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Anche a Biancavilla avvertita scossa di terremoto con una magnitudo di 2.8

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha individuato l’epicentro a Santa Maria di Licodia

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Scossa di terremoto nettamente avvertita anche dalla popolazione di Biancavilla. Un forte tremore percepito soprattutto da chi si trovava ai piani alti delle abitazioni. C’è chi si è riversato in strada e chi ha cercato conferme sui social.

Gli strumenti della sala operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania hanno individuato l’origine del sisma in territorio di Santa Maria di Licodia, a d una profondità di 1 km. La magnitudo è stata di 2.8.

Un evento certamente non paragonabile all’intensità del terremoto dell’ottobre 2018, quando la magnitudo aveva raggiunto 4.6. Ma il ricordo di quella notte –quando si sono registrati danni a chiese, scuole ed abitazioni– è ancora vivo a Biancavilla.

E il caso vuole che la scossa sismica di oggi abbia preceduto di alcune ore la cerimonia eucaristica nella parrocchia dell’Idria. Cerimonia con l’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, per riconsegnare formalmente l’edificio sacro ai fedeli, dopo i lavori di ristrutturazione dovuti proprio ai danni del sisma del 2018.

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Il virus arretra: a Biancavilla i contagi crollano del 70% in sei settimane

Intanto, aumentano i vaccinati e all’ospedale si programma il graduale ripristino dei reparti no-Covid

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© Foto Biancavilla Oggi

L’epidemia Covid continua ad arretrare anche a Biancavilla. Adesso il numero di contagi è sceso al di sotto della quota 100, riportandosi alle dimensioni di tre mesi fa. Allo stato attuale, secondo i dati forniti dall’amministrazione comunale, che ha accesso al database dell’Asp, sono 87 i biancavillesi con positività al coronavirus. Ci sono poi 5 persone ricoverate in strutture ospedaliere perché hanno sintomi più evidenti dell’infezione.

Si tratta, comunque, di numeri gestibili, lontani dagli oltre 300 casi che avevano spinto il governatore Nello Musumeci a dichiarare Biancavilla “zona rossa”, a fine marzo.

Il trend di discesa dei contagi si è notato a Biancavilla, in particolare, negli ultimi giorni. In sei settimane, il calo dei tamponi positivi è stato di oltre il 70%. Un crollo dovuto a diversi fattori. Tra questi, certamente uno riguarda la campagna vaccinale, cominciata con le categorie a rischio e gli anziani ed ora arrivata pure ai giovani maturandi.

L’adesione dei biancavillesi è stata alta, con buona pace dei no vax e dei complottisti. Un forte contributo è stato dato dai medici di base che in diversi week end, presso il Cento Operativo Misto, messo a disposizione dall’amministrazione comunale, ha iniettato migliaia di vaccini “Pfizer” e “Moderna”. Attività proseguita pure in alcuni ambulatori e, per persone con difficoltà a deambulare, anche a domicilio.

All’ospedale graduale ritorno alla normalità

Gli effetti dell’arretramento dell’epidemia si è notata anche all’ospedale “Maria Santissima Addolotata”, struttura di frontiera che era stato convertito totalmente ai ricoveri Covid.

Come deciso dall’assessorato regionale alla Salute, anche il presidio biancavillese è interessato al graduale ritorno alla normalità con il ripristino dei reparti originari. Il primo ad essere riattivato dovrebbe essere quello di Pediatria.

Nel complesso, i posti riservati esclusivamente ai pazienti Covid in tutta la struttura saranno soltanto 24.

L’immagine di un gruppo di operatori sanitari del “Maria Santissima Addolorata”, che “salutano” già la chiusura del quinto piano perché le esigenze di posti letto si sono attenuate, è un’immagine simbolo del primo accenno di normalità.

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