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Cappelle confraternali aperte senza limiti orari: «Indossare le mascherine»

Decisione del Coordinamento delle Confraternite biancavillesi, assieme all’amministrazione comunale

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© Foto Biancavilla Oggi

Le cappelle confraternali rimarranno aperte, nel cimitero di Biancavilla, tutti i giorni, a partire dall’11 maggio, senza alcuna limitazione di orari, salvo quelli vigenti per l’intero cimitero. Lo comunica il Coordinamento delle Confraternite biancavillesi.

L’apertura è frutto dell’accordo di collaborazione concluso tra le confraternite, l’amministrazione comunale e le associazioni di volontariato, già impegnate nella sorveglianza interna del Campo Santo.

Le confraternite spiegano, in particolare, che «si è giunti all’apertura delle Cappelle, dopo aver constatato lo spirito di collaborazione e di responsabilità finora dimostrato dai visitatori.  Responsabilità che non dovrà venir meno, in un momento così delicato – quale è quello della “Fase 2” dell’emergenza Coronavirus – in cui servirà rispettare le disposizioni e le regole di condotta stabilità dalle autorità, volte a limitare il rischio contagio».

Dunque, chi vorrà accedere all’interno delle cappelle confraternali, dovrà obbligatoriamente indossare mascherine e guanti monouso, oltre ad evitare assembramenti.  

Le confraternite colgono l’occasione, infine, per ringraziare il sindaco e le associazioni di volontariato (Onlus Protezione Civile Biancavilla Gepa) per la disponibilità e sinergia dimostrate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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