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Biancavilla, la strana città che ha due Prg: “Poca Ragionevolezza Generale”

La conseguenza: confusione, incertezze, un settore edile allo sbando e costi stellari a causa dell’amianto

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di RAMONA LAVENIA

Quando ho deciso di intraprendere la strada della libera professione in un paese come Biancavilla, inizialmente sono stata a volte scoraggiata e più volte avvisata dai miei colleghi delle grosse difficoltà che comporta il territorio. Ma non mi sono posta il problema anzi, vedendola come una sfida, ho iniziato. Piano piano, però, ho capito sulla mia pelle cosa volessero dirmi: non era competizione ma un vero e proprio preludio ad una complicatissima questione burocratica… e non solo. 

Una comunità senza Piano Regolatore Generale è ingestibile, ma con due Prg diventa immobile! Si tratta proprio di questo: Biancavilla, avendo un Prg adottato ma non vigente e ancor peggio obsoleto e un Prg vigente ma che non può essere utilizzato, è una città bloccata.

Facendo un’analisi molto generale, posso assolutamente affermare che la nostra economia si basi sostanzialmente sul settore edile. Centinaia di muratori, stagnini, elettricisti, idraulici, falegnami, fabbri, carpentieri… e altrettanti tecnici. Tutto il giorno sono a contatto con fornitori, negozi, artigiani: Biancavilla ne è piena. Perché, si sa: a Biancavilla la casa è importante!

La normativa si accavalla, le situazioni urbanistiche si complicano: ne consegue un Ufficio Tecnico Comunale giustamente intasato e tecnici che devono studiare con particolare attenzione i casi che vengono proposti. E non c’è mai una soluzione univoca ma opinioni: “forse”, “ma”, “se”. Ci ritroviamo così a dare delle indicazioni ai nostri clienti mai definitive, ma con mille dubbi e incertezze.

Cosa ne deriva? Semplice: un comparto economico completamente allo sbando, un settore che da enorme risorsa diventa un proseguo di complessità abnormi.

A conferma delle mie perplessità, un giorno vengo aggiunta ad un gruppo whatsapp di colleghi che lamentavano gli stessi problemi.

Per fare un semplicissimo esempio, nella mia breve attività ho trovato più di 4 lotti di terreno inedificabili per ragioni a dir poco assurde e che costituiscono “una evidente disparità di trattamento ed una illegittima limitazione del diritto di proprietà privata, in contrasto con il principio costituzionale di cui all’art. 42 comma 2 Cost”.

Ma il futuro –mi insegnano– non sono le nuove costruzioni. È vero. Non servono nuove costruzioni, mi dicono. Vero. Bisogna recuperare il costruito, ristrutturare, risanare, restaurare. Pienamente d’accordo: cominciamo.

Mmm no, magari evitiamo proprio a Biancavilla: c’è il gravoso problema del cosiddetto “amianto” o più propriamente “fluoroedenite”. Costi assolutamente gravosi per chi vuole ristrutturare e così la contraddizione in termini. Agenzia delle entrate (Ministero dell’Economia e delle finanze): agevolazioni, bonus ristrutturazioni ecc. Vs. Biancavilla: costi di ristrutturazione improponibili, iter burocratico complicatissimo. Conclusione: abusivismo senza sosta.

Ma i tecnici del comprensorio non ci stanno: così è stato istituito un “Comitato dei Tecnici di Biancavilla” che prova a far sentire la propria voce e farsi carico di quella dei cittadini interessati, stilando opposizioni ed osservazioni affinché venga stabilita una giusta equità edificatoria e soprattutto cerca di «avviare una fase di confronto attiva e proficua che porti all’approvazione di uno strumento urbanistico che corrisponda effettivamente alle esigenze della Città».

