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Quando l’inciviltà diventa sconcezza: una foto porno buttata in strada

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Una foto a contenuto pornografico lasciata in pubblica via. Il livello di inciviltà, a Biancavilla, questa volta, ha travalicato i confini fino a diventare vera e propria sconcezza. Non ci sono altri termini per definire l’episodio segnalatoci da un nostro assiduo lettore.

«Ma è normale trovare certe cose in strada?», si chiede. Senza dovere essere bacchettoni o moralisti, un interrogativo più che lecito. Mentre stava facendo fare una passeggiata al proprio cane, in via Vittorio Emanuele, a poche decine di metri da piazza Sgriccio, si è imbattuto nell’immagine, che pubblichiamo qui ovviamente censurata.

Non un ritaglio di giornale. Ma una vera e propria fotografia. Uno scatto palesemente amatoriale, stile Polaroid, di un uomo nudo.

Chi l’ha buttata, probabilmente, per ragioni incomprensibili, lo ha fatto in maniera intenzionale, visto che con cura è stata strappata la porzione che ritraeva il volto di un tizio, apparentemente di mezza età. Oppure lo scatto, visto il formato, faceva parte di un vecchio e più ampio album privato su giochi erotici casalinghi e –non si capisce come– è poi finito in strada.

Certo è che non si è badato al fatto che quel tratto di marciapiede è molto trafficato. Un comportamento indecente.

Il nostro lettore specifica comunque che appena notata la foto osé, l’ha presa da terra e buttata in un cestino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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