Storie
Comincia il mese di ramadan: ecco la moschea di Biancavilla in preghiera
Parla l’imam Mohamad Faid, riferimento del luogo di culto frequentato da una trentina di fedeli
«La moschea è aperta da poco, ma non abbiamo avuto mai problemi con la gente di Biancavilla. C’è rispetto: noi con voi e voi con noi. Siamo tutti fratelli, siamo tutti uguali».
Ci accoglie a braccia aperte Mohamad Faid, imam di Biancavilla, all’interno della moschea di via Vittorio Emanuele, aperta nel settembre 2020. Anche la comunità musulmana biancavillese sarà impegnata per il mese di ramadan, dal 13 aprile fino al prossimo 12 maggio.
Biancavilla Oggi ha voluto assistere a ritualità, gestualità, canti e preghiere dei fedeli di religione islamica presenti nella nostra città.
«Purtroppo –ci dice l’imam Faid– quest’anno, per il problema del virus, non si può pregare fino a tarda sera. Ognuno di noi può pregare al lavoro, a casa oppure qui in moschea perché pregare insieme è meglio che farlo da soli. Lo si fa cinque volte al giorno. Ma il ramadan non è soltanto questo. È un mix di digiuno, preghiera e aiuto verso i poveri».
Il luogo di culto, dedicato a Maryam, ovvero alla Madonna, è frequentato da una trentina di persone. Ma la comunità musulmana di Biancavilla (a predominanza marocchina con alcuni provenienti da Tunisia ed Algeria) è ben più articolata e numerosa. Una comunità da sempre dimostratasi laboriosa e rispettosa.
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Storie
Giovanna Furnari, la mamma-pasticciera premiata per la sua crostata sostenibile
La sua ricetta sulla storica rivista “La Cucina Italiana”, per lei i complimenti degli chef più prestigiosi
Questa è la Biancavilla che ci piace
Un riconoscimento nazionale che porta il nome di Biancavilla sotto i riflettori dell’alta cucina italiana. Giovanna Furnari, appassionata di cucina e pasticceria, ha ottenuto un importante premio grazie a una sua ricetta selezionata tra le dieci vincitrici di un contest promosso dalla storica rivista La Cucina Italiana.
La premiazione è avvenuta a Palazzo Serbelloni, a Milano, nel corso della Charity Dinner “Tavola Rasa”, organizzata in collaborazione con Unicef. Una serata dedicata alla solidarietà, al rispetto per il cibo e alla lotta contro lo spreco alimentare. Proprio su questi valori si fonda la ricetta premiata di Giovanna Furnari: la “Crostata Banana Giò”, che ha ricevuto il premio speciale di Illycaffè.
Un dolce nato da un’idea tanto semplice quanto originale: l’utilizzo di banane molto mature e persino delle bucce, lavorate e trasformate in un ingrediente nuovo, capace di dare carattere e personalità al dessert. Un approccio sostenibile che ha convinto la giuria e che dimostra come anche da un ingrediente umile possa nascere un prodotto di alta pasticceria.
Il riconoscimento arriva in un momento simbolico per la cucina italiana, oggi patrimonio immateriale dell’Unesco. «Vedere premiata una ricetta per la sua sensibilità verso il cibo mi riempie d’orgoglio – sottolinea Giovanna – dimostra che l’eccellenza può nascere anche dal recupero consapevole e dalla cura verso ogni ingrediente». Un messaggio forte, che unisce etica, creatività e rispetto.
La ricetta della sua crostata è stata pubblicata in copertina sul numero di novembre de La Cucina Italiana ed è disponibile anche sul blog personale dell’autrice, “I pastrocchi di Giò”. Un traguardo che, come lei stessa evidenzia, «è un incoraggiamento a continuare questo percorso con ancora più amore e dedizione».
