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Cappelle confraternali aperte senza limiti orari: «Indossare le mascherine»

Decisione del Coordinamento delle Confraternite biancavillesi, assieme all’amministrazione comunale

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© Foto Biancavilla Oggi

Le cappelle confraternali rimarranno aperte, nel cimitero di Biancavilla, tutti i giorni, a partire dall’11 maggio, senza alcuna limitazione di orari, salvo quelli vigenti per l’intero cimitero. Lo comunica il Coordinamento delle Confraternite biancavillesi.

L’apertura è frutto dell’accordo di collaborazione concluso tra le confraternite, l’amministrazione comunale e le associazioni di volontariato, già impegnate nella sorveglianza interna del Campo Santo.

Le confraternite spiegano, in particolare, che «si è giunti all’apertura delle Cappelle, dopo aver constatato lo spirito di collaborazione e di responsabilità finora dimostrato dai visitatori.  Responsabilità che non dovrà venir meno, in un momento così delicato – quale è quello della “Fase 2” dell’emergenza Coronavirus – in cui servirà rispettare le disposizioni e le regole di condotta stabilità dalle autorità, volte a limitare il rischio contagio».

Dunque, chi vorrà accedere all’interno delle cappelle confraternali, dovrà obbligatoriamente indossare mascherine e guanti monouso, oltre ad evitare assembramenti.  

Le confraternite colgono l’occasione, infine, per ringraziare il sindaco e le associazioni di volontariato (Onlus Protezione Civile Biancavilla Gepa) per la disponibilità e sinergia dimostrate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Discarica con vista sull’Etna: i volontari puliscono, gli incivili sporcano di nuovo

Tratto di strada in zona “Solicchiata” invaso dai rifiuti, a febbraio era stato bonificato da un gruppo di amici

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di Vittorio Fiorenza

In primo piano la discarica abusiva, sullo sfondo la maestosità dell’Etna. Un’altra “cartolina” di Biancavilla macchiata dall’inciviltà e dal mancato senso delle regole di basilare convivenza. Il video, girato dai volontari dell’associazione Gepa, mostra un tratto di strada, in territorio di Biancavilla, che porta alla “Solicchiata”, prima di arrivare al ponte sulla Strada Statale 284.

Le riprese effettuate con il drone danno idea della dimensione della discarica che deturpa l’ambiente. Le immagini fotografiche effettuate a terra svelano la presenza di immondizia e rifiuti di ogni genere, compresi copertoni, manufatti in Eternit e persino vernici.

Uno scenario desolante. Ancor di più se si considera che questa area era stata ripulita da un gruppo di amici, lo scorso febbraio, mossi da spirito di responsabilità civica e l’intento di evitare figuracce con i visitatori del territorio etneo.

«Questi ragazzi –sottolinea Dino Petralia, presidente dell’associazione Gepa– avevano fatto un bel lavoro, ma purtroppo l’ignoranza regna sovrana e ancora una volta la strada è tornata strapiena di rifiuti. Noi, abbiamo effettuato il nostro servizio di segnalazione, recuperando alcuni nomi presenti in cartoni e carte sparse tra i rifiuti. Nomi utili per risalire a chi ha buttato l’immondizia in questo luogo».

Una segnalazione, quella della Gepa, non isolata, ma l’ultima di una lunga serie (altra recente riguarda la cosiddetta “strada delle vergogna”).

«Non ci fermiamo nemmeno a Ferragosto, siamo sempre operativi. Questi “signori” –rincara ancora Petralia, riferendosi agli incivili– si devono soltanto vergognare perché non hanno capito il bene che hanno fatto quei ragazzi che avevano pulito, dando una bella immagine del nostro paese. Ma ci sono coloro che hanno sporcato di nuovo. Si vergognino».

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In frantumi la targa commemorativa dell’ex sindaco Peppino Pace

L’amministrazione comunale: «Un atto vigliacco, di certo rimetteremo tutto al proprio posto»

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La targa commemorativa posta a ricordo del sindaco comunista Peppino Pace, svelata in occasione del recente 25esimo anniversario della morte, è stata trovata in frantumi. Si pensa ad un atto vandalico.

«Se confermato, si tratterebbe di un gesto vile. E inaccettabile. Sarebbe stata vandalizzata la targa, posta lo scorso 27 luglio, alla memoria di Giuseppe Pace e che dà l’intitolazione dello spiazzale. Uno spettacolo indecoroso con la targa che è stata trovata frantumata a terra, ben distante dal palo di supporto che la conteneva», si legge in una nota subito diffusa dal Comune di Biancavilla.

«Un atto vigliacco – dicono il sindaco Antonio Bonanno e l’assessore Nino Finocchiaro -. Di certo, rimetteremo tutto al proprio posto: dovesse essere stata opera di qualche vandalo, non si interromperà comunque la strada della legalità e del ricordo di donne e uomini che, come Giuseppe Pace, si sono battuti per rendere Biancavilla una città migliore».

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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