Ragion per cui, secondo me, ci vorrebbe una maggiore “ragionevolezza” da parte del sindaco e di tutti i consiglieri comunali: un gesto di saggezza e di grande responsabilità nei confronti di Biancavilla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Commenti

4 Commenti

  1. Ramona Lavenia

    23 Gennaio 2020 at 8:27

    Capisco la voglia spasmodica di spostare il problema su un piano più che altro politico – perché è vero che l’iter di approvazione del PRG passa assolutamente per la politica – ma l’intento del mio “sfogo” non era di puntare alcun dito su alcuna amministrazione (visto che la vicenda del prg ne ha abbracciate più di una e che i teatrini al consiglio comunale rimangono inalterati da anni). Il mio obiettivo era quello di sottolineare un problema tangibile e di un comparto economico che annaspa, tanto è vero che ho citato anche il complicato problema della fluoroedenite.
    Io ringrazio l’Avvocato Ingiulla per le parole spese nei mie confronti, ma quello che mi preme precisare è che non metto in dubbio che la prassi sia questa – perché so benissimo che lo è – e che è assolutamente nella norma il fatto di avere due PRG: il problema sta nel contenuto. Mi sono ritrovata a dover dare delle spiegazioni a dir poco assurde ai miei clienti, eppure erano assolutamente vere.
    Le osservazioni dei tecnici servono infatti a far capire i limiti del nuovo piano, ragion per cui i cittadini dopo essersi rivolti a noi, non vedendosi riconosciuti diritti più che leciti, si dirigeranno verso gli avvocati.
    Non si tratta di voler costruire case a tutti i costi, si tratta di innescare un volano – che non scada nell’abusivismo – che sia di impulso a questo paese, devo dire, sfortunato sotto tanti punti di vista, ma fortunato in altrettanti.
    Esempio pragmatico: coppia giovane vuole ristrutturare casa in lascito dai genitori, giustamente si informa come usufruire delle agevolazioni fiscali, conti alla mano: i costi esorbitanti dovuti al problema della fluoroedenite li ha portati a cambiare idea, così mi dicevano di avere un piccolo terreno qui in città e abbiamo cercato di capire la fattibilità di una nuova costruzione: assolutamente improponibile per mille limitazioni dai due piani. Conclusione: i ragazzi hanno deciso di spostarsi nel comune limitrofo portando con loro una fetta di economia e, permettetemi, di civiltà.
    Comprendo siano problematiche che non si possono risolvere dall’oggi al domani, ma non capisco come non possano essere di rilievo nel dibattito politico. Venerdì scorso sono stata in consiglio, anche se per anni mi ero ripromessa di non andarci, e dall’altro lato della sala c’erano tantissimi giovani della mia età – anche più giovani – che hanno deciso di scommettere sul proprio paese, io chiedo a loro – per questo ho citato anche il mio Sindaco – di avere ancor più a cuore questa città e di non scadere nel teatrino che ci hanno sempre presentato.
    Infine vorrei dire che condivido quasi per intero le osservazioni tecniche del Sig. Marco Failla, ma non intendo soffermarmi su questa sfera, non era il mio scopo.
    Questo venerdì ci sara di nuovo il Consiglio Comunale, attendiamo l’esito.

  2. Andrea Ingiulla

    21 Gennaio 2020 at 21:53

    Carissima Ingegnera,
    sono contento che in questo paese a volte c’è qualcuno disposto a fare sentire la sua voce su problematiche di interesse generale che riguardano il bene della collettività, senza condizionamenti o timori di sorta.
    Quella stessa collettività che, però, a volte sembra distratta e silente, forse troppo occupata in altre faccende o forse talmente intorpidita mentalmente da non curarsi più di ciò che accade al di fuori delle mura domestiche.
    Vede, quando circa due mesi fa io posi all’attenzione della comunità il problema del P.R.G., fui accusato dall’attuale amministrazione di creare sterili polemiche e venni “tranquillizzato” sul fatto che tutto stava procedendo al meglio e che a breve il nuovo strumento urbanistico avrebbe visto finalmente la luce.
    Contrariamente a quanto ritenuto dall’amminstrazione comunale, in occasione del dibattito pubblico sul P.R.G. (al quale essa non ha inteso partecipare) è emerso invece un sentimento diffuso di malcontento nei confronti dello strumento urbanistico adottato, di cui vi siete fatti portavoce Voi tecnici in rappresentanza di migliaia di cittadini biancavillesi, presentando al consiglio comunale le osservazioni da Lei citate.
    Il problema ora sta nel vedere se le istituzioni comunali avranno la capacità e la sensibilità di recepire le istanze Vostre e quindi dei cittadini biancavillesi, o se invece si nasconderanno dietro qualche paravento.
    Le avvisaglie che arrivano dal palazzo comunale non lasciano ben sperare, visto che la prima seduta del consiglio comunale è stata rinviata per motivi a me non comprensibili.
    Comunque andrà la vicenda, l’unica mia consolazione è oggi quella di vedere che persone come lei (giovani ma preparati ed attrezzati culturalmente) abbiano deciso di rompere il silenzio sconsolante in cui sembra essere caduta la nostra comunità.
    Come ebbi modo di dire in passato, l’unica speranza per questa nostra sfortunata cittadina è che si riesca a creare un grande movimento di opinione, fatto di persone che, a prescindere da posizioni politiche preconcette e talvolta inconsapevoli, abbiano a cuore le sorti della nostra comunità.
    Grazie ancora per il Suo pregevole intervento.
    Andrea Ingiulla