Per Giovanna Furnari è stato anche «un onore immenso rappresentare la creatività del nostro territorio in un contesto così prestigioso». E poi, l’incontro con Antonella Clerici, «che con il suo quotidiano racconto della cucina – dice – è stata per me fonte di grande ispirazione e supporto nei momenti difficili». Significativi gli incontri con i big nazionali della cucina e della pasticceria: Iginio Massari, Massimo Bottura, Antonio Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli, Alessandro Borghese…
Ispirazione etnea nelle ricette di Giovanna
«Sono mamma per vocazione e pasticciera per passione – racconta Giovanna Furnari – amo creare dolci semplici e genuini per la mia famiglia e per i miei amici, trasformando ogni occasione in un momento speciale». Un legame profondo con la cucina che affonda le radici personale e familiare.
Dopo diversi anni trascorsi in Lombardia, Giovanna ha scelto di tornare nella sua Sicilia, stabilendosi a Biancavilla. «Qui, alle pendici dell’Etna, le tradizioni, i profumi e i sapori della mia infanzia – spiega – risvegliano ricordi dolci e nostalgici e mi ispirano ogni giorno nella mia cucina». Un ritorno alle origini che si riflette anche nelle sue creazioni, capaci di coniugare memoria e innovazione.
La passione per la pasticceria è un’eredità familiare: «È stata mia mamma a introdurmi in questo meraviglioso mondo di farine, zuccheri e creatività. Col tempo ho coltivato questa passione preparando merende e dolci per le mie figlie, cercando di rendere attuali le ricette tradizionali».
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Storie
Raffaele Furnari a “Caduta libera”: un biancavillese al game show di Canale 5
L’ingegnere 36enne, appassionato di viaggi di avventura, nel progrmma condotto da Max Giusti
Raffaele Furnari, ingegnere civile, 36enne di Biancavilla, ha partecipato a “Caduta Libera”, il game show di Canale 5, condotto da Max Giusti e affiancato da Isobel Kinnear, ex ballerina di “Amici”. Come da tradizione, il campione in carica si posiziona al centro della pedana e sfida gli altri concorrenti. Ognuno è collocato sopra una botola pronta ad aprirsi alla prima risposta sbagliata. Chi riesce a prevalere partecipa al gioco finale “Sei Vincente”, dove è in palio il montepremi.
Raffaele è stato il primo a sfidare il campione Enrico Villanova, al suo diciannovesimo giorno consecutivo di permanenza. Durante la manche musicale “Parole Parole”, il concorrente biancavillese è stato più veloce del campione. Ha indovinato per primo il titolo della canzone misteriosa, guadagnando così una vita extra. Nel prosieguo della sfida, però, non è riuscito a superare il rivale nel numero di definizioni indovinate. È stato così eliminato con la caratteristica – e scenografica – caduta nella temuta botola.
Nel momento della presentazione, Raffaele ha ricordato con orgoglio le sue origini biancavillesi. Ha parlato della sua passione per i viaggi d’avventura, che documenta sul suo profilo social raffa_travel_. Il racconto della sua esperienza immersiva nella foresta amazzonica, dove ha trascorso le notti in amaca tra animali esotici e suoni notturni, ha incuriosito Max Giusti, che con la sua consueta ironia ha divertito il pubblico.
Per accedere come concorrente, Raffaele ha dovuto superare un articolato processo di selezione: prima un test scritto di 60 domande in 15 minuti su attualità e cultura generale, poi una prova orale che simulava la dinamica reale del gioco.
Ma è pericoloso cadere nella botola? Raffaele ha spiegato che, prima della messa in onda, degli stuntman mostrano ai concorrenti la posizione corretta da assumere per evitare infortuni. Nulla è lasciato al caso: ciò che si vede in televisione è solo una parte di un’organizzazione meticolosa e ben strutturata. Per Raffaele l’esperienza a “Caduta Libera” si è conclusa – almeno per ora – ma non è escluso che possa essere richiamato nelle prossime puntate per tentare nuovamente la fortuna.
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