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Un affronto: ora le buste di urina vengono lasciate appese ai cancelli

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Inciviltà? No, qualcosa di più: un vero e proprio affronto ai danni dei residenti di via Turati e degli operatori ecologici. «I vigili urbani stavolta non sono nemmeno venuti».

 

di Vittorio Fiorenza

Non soltanto li lasciano agli angoli delle strade. Adesso, le buste di urina, le fanno trovate appese alle inferriate e ai cancelli delle abitazioni.

Nella zona di via Turati di Biancavilla, dopo il mercato settimanale, ancora un atro episodio attribuibile agli ambulanti, che, smontate le loro bancarelle, lasciano queste sconcezze. Definirlo un fatto di inciviltà, adesso è superfluo. Si tratta ormai di un affronto, di fatti volutamente provocatori diretti agli abitanti del quartiere e agli operatori ecologici, “rei” di lamentarsi e riferire tutto a giornali e televisioni.

Gli episodi si ripetono da anni, senza che amministrazione comunale e polizia municipale abbiano mai preso drastici provvedimenti. Finora soltanto promesse. Non mantenute.

Alcuni lavoratori raccontano a Biancavilla Oggi: «Per quest’ultimo episodio abbiamo chiamato, come sempre, i vigili urbani, ma a differenza di altre volte, ora non si sono nemmeno presentati per compilare la solita relazione di servizio. Ci è stato risposto che sono a conoscenza del problema ma che va al di là delle loro competenze. Insomma, come nei più classici degli atteggiamenti della nostra pubblica amministrazione, scaricano le responsabilità da un ufficio all’altro. E il problema è sempre lì. Nessuno vuole o è in grado di risolverlo».

Non è la prima volta che vi raccontiamo di questi fatti riferiti alla zona di via Turati. E continueremo a farlo, fino a quando si ripeteranno.

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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