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Lavori sulla Sp 156 di Biancavilla: chiuso un tratto fino al 23 dicembre

La parte di strada sbarrata al traffico veicolare è lunga 300 metri: ecco il percorso alternativo

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Fino al prossimo 23 dicembre resta chiuso al transito veicolare e pedonale un tratto della Sp 156 dir., lungo 300 metri. Un tratto compreso tra gli incroci con la Sp 156 e la Sp 44, in territorio di Biancavilla.

La chiusura totale della strada, disposta dalla città metropolitana di Catania, impedisce l’accesso anche ai proprietari dei fondi agricoli, ai residenti e ai mezzi di soccorso. Possono transitare soltanto i mezzi di cantiere della ditta che sta svolgendo lavori di manutenzione straordinaria.

I conducenti hanno l’obbligo di tenere un comportamento prudente attenendosi alla segnaletica, predisposta a cura dell’impresa appaltatrice.

Il percorso alternativo è il seguente: i veicoli provenienti da Adrano diretti a Biancavilla devono percorrere la Sp 156 per circa 2.100 m, quindi all’incrocio con la Ss 121 imboccare a sinistra detta Statale e proseguire per 2.700 m fino all’incrocio con la Sp 44, quindi svoltare a sinistra e percorrere la Sp 44 per circa 4.500 m. Il percorso è inverso per veicoli provenienti da Biancavilla in direzione Adrano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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