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Prima un sobbalzo, poi il tremore: sisma avvertito pure a Biancavilla

L’Ingv di Catania ha localizzato l’origine del terremoto in territorio di Santa Maria di Licodia

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Prima un sobbalzo, poi il tremore. Evento sismico avvertito dalla popolazione, soprattutto ai piani alti delle abitazioni. Gli effetti si sono visti, in particolare, sui lampadari che hanno cominciato ad oscillare.

Pochi minuti dopo il responso dei rilevamenti tecnici. La strumentazione della sala operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.7.

L’origine del tremore è stata localizzata a 12 km di profondità, in territorio di Santa Maria di Licodia. Erano le ore 19.06 quando la scossa è stata avvertita.

Alle ore 19.22 altra scossa, di magnitudo 1.8, localizzata a Ragalna. Stesso territorio comunale in cui ieri pomeriggio, a distanza di 23 minuti l’una dall’altra, erano state già registrate due sismi di magnitudo 2.2 e 2.4, ad una profondità di 10 e 11 km.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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