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Linee telefoniche in tilt per una sgradevole “interferenza”… fognaria

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di Vittorio Fiorenza

Telefoni “muti” in un quartiere di Biancavilla per colpa… della condotta fognaria. Un guasto singolare causato da una “interferenza” –è proprio il caso di dirlo– sgradevole, quello che ha interessato diverse utenze telefoniche della zona di Piano Oliveri, tra le vie Trapani, Marzo Botzaris, Gramsci e De Gasperi.

Diverse le segnalazioni di non funzionamento arrivate al 187. Così, Telecom Italia ha inviato sul posto una squadra di tecnici per verificare la causa e potere riparare il gusto.

Gli operai, in un primo momento, dopo avere eseguito dei controlli su una cabina della zona, non hanno riscontrato nessuna anomalia. Quando, però, sono state scoperchiate le botole e i controlli sono stati effettuati sui “pozzetti” al suolo, la scoperta: il guasto ad alcune linee è stato causato dall’invasione di liquami fognari nel tubo che raccoglie i cavi telefonici.

Da qui, la richiesta di intervento di una ditta di espurgo, che ha in qualche modo liberato i “pozzetti” intasati di melma. Ma il flusso invasivo proveniente dalle condotte fognarie ha continuato a ricoprire i cavi telefonici, segno che il problema è strutturale e richiede un intervento degli operai del Comune. I telefoni, al momento, restano “muti”.

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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