    • Marco Failla

      21 Gennaio 2020 at 23:29

      Non si capisce il senso di questo intervento, o si è ignorante in materia o si è in mala fede. meglio forse la prima. Da quello che si legge sembra che questa amministrazione abbia delle colpe… che in realtà non ha. Si vuole fare passare il messaggio che le colpe della situazione attuale siano dovute alla distrazione e/o ai silenzi dell’Amministrazione Comunale. È bene fare capire ai cittadini di Biancavilla che il PRG è stato adottato da un commissario ad acta nominato dalla Regione che si è sostituito al precedente Consiglio Comunale (negligente nell’adottarne uno), di cui aveva la maggioranza il Sindaco Glorioso e tra cui vi erano dei consiglieri comunali che oggi fanno parte dell’attuale maggioranza. L’iter del Prg è stabilito per legge: dall’adozione del Prg, pubblicazione, 30gg per le osservazioni ed opposizioni al piano, risposte da parte dell’ufficio del piano inoltro alla Regione, approvazione e pubblicazione del Prg. Attualmente il Prg si trova presso gli uffici della Regione per l’esame ed eventuale approvazione. Parlare di movimento di cittadini, di comitati di tecnici, di pseudo difensore degli interessi della collettività, è pura campagna elettorale per portare acqua al proprio mulino. I consiglieri comunali possono presentare qualsiasi proposta di modifica al Prg adottato, ma è tutto inutile. i tempi per presentare le osservazioni o modifiche sono scaduti, dopo tre anni è tutto vano… il Prg è stato adottato si aspetta l’approvazione. Un appunto lo faccio all’ing. Lavenia: avere due Prg non è irragionevole ne una cosa strana. Biancavilla ha un Prg approvato e tutt’ora vigente ed un Prg adottato anch’esso vigente. lo prevede la legge che stabilisce che in fase di approvazione del nuovo prg valgono le misure di salvaguardia. cito un articolo pubblicato “Lo scopo delle Misure di salvaguardia. Le misure di salvaguardia, in una prospettiva esclusivamente cautelare, hanno lo scopo di evitare che, nel periodo intercorrente tra l’adozione e l’approvazione definitiva di un piano urbanistico, il rilascio di provvedimenti che consentono attività edificatorie (o comunque trasformative) del territorio – alla stregua di norme più permissive – possa compromettere l’assetto urbanistico previsto dagli strumenti adottati, ma non ancora approvati.

      Per queste ragioni, fino all’approvazione di un nuovo strumento urbanistico pianificatorio, ogni determinazione sulle domande che involgano attività trasformative del territorio dovrà essere sospesa in attesa dell’entrata in vigore del nuovo piano, alla stregua del quale dovrà assumersi la determinazione definitiva. Da qui la natura obbligatoria, vincolata e temporanea di dette misure.”

