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Covid, padre Giosuè Messina risultato positivo: «Isolato, ma sto bene»

La parrocchia Annunziata specifica che le celebrazioni in chiesa si svolgeranno regolarmente

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© Foto Biancavilla Oggi

Padre Giosuè Messina è risultato positivo al coronavirus. Lo stesso sacerdote, parroco nella chiesa Annunziata di Biancavilla, comunica «che sta bene, per il momento non presenta particolari sintomi».

Ne dà notizia la parrocchia biancavillese, attraverso i propri canali social, specificando che padre Messina «come previsto dalle disposizioni vigenti, si trova in isolamento».

«Ci uniamo alla preghiera –prosegue la nota– per la sua pronta guarigione e di quanti in questo momento si trovano nella medesima condizione».

Padre Messina ha già sentito il Vicario generale, mons. Salvatore Genchi. Le celebrazioni del fine settimana si svolgeranno regolarmente grazie alla disponibilità del clero biancavillese.

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Chiesa

Al grido di «Viva San Placido» aperto il sacello del patrono di Biancavilla

Il “rito delle tre chiavi” svela il simulacro del martire benedettino: simbolo dell’identità civica

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È un rituale antico che marca la comunanza tra l’autorità ecclesiale e quella civile di Biancavilla. Un rituale che “certifica” come le festività in onore del santo patrono rappresentino una manifestazione plurisecolare dell’identità civico-culturale.

È la “sbarrata” del sacello di San Placido, all’interno della cappella settecentesca a lui dedicata, affrescata da Giuseppe Tamo, che è il cuore pulsante della basilica di Biancavilla. Non un giorno qualsiasi o casuale, ma il 23 settembre, giorno storico per la nostra città, nel quale si ricorda il decreto del vescovo Andrea Riggio (correva l’anno 1709), che dichiarava San Placido patrono e protettore di Biancavilla.

La “cameretta” in cui è custodito il simulacro è stato aperto attraverso tre chiavi (ognuna legata a nastri di diverso colore). Il loro utilizzo in sequenza ha azionato, seppur simbolicamente, il meccanismo della cosiddetta “sbarrata”. Una chiave è quella del sindaco, un’altra è del presidente del circolo dei devoti e la terza è del prevosto parroco. Un rituale ripristinato nel 2018 per interessamento di Placido Lavenia, attuale presidente del circolo che raggruppa i devoti. All’apertura del sacello sono seguiti un applauso e un “Viva San Placido”, rinnovando una tradizione che ha attraversato i secoli.

La stessa descritta nella novella “San Placido” scritta da un giovane Federico De Roberto, che scelse l’ambientazione della Biancavilla dell’Ottocento, all’epoca del colera. E che è stata riproposta da Nero su Bianco Edizioni con l’aggiunta di preziosissimi contributi storico-letterari di Antonino Di Grado, Rosaria Sardo e Placido A. Sangiorgio.

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