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Siamo in lockdown? Non conta niente. Vige la “zona rossa”? Non importa. Passano gli anni, si avvicendano le amministrazioni comunali, il mondo combatte un virus invisibile. Ma sulla Sp 156 il tempo sembra fermo. E con esso, resta immutato lo scenario.

Ecco l’ennesimo video di Biancavilla Oggi (abbiamo perso il conto di quante segnalazioni abbiamo pubblicato negli anni) lungo la “strada della vergogna”. Solito tappeto di rifiuti di ogni genere, misto a fango e all’erba che vi cresce sopra, quasi in coincidenza dell’incrocio che segna il confino con il territorio di Adrano.

Immondizia e rifiuti di ogni tipo, come sempre. Da aggiungere, poi, che la strada in due diversi punti (uno a ridosso della discarica in questione) presenta vistosi e pericolosi avvallamenti.

L’arteria è oggetto di un finanziamento di 498mila euro per lavori di sistemazione e manutenzione straordinaria. Le risorse, stanziate con decreto a firma del dirigente regionale Fulvio Bellomo dell’Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità, sono quelle previste dalla Strategia Nazionale Aree Interne “Val Simeto”. Si attende adesso la gara d’appalto.

© RIPRODUZIONE RISERAVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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