      • Andrea Ingiulla

        23 Gennaio 2020 at 22:01

        Premesso che non ho il piacere di conoscere personalmente il sig.Marco Failla (ammesso che il nome sia vero e non di fantasia), desidero rigraziarlo pubblicamente per avermi definito “ignorante in materia”.
        La cosa mi fa sorridere e per questo non intendo replicare polemicamente.
        Vede, caro sig.Failla, forse i suoi “amici politici”, presi dalla troppa foga e dalla fretta di rispondermi polemicamente, non l’hanno informata adeguatamente su tutte le questioni di natura urbanistica che io ho affrontato in trent’anni di attività professionale e sul fatto che, quando io mi occupavo di queste tematiche, lei forse era ancora in fasce.
        Venendo al ragionamento sotteso al suo intervento, esso non fa altro che ripetere la stessa litania a cui ormai ci ha abituati questa amministrazione: i problemi non li ho creati io ma gli altri; anche se esistono io non me ne curo perchè non è colpa mia; non mi sforzo nemmeno di comprendere i problemi e di trovare una soluzione, perchè è più comodo giocare a scaricabarile e buttarla in caciara politica.
        Ma vede, caro sig.Failla, così facendo i problemi restano e si aggravano; le conseguenze non ricadono su questo o quel politico, ma sulla comunità biancavillese che attende solo di essere amministrata efficacemente.
        L’ing.Lavenia, ma con Ella tutti i tecnici di Biancavilla, ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica un problema che esiste, e cioè l’inadeguatezza delle scelte urbanistiche fatte con il P.R.G. adottato da un Commissario ad Acta, ma elaborato da professionisti che forse possono anche sbagliare.
        Siccome nella vita non c’è nulla di ineluttabile, tranne purtroppo la morte, i professionisti del settore stanno chiedendo al Consiglio Comunale, titolare della potestà pianificatoria urbanistica, di fare proprie le proposte da loro avanzate al fine di correggere gli errori contenuti nel P.R.G. adottato e quindi di farsi portavoce degli interessi della comunità biancavillese.
        Se mi posso permettere un suggerimento, ovviamente da incompetente qual sono, dica ai suoi “amici politici” di approvare una mozione con la quale fanno proprie le osservazioni presentate dai tecnici e di trasmetterle all’Assessorato regionale all’urbanistica, magari chiedendo un’audizione personale del sindaco e del presidente del Consiglio Comunale.
        Come lei ben sa, essendo certamente più competente di me, il nuovo P.R.G. è ancora in corso di studio istruttorio da parte degli uffici dell’Assessorato regionale e poi dovrà essere trasmesso al C.R.U. per le valutazioni di competenza.
        Chissà che, con uno sforzo congiunto della politica e della società civile, non si riesca a raggiungere un risultato proficuo per la nostra collettività.
        Con i miei più siceri riguardi.
        Andrea Ingiulla

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“Covid Hospital”, rischi e proposte per una Biancavilla resa già fragile dall’amianto

Di fronte all’esposizione dei medici a contatto con i pazienti contagiati, si pensi ad alloggi a loro destinati

Pubblicato

il

di ROSARIO DI GRAZIA

Dopo la recente pubblicazione sul mio profilo Facebook di una riflessione circa la parziale conversione del nostro nosocomio in “Covid Hospital” in tanti mi hanno scritto in privato condividendo le preoccupazioni espresse e chiedendo cosa si potesse in concreto fare quantomeno per contenere gli ulteriori rischi che potrebbero derivarne.

Non sono un tecnico e non conosco il merito “sanitario” della vicenda, anche se apprendo dagli organi di stampa locale che un’autorevole e competente “preoccupazione” è già stata espressa e rappresentata nelle opportune sedi dai sanitari del nostro ospedale, che sono naturalmente i soggetti più esposti e cui va in ogni caso accordata la massima tutela.

Da semplice cittadino, pertanto, non posso far altro che provare a dare qualche idea alle istituzioni deputate alla gestione dell’emergenza per cercare di neutralizzare il potenziale aumento del rischio contagio, derivante dalla suddetta conversione, nelle comunità del comprensorio e in quella di Biancavilla in particolare, già segnata dalla maggiore vulnerabilità generata dall’impatto della fluoroedenite sulla salute pubblica locale.

Ad esempio, posto che l’esperienza di queste settimane ci insegna ahinoi che sono tutt’altro che rari i contagi tra il personale operante in ospedale, si potrebbe procedere – analogamente a quanto fatto a Catania, dove l’Ersu ha messo a disposizione dei sanitari in servizio nelle strutture ospedaliere universitarie la residenza Toscano-Scuderi – ad individuare delle strutture nelle quali il suddetto personale possa alloggiare per tutta la durata dell’emergenza, riducendo così al minimo l’eventuale rischio di contagio dei congiunti.

