Chiesa
Addio a padre Tomasello, il vescovo: «Lascia a tutti il suo buon esempio»
Gristina ha nominato padre Giovambattista Zappalà amministratore parrocchiale dell’Annunziata
In mattinata l’omaggio dei fedeli e dei biancavillesi nella sua ultima parrocchia, l’Annunziata, dove la bara è rimasta davanti all’altare. Poi, nel pomeriggio, i funerali nella basilica. La chiesa madre, nonostante le restrizioni Covid, si è riempita per dare l’ultimo saluto a padre Antonino Tomasello, vittima biancavillese del coronavirus.
Commozione e affetto per l’addio ad un sacerdote mite, generoso e di spessore culturale. Per lui tanti i fedeli provenienti dalle parrocchie che in oltre quarant’anni di sacerdozio ha guidato.
Tutto il clero locale (ad eccezione di padre Salvatore Verzì, da qualche giorno in isolamento domiciliare per la positività al virus). I funerali sono stati celebrati dall’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina. Presenti anche il vicario episcopale per la Pastorale, don Pietro Longo, il rettore del seminario arcivescovile di Catania, don Antonino La Manna, e una rappresentanza della comunità francescana.
«Padre Antonino Tomasello ha svolto il suo sacerdozio con qualità e impegno, a Biancavilla e a Paternò. Credeva davvero nel suo sacerdozio, caratterizzato da fedeltà e generosità. Lo ricordiamo con il suo stile, che lo rende particolarmente caro a noi tutti», ha detto il vescovo.
Gristina ha messo in evidenza la prova vissuta dal parroco dell’Annunziata, anche per la morte dell’anziana madre e di altri componenti della sua famiglia. Cinque decessi in poche settimane nello stesso ambito di parentela. «Siamo in un tempo di prova –ha detto– che ci interpella sulla nostra esistenza e dalla quale dobbiamo uscire migliori e con la capacità di stare vicini agli altri. Padre Nino era persona accogliente e un buon pastore che si prendeva cura di noi».
«Siamo provati dalla pandemia ma –ha esortato il vescovo– non dobbiamo perdere fiducia e speranza. Padre Nino ha lavorato per questo e per offrire alle persone delle piste in cui camminare sicuri. Lo ricordiamo per il buon esempio che ci lascia. La sua testimonianza continui in noi con lo stesso impegno e lo stesso amore verso il Signore».
«Padre Nino, lontanto da orpelli e fasti»
Parole di affetto sono state pronunciate anche da parte del vicario foraneo, padre Giovanbattista Zappalà, che in attesa della nomina del nuovo parroco, reggerà l’amministrazione dell’Annunziata, realtà che ben conosce, essendovi stato per diciott’anni come parroco. È quanto ha comunicato in sagrestia, alla fine della funzione religiosa, il vescovo a tutto il clero locale.
Padre Giovanni ha tracciato un profilo del percorso sacerdotale di padre Nino Tomasello, dalla sua ordinazione nel 1977 presso la chiesa “Sacro cuore”, passando dal parrocato a “Cristo Re”, al ruolo di vicario foraneo, prevosto-parroco in basilica, guida al “Santissimo Salvatore” di Paternò, fino all’ultimo incarico di parroco all’Annunziata.
«Nel giro di un mese padre Nino se ne è andato, lo ha fatto in punta di piedi secondo il suo stile. Un sacerdote buono, fedele, umile. Mi ha telefonato –ha raccontato padre Zappalà– dall’ospedale il 26 dicembre –ricorda padre Zappalà– è stata una gioia sentirlo e mi ha incaricato di salutare tutti i fedeli. Gli dissi che lo avremmo aspettato. Ma aggiunse che, in caso contrario, pregava perché Dio potesse accoglierlo».
Uomo di cultura, padre Tomasello. «La sua macchina, tra i sedili e il bagagliaio, era sempre stracolma di libri, buona parte dei quali letti e studiati», ha evidenziato il vicario foraneo.
L’umiltà e la generosità, nella discrezione, sono state alcune delle sue qualità umane. «Rifiutava –ha sottolineato non a caso padre Zappalà– gli orpelli e i fasti. È stato umile, rispettoso e di poche parole, che non voleva apparire, ma il suo impegno ha rivelava le sue qualità. È stato lui che costituì il primo gruppo famiglie a Biancavilla. Sapeva condividere il suo tempo, la sua cultura e il suo denaro con chi ne aveva bisogno».
