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Anche a Biancavilla avvertita scossa di terremoto con una magnitudo di 2.8

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha individuato l’epicentro a Santa Maria di Licodia

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Scossa di terremoto nettamente avvertita anche dalla popolazione di Biancavilla. Un forte tremore percepito soprattutto da chi si trovava ai piani alti delle abitazioni. C’è chi si è riversato in strada e chi ha cercato conferme sui social.

Gli strumenti della sala operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania hanno individuato l’origine del sisma in territorio di Santa Maria di Licodia, a d una profondità di 1 km. La magnitudo è stata di 2.8.

Un evento certamente non paragonabile all’intensità del terremoto dell’ottobre 2018, quando la magnitudo aveva raggiunto 4.6. Ma il ricordo di quella notte –quando si sono registrati danni a chiese, scuole ed abitazioni– è ancora vivo a Biancavilla.

E il caso vuole che la scossa sismica di oggi abbia preceduto di alcune ore la cerimonia eucaristica nella parrocchia dell’Idria. Cerimonia con l’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, per riconsegnare formalmente l’edificio sacro ai fedeli, dopo i lavori di ristrutturazione dovuti proprio ai danni del sisma del 2018.

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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