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Riaperta via Vittorio Emanuele (con quasi una settimana di ritardo)

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Via Vittorio Emanuele riaperta al traffico, nel tratto di piazza Roma. Quasi una settimana di ritardo rispetto al 17 maggio indicato nell’ordinanza del Comune. La mancanza di comunicazione preventiva dell’inizio dei lavori sulla rete fognaria aveva creato malumori da parte dei commercianti e dei residenti della zona, che dall’oggi al domani hanno dovuto subire disagi a causa della presenza di mezzi ed operai.

Proteste intercettate dai gruppi dell’opposizione, che hanno pure presentato un’interrogazione a Glorioso, chiedendo pure forme di sgravi fiscali ai negozianti per il calo di clientele che hanno subito.

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Lavori in via Vittorio Emanuele tra di disagi ai residenti e ai commercianti

Il sindaco, quindi, si era premurato a rassicurare che il tratto di strada sarebbe stato aperto entro il 17 aprile. In realtà è avvenuto nel pomeriggio del 23 maggio.

Le opere eseguite nel sottosuolo, costate 100mila euro, dovrebbero servire a risolvere i problemi dei continui allagamenti che questo tratto di via Vittorio Emanuele, soprattutto vicino alla chiesa del Rosario, faceva emergere in occasione di ogni acquazzone con fuoriuscita di acqua e melma dai tombini. Secondo l’amministrazione comunale questo intervento risolverà l’annoso problema. Per la prova effettiva si dovrà attendere la prossima stagione invernale.

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

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