«Biancavilla incredula, quasi smarrita»
Nel suo intervento, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, si è fatto interprete dei sentimenti di dispiacere e di affetto che la morte di padre Nino ha suscitato in tutta la comunità, non soltanto in quella cattolica.
«La nostra comunità –ha sottolineato il primo cittadino– è scossa, incredula e quasi smarrita per avere perso un uomo e un sacerdote che sapeva stare tra la gente. La sua scomparsa ci lascia tutti più poveri».
«È un tempo spietato e indecifrabile, quello che stiamo vivendo, ma padre Tomasello, capace di tanta tenerezza, ha fatto suscitare –ha concluso Bonanno– in ognuno di noi ricordi e momenti passati con lui. Mancherai a tutti, mancherà il tuo esempio. Ciao padre Nino».
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Chiesa
Padre Ambrogio Monforte nominato rettore della chiesa di Sant’Antonio
Il sacerdote guiderà pure la confraternita, altri incarichi per fra’ Mario Marino e don Giuseppe Scrivano
Formalizzata una serie di nomine da parte dell’arcivescovo di Catania, Luigi Renna. Alla nomina – riferita già da Biancavilla Oggi – di padre Nicolò Coco a parroco di “San Salvatore”, in sostituzione di padre Salvatore Verzì (destinato alla chiesa “Sant’Agata” di Bronte), ce ne sono altre di interesse biancavillese.
Padre Ambrogio Monforte, parroco al “Sacro Cuore”, è stato nominato dal vescovo anche rettore della chiesa “Sant’Antonio di Padova” di Biancavilla. Un compito che comprende anche il ruolo di commissario dell’omonima confraternita. Entrambi gli incarichi finora erano stati seguiti dal parroco della chiesa madre.
Altra nomina vescovile riguarda poi fra’ Mario Marino, guardiano del convento “San Francesco”, incaricato anche come cappellano del monastero “Santa Chiara”. Tra i vari avvicendamenti, c’è anche quello del sacerdote biancavillese Giuseppe Scrivano. Lasciata la parrocchia di “Sant’Agata” di Bronte (dove arriverà padre Verzì), Renna lo ha destinato ad Adrano come rettore della chiesa “San Giovanni Apostolo”. Un’altra tornata di nomine dovrebbero essere ufficializzate ad agosto.
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Chiesa
Verzì se ne va, arriva Coco: dopo 25 anni un nuovo parroco a “San Salvatore”
Decisione presa dall’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, per la parrocchia di Spartiviale
Un quarto di secolo è un traguardo che lascia il segno. Si conclude a 25 anni la guida di padre Salvatore Verzì nella parrocchia “Santissimo Salvatore” di Biancavilla per andare a Bronte, nella chiesa di “Sant’Agata” al posto del sacerdote biancavillese Giuseppe Scrivano (a sua volta destinato come rettore della chiesa “San Giovanni Apostolo” di Adrano).
Su decisione dell’arcivescovo Luigi Renna, nella chiesa di “Spartiviale” arriverà padre Nicolò Coco, sacerdote di Adrano, 47enne, ordinato lo scorso anno,alla sua prima esperienza come parroco. Coco, cresciuto nella comunità di “San Pietro” e formatosi all’oratorio del “Rosario” di Adrano, ha svolto attività pastorale nella cappella dell’ospedale “Cannizzaro” e nella parrocchia “Maria Santissima Ausuliatrice” di Catania. L’avvicendamento tra Verzì e Coco avverrà formalmente a settembre, in coincidenza dell’inizio dell’anno pastorale.
Il nuovo parroco (o per essere più precisi, amministratore parrocchiale) troverà la comunità del “Santissimo Salvatore” particolarmente attiva. La chiesa – costruita ex novo e inaugurata nel giugno 2021 – è ormai un riferimento per l’intero quartiere sud di Biancavilla. Frutto di un lungo percorso cominciato nell’estate del 2001 da padre Verzì. Il suo impegno è legato non soltanto alla realizzazione dell’edificio sacro a fianco a quello preesistente, ma anche alle diverse realtà – dai gruppi neocatecumenali al gruppo scout, per citarne alcuni – che hanno dato corpo e identità alla parrocchia.
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