È evidente, poi, che per ridurre al minimo il medesimo eventuale rischio di contagio (anche) fuori dal contesto famigliare si dovrebbe predisporre in loro favore un servizio di recapito a domicilio di spesa, farmaci e generi di prima necessità in generale.

Così facendo, quindi, in altre parole, si limiterebbe il rischio, purtroppo non assolutamente improbabile, che gli operatori sanitari diventino veicolo della malattia e si mitigherebbe il connesso rischio di innescare un contagio a catena che nel comprensorio e specialmente in una città come la nostra, già provata dalla maggiore incidenza di malattie serie legata alla presenza della fluoroedenite, rischierebbe di aggravare oltre misura il quadro epidemiologico locale.  

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Quelle saracinesche che chiudono anche nel viale dei Fiori: prologo o epilogo?

Il commercio in crisi ed il rischio di un declino definitivo: ecco una serie di “ricette” per invertire la rotta

Pubblicato

il

di MARIO GRASSO

Accelera sempre di più il definitivo abbassarsi delle saracinesche delle attività commerciali del Viale dei Fiori. Una storia da tempo annunciata, che potrebbe segnare il definitivo declino del commercio cittadino e dell’intera comunità.

Cieche tutte le nostre amministrazioni: la precedente per non avere avuto visioni e piani di sviluppo concreti, l’attuale perché credo non riesca a mettere le mani per capire come arginare e risolvere il problema.

Non è bastato trasferirvi la festa di San Placido o l’aver piazzato quattro nuovi segnali stradali di cui nessuno si è mai accorto e che nessuno ha mai fatto rispettare.

Complice certamente il caro affitti, viale dei Fiori, che da arteria di collegamento si è trasformata in zona commerciale di inguardabile bruttura architettonica (illudendo chi ha creduto che sarebbe stata la svolta per la nostra città), sembra concludere molto prematuramente il suo ciclo di vita.

L’aspetto di necropoli che sta assumendo Biancavilla sembra essere attribuito ad un dilagante virus che, iniziato dalla zona Casina, si è via via inarrestabilmente diffuso verso il resto del paese, lasciando dietro di sè negozi chiusi, case abbandonate, palazzetti un tempo fastosi ed oggi decadenti, cittadini disorientati e smarriti, dubbio senso di sicurezza.

Mi si dirà (lo sento da anni): è colpa dei centri commerciali, anche altri paesi del nostro comprensorio vivono la stessa sorte. Affermazione banale, indicatrice di rassegnazione. No, la colpa non è (solo) dei centri commerciali, il cui destino è ormai da tempo segnato.

La colpa è di una serie di fattori concatenati che ci ha portati a questo punto del baratro. Proviamo ad elencarne alcuni

  • Proposta commerciale inadeguata
  • Affitti troppo cari
  • Traffico congestionato e mancanza di vigilanza
  • Spegnimento del centro storico
  • Tendenza (innata!) del biancavillese a spendere altrove

Provate ad immaginare la città di Biancavilla come primo centro commerciale all’aperto del nostro comprensorio e non solo.

Una città con un suo centro storico chiuso al traffico, pullulante di negozi e con offerta commerciale variegata e competitiva. Pensate che anche i grandi marchi sono restii a continuare ad investire nei centri commerciali! Cosa fare dunque? Sedersi intorno a un tavolo e, con tanta buona volontà, mettere sul tavolo i seguenti punti:

  • Individuazione di un’area destinata interamente al commercio (via Vittorio Emanuele da villa delle favare a piazza Sgriccio) con un suo centro (triangolazione piazza Cavour, piazza Annunziata, via Vittorio Emanuele -tutta) chiuso al traffico, con relativo studio, totalmente innovativo ed alternativo di viabilità cittadina
  • Istituzione di due grandi parcheggi ai due lati del paese (uscita per Licodia e uscita per Adrano) con servizio navetta a servizio di viale Cristoforo Colombo, Viale Europa, Via Vittorio Emanuele)
  • Incentivi e sgravi fiscali ai cittadini proprietari del centro storico per riadeguamento strutturale dei piani commerciali
  • Tabelle calmieratrici di prezzo di affitto al metro quadro
  • Disegno dell’offerta commerciale da proporre
  • Attrazione da parte dei grossi marchi in franchising per investire su Biancavilla con incentivi legati alla detassazione sugli investimenti e sui costi di gestione
  • Fidelity card comunale per i soli residenti attraverso cui è possibile fruire di uno sconto perenne del 20% presso tutte le attività commerciali
  • Recupero delle somme scontate ai commercianti attraverso la detassazione comunale (rifiuti, servizi idrici, etc…)
  • Maggiori introiti comunali derivanti dall’utilizzo dei parcheggi, da eventuali strisce blu, dalla gestione del servizio navetta

