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«A fuoco una littorina della Fce» ma sarà soltanto un’esercitazione

Organizzato dalla Prefettura, l’evento servirà a verificare le capacità di intervento

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di VITTORIO FIORENZA

Un incidente ad un treno sulla tratta della Ferrovia Circumetnea con un principio di incendio, all’interno della galleria di Biancavilla, in coincidenza della stazione “centro”. Questo lo scenario simulato per animare un’esercitazione di protezione civile.

Avverrà a partire dalle 9.30 di domenica 28 febbraio, giornata in cui il servizio ferroviario è sospeso. Analoghe prove erano state già effettuate ad Adrano e a Santa Maria di Licodia, dopo l’inaugurazione delle relative tratte in tunnel.

L’esercitazione, denominata “Callicari 2016”, è stata organizzata dalla Prefettura di Catania e «si propone di verificare l’adeguatezza di intervento e le sinergie tra le forze di polizia, le istituzioni e gli enti coinvolti».

Tra questi, ci sono la Città Metropolitana di Catania, il Comune di Biancavilla, il dipartimento regionale di protezione civile, il comando provinciale dei vigili del fuoco, l’Asp di Catania, il servizio del 118, l’Anas e la stessa Fce.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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