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Rifiuti, cambia ditta e i netturbini temono per il loro posto di lavoro

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di Vittorio Fiorenza

«La data per l’aggiudicazione del nuovo appalto sui rifiuti si avvicina e cresce in noi la preoccupazione per il nostro destino. Certo è che difenderemo il nostro posto di lavoro e saremo uniti a non indietreggiare sui diritti che abbiamo acquisito nel corso degli anni di servizio».

Parole chiare ed inequivocabili, quelle che gli operatori ecologici della Dusty, impiegati a Biancavilla, mettono avanti nella prospettiva, vicinissima, del subentro di una nuova impresa.

La data è stata fissata: 19 agosto, alle ore 10. Martedì, al palazzo comunale, seduta pubblica per l’apertura delle buste con le offerte delle ditte partecipanti al nuovo appalto, per ora della durata semestrale, per il servizio di raccolta dei rifiuti.

Nessuna offerta dalla Dusty. La “disputa” è tra la Caruter di Brolo e la “Roma Costruzioni” di Gela. I netturbini Dusty passeranno nella ditta vincitrice. Piccolo dettaglio: in base al monte ore stabilito nel bando, non tutti gli operatori servirebbero.

Il timore già espresso da Cgil e Uil, che nelle settimane passate hanno aspramente contestato l’amministrazione comunale per insensibilità ai più elementari diritti sindacali, è che si dichiarino unità in esubero, lasciando a casa 10-15 netturbini.

«Non lo consentiremo –avvertono i lavoratori– se si comincia a parlare di licenziamenti o passaggi dal full al part time, in violazione ad accordi e principi sindacali, metteremo in atto una serie di proteste, a partire dall’interruzione del servizio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno mandata in frantumi

Distrutta in via Romagnosi la targa intitolata ad una vittima delle foibe nel “Giorno del ricordo”

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© Foto Biancavilla Oggi

La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno (vittima biancavillese delle foibe) è stata frantumata. I pezzi sono a terra, in via Romagnosi. La targa commemorativa era stata affissa, per volere dell’amministrazione comunale, nel luogo i cui aveva abitato Furno, nato nel 1901 e finito nelle foibe nel 1945.

L’affissione della lapide era avvenuta nel “Giorno del ricordo” con la partecipazione di alcuni pronipoti di Furno, che aveva lasciato Biancavilla nel 1933 per andare a fare l’insegnante.

Il sindaco Antonio Bonanno è stato informato dell’accaduto. Il gesto non sarebbe da collegare ad un’azione vandalica. Si sospetta di qualcuno che ha compiuto l’atto in modo sconsiderato, sulla base di segnali che erano stati notati fin dal giorno della cermonia del 10 febbraio.

Da parte del Comune, secondo quanto apprende Biancavilla Oggi, c’è l’impegno da subito a realizzare una nuova targa e ricollocarla nella stessa parete dell’abitazione che fu di Salvatore Furno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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