È chiaro che così, su due piedi, tutto ciò sembra pura utopia. Ma in realtà è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Sufficiente sarebbe crederci ed affidarsi a mani competenti che credono che tutto ciò sia possibile. A maggior ragione che continuamente continuano ad uscire bandi europei cui anche i Comuni possono accedere e non solo per fare le casette in legno di piazza don Bosco, già pubbliche latrine.

In alternativa… non c’è alternativa; bensì il lento, progressivo e inarrestabile declino che ci porterà verso l’estinzione. Spero nella sensibilità di qualche amministratore, semmai gli dovesse capitare di leggere queste righe.


Bonanno: «Falso che vi sia un declino»

Ci stiamo spendendo ogni giorno con risultati che, alla lunga, sono convinto daranno ragione alla nostra azione.
Le questioni che poni sono attuali e condivisibili in buona parte. Ritengo doveroso, però, puntualizzare alcuni passaggi.

1) Non è vero che vi sia un declino legato alle attività commerciali. È anzi il contrario: ve ne è un’alta concentrazione proprio su Viale dei Fiori con nuove aperture negli ultimi anni ed altre aperture previste da qui a breve!

2) Avere esteso l’isola pedonale su Viale dei fiori, nel periodo delle festività patronali, è stato proprio un riconoscimento alla vivacità della zona;

3) Il senso unico alternato nelle traverse è un intervento concreto: non è opportuno affermare che nessuno ha mai fatto rispettare quella segnaletica perché posso fornire i dati dei verbali elevati in questi mesi. Così come giova ricordare la fruizione per gli automobilisti di via del Biscus che consente di decongestionare il traffico sul Viale;

4) Numerosi negozianti e imprenditori hanno preferito trasferirsi dalla Zona casina per aprire sul Viale dei fiori.

5) Non vi è alcun baratro, perché la città di Biancavilla fa anzi registrare un attivismo commerciale e imprenditoriale superiore alla media;

6) Lo spegnimento del Centro storico: stiamo lavorando in ogni modo per ravvivarlo il Centro Storico ed il Carnevale sarà un altro passaggio importante.

7) I tributi di competenza comunale che possono incidere in un bilancio aziendale sono risibili, ad esclusione della Tari: ma i tributi per servizi a domanda individuale se li abbassi per le attività commerciali li devi alzare per il cittadino perchè vanno a copertura costi.

8) Sulla Fidelity card comunale per i soli residenti, ti dico: perché non coinvolgere Confcommercio o gli stessi imprenditori? Proviamoci.

9) Sul recupero delle somme scontate ai commercianti attraverso la detassazione comunale, si tratta di servizi a domanda individuale e, così come specificato al punto 7, lo stesso varrebbe oltre che per la Tari anche per la questione del servizio idrico dove si “paga a consumo”.

10) Se vi fosse un bando, noi non ce lo faremo certamente scappare, nel frattempo in questi giorni verrà aggiudicata la gara per il restyling di piazza don bosco, una villetta al posto del degrado! Ed è già stato assegnato il Bando per le Strisce blu esteso a Viale dei Fiori.

11) Il Prg che a breve verrà approvato prevede un’ampia area commerciale lungo il prolungamento di Viale dei fiori: ulteriore conferma della vocazione della zona.

Su tante altre cose mi trovi d’accordo. Come sosteneva John Kennedy: “Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”. Siamo qui anche per questo: lavoriamo insieme per lo sviluppo della nostra Biancavilla.

ANTONIO BONANNO, sindaco di Biancavilla

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