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Il Comune pulisce, ma gli “zozzoni” ritornano: zona “Pozzillo” tra i rifiuti

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Solito posto, solito scenario. La multa salatissima di 2mila euro ad un incivile colto sul fatto mentre abbandona sacchi di spazzatura non fa ancora arretrare gli “zozzoni” seriali. Così, zona Pozzillo di Biancavilla è di nuovo con discarica in pessima mostra.

L’amministrazione comunale ha più volte provveduto a rimuovere i cumuli e a bonificare l’area, ma poco dopo ecco riapparire i rifiuti lungo la strada, non lontano dalla omonima stazione della metropolitana Fce.

La nuova segnalazione è dei volontari Gepa, segugi del territorio locale. «A distanza di un mese dalla nostra segnalazione, è cambiata qualcosa? Sì. I rifiuti si sono moltiplicati, è davvero triste –scrivono i volontari guidati da Dino Petralia– vedere tutto ciò, pensavamo che la zona segnalata dalla Gepa Sicilia venisse bonificata, ma nulla di fatto. Segnaleremo all’Arpa Sicilia se non interverrà nessuno entro pochi giorni, adesso basta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Nicolò laudani

    24 Luglio 2019 at 19:09

    Salve io abito proprio vicino e non se ne può più. Poi bruciano ogni secondo e miei figli respirano lo schifo. Un altro posto che buttono rifiuti e contrata quattro vanelli .fate multe anche più salate così si arresta questo schifo

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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