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Danni a Raisa e a Paportello: non accadeva così da 30 anni
Il Simeto straripa, allagamenti pure in territorio di Biancavilla. L’acqua ben oltre 200 metri dai consueti margini del fiume. Non si ricorda uno scenario simile da diversi decenni. Interviene il sindaco (Pino Firrarello).
di Vittorio Fiorenza
L’acqua del fiume ha invaso intere proprietà agricole, sommergendole in alcuni punti anche per oltre mezzo metro. Lo straripamento del Simeto di martedì ha avuto i suoi effetti pure nelle contrade Raisa e Sgarrata, nel territorio di Biancavilla, e in quelle di Paportello e Mandarano, in territorio di Centuripe, in cui insistono però fondi soprattutto di biancavillesi.
Biancavilla Oggi ha documentato nel video che qui pubblichiamo le condizioni in cui si trovano diversi agrumeti fino al fiume. Gli agricoltori di queste zone ci riferiscono che l’acqua è arrivata ben oltre 200 metri dai margini del Simeto, trasformando tutto in un grande lago. Uno scenario che qui, viene sottolineato dai più anziani, non si vedeva così da circa trent’anni.
Molte piante, asfissiate, sono destinate a morire e ad essere estirpate. I danni ci sono. Solo colpa del maltempo? No. Si punta il dito sulla diga Ancipa, le cui paratie sarebbero state aperte per sovrabbondanza di acqua con la conseguenza di avere trascinato alberi o allagato intere campagne.
L’unico amministratore che è intervenuto è il sindaco di Bronte, che ha chiesto l’intervento del Genio civile. «Gli agricoltori –ha detto– vanno protetti e la frutticoltura tutelata». Protesta del Comune di Bronte anche per le manovre non annunciate dei tecnici della diga Ancipa.
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News
Agricoltori disperati: «L’80% dei frutti pendenti spazzato via dal ciclone Harry»
A distanza di pochi giorni dalla furia del vento e della pioggia emergono ingenti danni nelle campagne
«Le campagne sono il cuore pulsante del territorio, ma dopo il forte maltempo, i raccolti sono compromessi, in particolare gli agrumi: interi alberi svuotati dei loro frutti, caduti a terra sotto la furia del vento e della pioggia incessante».
A parlare è Carmelo, biancavillese, titolare di un’azienda agricola familiare. A distanza di pochi giorni, i danni provocati dal ciclone “Harry” si rendono ancora più evidenti. Le violente raffiche di vento hanno danneggiato i frutti pendenti fino all’80% del raccolto, considerando che si era in fase di piena maturazione. Una devastazione che fa sentire il suo peso sull’economia agricola locale.
«È venuto giù tutto. Alberi con rami spezzati. Rischio di funghi e malattie per le piante. E adesso la campagna è completamente inzuppata d’acqua. Non si può entrare, non si può lavorare. Così resterà impraticabile ancora per giorni», dice Antonio, figlio di Carmelo, con la voce carica di amarezza. In alcuni casi, i proprietari non riescono nemmeno a raggiungere i propri fondi: strade sterrate e poderi trasformati in pozzanghere di fango, accessi interrotti, disagi.
«Il vento e l’acqua – parla Salvatore, un altro proprietario agricolo di Biancavilla – hanno distrutto tutto: canalette, impianti, coperture. È come se qualcuno avesse cancellato anni di sacrifici in un giorno». Poi la domanda, sospesa e piena di sconforto: «Chissà quanto ci vorrà per riparare tutto questo».
Domande che restano senza risposta, mentre l’attenzione mediatica si spegne e le telecamere si allontanano. Ma a Biancavilla e nei paesi dell’entroterra etneo l’emergenza è tutt’altro che finita. I danni sono reali, profondi, e colpiscono famiglie, lavoratori, un intero tessuto produttivo già messo a dura prova.
Il ciclone Harry non ha lasciato solo macerie visibili, ma ha scavato solchi nell’economia e nell’anima di un territorio che chiede di non essere dimenticato. Perché anche lontano dalle coste, anche dove le onde non si vedono, la tempesta è arrivata. E ha fatto molto male.
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Istituzioni
Pioggia e raffiche di vento, il sindaco chiude le scuole per il terzo giorno
«Misura necessaria per consentire ai nostri tecnici di completare in sicurezza la verifica dei danni»
Ancora una ordinanza, firmata dal sindaco Antonio Bonanno, dispone le chiusura di tutte le scuole di Biancavilla anche per la giornata di mercoledì 21 gennaio.
«Questa misura si rende necessaria – spiega il primo cittadino – per consentire ai nostri tecnici di completare in sicurezza la verifica approfondita di tutti gli edifici scolastici e degli altri danni provocati dall’evento atmosferico in atto».
«La ricognizione – prosegue Bonanno – è un passaggio indispensabile per garantire che i nostri ragazzi e tutto il personale scolastico possano rientrare negli ambienti didattici in condizioni di massima sicurezza, una volta accertata l’assenza di criticità».
Il ciclone “Harry” non si arresta. Non si segnalano danni di rilevo a Biancavilla, per fortuna. Di fronte al plesso elementare “San Giovanni Bosco”, le forti raffiche di vento hanno abbattuto un albero di pino. Piegato e caduto a terra a causa della forze impietuosa.
Il maltempo ha anche provocato un’interruzione di energia elettrica, mettendo fuori servizio due pozzi della sorgente Picardo, importanti per l’approvvigionamento idrico della città. Il primo cittadino ha sollecitato Enel per il ripristino urgente dell’energia elettrica.
«Restiamo in continuo contatto con la Protezione Civile e tutti gli enti competenti per monitorare la situazione. Invito tutta la cittadinanza a mantenere alta l’attenzione e a seguire le indicazioni delle autorità». È il messaggio del sindaco Bonanno.
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