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Cultura

A Biancavilla nasce una casa editrice «Antidoto contro la decadenza»

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“Nero su Bianco”. Dall’esperienza di Biancavilla Oggi, una proposta culturale dedicata alle realtà locali. Territorialità, identità e memoria storica: i tre pilastri portanti. «Un atto d’amore per Biancavilla e la Sicilia».

 

di Alessandro Rapisarda

A Biancavilla nasce una casa editrice: “Nero su Bianco”. Espressione che vuole sottolineare una garanzia di impegno, che resti “scritta”, sia duratura, vada oltre lo scorrere del tempo. Non ce n’era mai stata una, non era mai accaduto. Tra la folla di (spesso improvvisati) scrittori, poeti e saggisti locali che hanno dato alle stampe i propri volumi, quasi tutti hanno pubblicato senza crismi editoriali. Pagine e pagine stampate fuori dalla “cittadinanza” dell’editoria ufficiale e riconosciuta.

“Nero su Bianco” ha i crediti formali per potersi proporre ad un pubblico di nicchia, ma con gli strumenti e le capacità di essere presente in un panorama editoriale globale, in continua evoluzione.

Di fatto, “Nero su Bianco” è attiva da anni, essendo l’editore di Biancavilla Oggi. D’ora in poi, però, percorrerà pure la via dell’editoria tradizionale con un raggio di interesse che è quello della territorialità, dell’identità culturale e della memoria storica. Tre pilastri portanti su cui si regge il progetto di “Nero su Bianco”, che nasce a Biancavilla ma si proietta nel più ampio contesto siciliano.

La fondazione si deve a Vittorio Fiorenza, direttore di Biancavilla Oggi, e al gruppo che anima ormai dal 2014 il quotidiano online più seguito ed apprezzato dai biancavillesi.

«Riteniamo ci sia spazio –sostiene Vittorio Fiorenza– per una piccola editoria indipendente, attenta e dedicata alle realtà locali del contesto siciliano. Ecco perché parte questo nostro progetto che, generato dall’esperienza di Biancavilla Oggi, vuole adesso affrontare la sfida della carta stampata, con un approccio moderno ed innovativo».

Già nei prossimi giorni sarà resa nota la prima pubblicazione, dedicata a Biancavilla, sintesi perfetta di ciò che vuole essere la casa editrice. E per la scelta dell’argomento e dell’autore non poteva esserci esordio migliore. Una pubblicazione resa possibile grazie a risorse nostre, senza un centesimo di contributi pubblici e tanto meno -lo specifichiamo con vanto e orgoglio- del Comune di Biancavilla. Una sfida coraggiosa in un contesto locale caratterizzato dall’assenza di guide, idee e capacità.

«Il nostro vuole essere un piccolo ma appassionato atto d’amore –sottolinea Fiorenza– rivolto a Biancavilla (e alla Sicilia) con l’unico antidoto possibile – quello della Cultura – contro i veleni della mediocrità e della decadenza».

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. sabino

    22 Gennaio 2018 at 8:49

    buongiorno,
    finalmente ci voleva, d’ ora in poi sarà bello far confluire tutti gli “scrittori” anonimi presenti nel nostro territori magari per valorizzarli o renderli partecipi al vostro progetto.
    Magari l’ utilizzo di un contest o concorso di poesie a cadenza annuale, chissà.

    Speriamo bene!!!

    Buona fortuna!!!

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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