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Eurospin Biancavilla, attenzione al miele Millefiori e ad altri prodotti

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La comunicazione è stata lanciata da Eurospin a livello nazionale ed il suo contenuto riguarda pure il supermercato di Biancavilla, dove gli avvisi sono stati affissi vicino alle casse.

Si tratta di un’allerta per possibile contaminazione riguardante il miele Millefiori da 500 g “Frutta & Natura”.  Il lotto LCD453 è stato ritirato dalle vendite a scopo preventivo, per ragioni di possibile inquinamento. Il prodotto in questione è venduto in tutte le regioni d’Italia.

Secondo le informazioni raccolte dallo ”Sportello dei Diritti”, il ritiro è stato deciso volontariamente dalla società proprietaria del marchio, durante dei controlli interni.

A seguito dell’allerta è stato disposto il ritiro dal mercato e il richiamo al consumatore di tutto il lotto. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” invita chiunque lo avesse acquistato a riportare l’articolo presso il punto vendita in cui è stato eventualmente acquistato e nel quale il consumatore riceverà o la sostituzione del prodotto o il rimborso del prezzo d’acquisto.

Nelle settimane scorse, Eurospin, per analoghe ragioni, aveva invitato a riportare un altro prodotto: il “bastone salame” da 250 g a marchio “La Bottega del Gusto” con numero lotto LFA1696R81 e scadenza 24.07.2015, prodotto nello stabilimento di Via Italia 60 – Garbagnate Monastero (LC).

E non è la prima volta che avvisi simili vengano rivolti ai consumatori.

Diversi mesi addietro, sempre Eurospin aveva ritirato altri due prodotti. Il primo era il latte UHT, sia intero che parzialmente scremato, in confezioni da un litro a marca Land, prodotto nello stabilimento della Parmalat di S. Maria di Zevio (Verona) con scadenza il 17/01/2015. Il secondo avviso riguarda un lotto di olive nere denocciolate vendute in latte da quattro chili, prodotte nello stabilimento RSI 21717, lotto ACCD-6866, con scadenza 13/05/2017, di cui però non è stata indicata la marca.

La catena di supermercati in tutti questi casi ha invitato i clienti che avessero acquistato i prodotti segnalati, a riportarli al negozio per un rimborso o una sostituzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Bonifica anti-amianto, nuovo inghippo: interdittiva antimafia ad un’impresa

Il parco verde di monte Calvario rischia di imbrigliarsi in un reticolato di ricorsi e sospensive

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© Foto Biancavilla Oggi

Ancora un diversivo nell’iter della bonifica dell’area di monte Calvario a Biancavilla. Il taglio del nastro risale al febbraio 2023, eppure gli interventi di risanamento e creazione di un parco urbano – al di là del monitoraggio ambientale preliminare già ultimato – attendono di essere avviati.

Adesso – come è in grado di raccontare Biancavilla Oggi – l’ultimo intoppo riguarda un provvedimento di interdittiva antimafia nei confronti di una delle società interessata all’appalto. La “Gentile Ambiente spa” con sede a Casoria, infatti, è stata raggiunta da un’informativa antimafia ostativa da parte della Prefettura di Napoli. Un provvedimento già caricato e visibile nella Banca dati nazionale Antimafia.

L’importo complessivo degli interventi è di circa 17 milioni di euro, frutto di un accordo quadro – siglato nell’ottobre del 2020 – tra Regione Sicilia e ministero dell’Ambiente sulle bonifiche dei grandi siti inquinati, su progetto redatto dall’Ufficio tecnico comunale. Oltre alla “Gentile Ambiente”, nell’associazione temporanea di imprese c’è la Rem (si era sfilata una terza impresa, la Lab. Studio Chimico Ambientale).

La novità dell’interdittiva antimafia per una delle imprese è subito balzata agli occhi dei funzionari del Comune di Biancavilla. Interpellato da Biancavilla Oggi, il sindaco Antonio Bonanno fa sapere che «l’amministrazione comunale si è già attivata per avviare le procedura di esclusione della ditta dai lavori».

Semplice a dirlo, più tortuoso il percorso che potrebbe essere tracciato dagli eventi. Il rischio concreto è che l’appalto venga messo in secondo piano rispetto a carte bollate, ricorsi e sospensive, pregiudicando l’effettivo avvio e svolgimento della bonifica. Che il progetto del polmone verde di monte Calvario resti sulla carta, imbrigliato nei reticolati della giustizia amministrativa, è uno scenario possibile.

Le contromosse dell’impresa

D’altra parte, la “Gentile Ambiente” ha immediatamente attivato tutte le azioni giurisdizionali necessarie a fronteggiare gli effetti di una misura che considera illegittima.

A farlo sapere sono il presidente del Consiglio di Amministrazione della società, Giovanni Gentile, e l’avv. Lorenzo Lentini. L’impresa napoletana ha presentato già ricorso con istanza di sospensione cautelare presso il Tar della Campania «contestando il difetto assoluto del presupposto e la non idoneità dei fatti segnalati». Il Tar discuterà nella Camera di Consiglio prevista per il 17 aprile.

Altra istanza è stata presentata al Tribunale di Napoli – Servizio Misure di Prevenzione per la nomina di un controllore giudiziario «che a fronte della terzietà della società rispetto a contesti di tipo mafioso, consenta la prosecuzione vigilata dell’attività di impresa».

«L’altra ditta proceda nei lavori»

Se l’intento dell’impresa è quello di invitare la stazione appaltante a «soprassedere da qualsiasi provvedimento pregiudizievole di carattere definitivo», a Biancavilla si guarda avanti, puntando ad escludere la ditta napoletana.

«È stata effettuata – ci dice il sindaco Bonanno – una sorta di verifica preliminare nei confronti della mandataria (la Rem, ndr) per capire se questa ha tutti i requisiti per procedere nei lavori senza l’altra. Riteniamo che questo sia possibile. Certo, un’interdittiva antimafia che arriva dopo due anni è un’anomalia per i lavori pubblici e non è normale che arrivi ad appalto già assegnato».

L’appalto per la bonifica di monte Calvario riguarda la messa in sicurezza dell’intera area (dagli agli ’50 e fino al 1998 luogo di estrazione e produzione di materiale destinato all’edilizia). L’opera finale è la realizzazione di un parco verde. Alla base dei lavori, l’incapsulamento delle fibre di fluoroedenite (minerale naturale assimilabile all’amianto) che qui si trovano sotto forma di venature nelle rocce laviche. Fibre diffuse in tutto il paese e nelle sue costruzioni edili, tali da avere provocato decine di morti per mesotelioma pleurico.

La lievitazione dei costi

Un precedente intoppo, dopo l’assegnazione dell’appalto, si era verificato quando l’impresa Rem aveva avanzato la richiesta di una serie di aggiornamenti, a partire dai costi dei materiali che nel frattempo sono aumentati.

Tutte questioni che hanno portato l’impresa e il Comune davanti al Collegio Consultivo Tecnico (presieduto dal prof. Antonio Saitta).

L’organismo si è espresso a febbraio in modo favorevole alla linea del Comune, che aveva sollecitato l’impresa a procedere nei lavori. Adesso, però, la vicenda che riguarda la “Gentile Ambiente” appare parecchio più complessa e delicata.

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