazzale oggi dedicato a lui.

L’iniziativa si deve al gruppo di suoi ex allievi, coordinati da Michele Torrisi, che hanno voluto così onorare la sua memoria. Una richiesta, la loro, subito accolta dal sindaco Antonio Bonanno.

È stato proprio il primo cittadino, alla presenza del vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, a svelare una targa commemorativa. Una folta rappresentanza di ex allievi ha fatto da contorno al momento celebrativo, nel cuore dello storico quartiere alle spalle della basilica di Biancavilla.

In chiesa madre è stata anche inaugurata una mostra fotografica con le tappe più significative della storia della “Città del fanciullo”. La struttura, fondata nel 1948, ha accolto negli oltre 30 anni di attività circa 8mila alunni, 700 dei quali provenienti da Biancavilla.

Biancavilla 1946: l’assalto in casa, l’uccisione di un nipotino

Il progetto della “Città del fanciullo” scaturì da un terribile fatto di sangue. La sera del 9 gennaio del 1946, a Biancavilla, nell’abitazione della famiglia di don Paolo Randazzo, alcuni giovinastri si introdussero a scopo di rapina. Sorpresi, fecero fuoco, ferendo una sua cugina e uccidendo un nipotino di 15 mesi, che era in braccio alla mamma ferita dalla stessa pallottola.

La tragedia colpì profondamente don Paolo, non solo negli affetti familiari ma pure nello spirito. Sgomento pure nel suo vescovo (mons. Russo), a cui era molto legato e con cui collaborava in qualità di segretario.

La consapevolezza che quanto successo fosse una conseguenza dei disagi economici del dopoguerra, fecero scaturire l’idea che qualcosa andava fatto per dare un futuro alla disperazione, alla fame, al disagio sociale.

Vescovo e segretario capirono. E furono d’accordo che come prima cosa bisognava togliere dalla strada tanti giovani, insegnare loro un mestiere e un modo onesto di guadagnarsi il pane. 

Nacque così l’idea di costruire un grande istituto, che dapprima si sarebbe chiamato “Città del fanciullo e degli artigianelli” per poi restare “Città del fanciullo”. Alla struttura, mons. Paolo Randazzo dedicò tutta la sua vita.

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Addio a fra Salvatore Barbagallo: fu docente di liturgia all’Antonianum

Aveva 67 anni: originario di Biancavilla, si era dedicato per tutta la vita al mondo accademico

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È morto all’età di 67 anni fra Salvatore Barbagallo della Provincia dei Frati Minori di Sicilia. Originario di Biancavilla, era stato docente di Liturgia prella la Facoltà teologica della Pontificia Università Antonianum di Roma.

Nato il 26 giugno 1956, nel 1992 ha conseguito il Dottorato in Liturgia presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. È stato preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Redemptor Hominis” e professore di Liturgia presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra.

Autore di saggi, libri e articoli, nel 1996 aveva pubblicato “Iconografia liturgica del Pantokrator”, per i tipi delle Edizioni Pontificium Athenaeum Anselmianum.

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