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Contagio Covid a Biancavilla: colpiti bambini e giovani non vaccinati

L’appello del sindaco Antonio Bonanno: «Si è spostato il baricentro del rischio, bisogna immunizzarsi»

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Il numero di persone contagiate Covid a Biancavilla resta basso. Sono 13 quelli risultati positivi al tampone e c’è soltanto un soggetto per il quale si è reso necessario il ricovero all’ospedale. Ma c’è un altro dato che suscita particolare interesse. I biancavillesi contagiati dal coronavirus sono bambini e giovani: la fascia d’età va dai 12 ai 30 anni.

«Si tratta di soggetti –specifica il sindaco Antonio Bonanno– in gran parte non vaccinati. Su di loro, la pericolosa variante Delta del virus ha avuto gioco facile».

Da qui, l’appello del primo cittadino: «Giovanissimi e giovani, ora che il baricentro del rischio si è spostato dalla loro parte, devono avere la consapevolezza e la responsabilità di vaccinarsi. Per il loro bene e nel rispetto della salute altrui».

I due centri vaccinali della zona restano attivi: uno all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, l’altro al Pta di piazza Sant’Agostino, ad Adrano.

«I risultati sorprendenti ottenuti in questi mesi grazie al lavoro del Com e ai volontari di Protezione Civile e Croce Rossa tolgono ogni ombra di dubbio sull’efficacia della campagna vaccinale», sottolinea Bonanno.

«Abbiamo messo in sicurezza –ricorda il sindaco– le fasce di over 80 e over 60 assieme ai cosiddetti “fragili”. È necessario, alla luce dei dati in nostro possesso, che l’ampia fascia dell’universo giovanile capisca che il vaccino è il passo definitivo e sicuro verso il ritorno alla normalità».

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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