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Abusivismo, le ruspe a Biancavilla Due demolizioni in zona “Vigne”

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L’abbattimento della casa di via Cellini nel 2014

di Vittorio Fiorenza

Riprendono anche in territorio di Biancavilla le demolizioni di immobili abusivi, per i quali sono state emesse sentenze ormai passate in giudicato. Per la prossima settimana sono state programmate, su ordine della Procura della Repubblica di Catania, gli abbattimenti di due edifici ricadenti nella zona C del Parco dell’Etna.

Il primo si trova in zona “Ruvolo grosso”. Si tratta di una costruzione rifinita di 50-60 metri quadrati. Per l’altra, i dettagli si avranno nei prossimi giorni, ma dovrebbe trovarsi nella stessa zona. Sarà presente uno spiegamento di forze dell’ordine.

Gli interventi verranno eseguiti da un’impresa incaricata dalla Procura, visto che i proprietari non hanno optato per l’autodemolizione. Questo significa che su di loro ricadranno i costi dei lavori, che si aggirano sui 10-15mila euro. Il terreno, inoltre, rimarrà acquisito al patrimonio del Parco dell’Etna.

La magistratura catanese procede con decisione alle demolizioni, seppure con una certa lentezza e in maniera selettiva con priorità per gli immobili al di fuori del centro abitato, visti i problemi di ordine pubblico registratisi prima per l’abitazione di via Cellini e poi per il garage di via Canada, a Biancavilla.

La marcia degli abusivi del 2014 verso il Comune 

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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