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Palazzo Portale con giardino: un pezzo di storia in vendita a 800mila euro
Affisso sul balcone il cartellone “vendesi” per il piano nobile: un appartamento con 9 locali di 250 mq
Piazza Roma, orgoglio e cuore identitario di Biancavilla. Tre i beni architettonici che la rendono il salotto cittadino per eccellenza: la basilica “Maria Santissima dell’Elemosina”, la chiesa del Rosario e – unico edificio civile di proprietà privata – il Palazzo Portale. Una triade progettata dall’architetto Carlo Sada, lo stesso che “disegnò” il Teatro Massimo “Bellini”. Qui si è fatta la storia del paese. Ed ora, un pezzo di storia… è in vendita. Il cartellone di un’agenzia immobiliare è in bella mostra dal balcone. Ebbene sì, Palazzo Portale è in vendita. L’offerta, più precisamente, riguarda il piano nobile (primo piano), che ospita un appartamento di 250 metri quadri, il giardino retrostante di altri 500 mq e il garage di 50 mq che dà sulla viuzza che affianca la chiesa madre.

La richiesta della proprietà per tutto questo patrimonio? È riportata sul sito dell’agenzia: 800mila euro. Si tratta di 9 locali con 4 camere da letto, 2 bagni, ampia cucina, ampio salotto e lavanderia. «In piazza Roma, si erge il sontuoso palazzo Portale – si legge nella descrizione – il suo prospetto è un vero merletto di pietra bianca». E ancora: «Preziosi sono gli stucchi originali delle volte a cielo di carrozza delle stanze prospicienti su l’affaccio principale».
I parapetti dei balconi con incastonate le ringhiere in ghisa, i reggimensola (o “cagnòli”, in vernacolo) degli stessi balconi con motivi a foglie d’àcanto, gli stipiti e gli architravi ad archi a tutto sesto delle aperture nei singoli balconi sono frutto della maestria artigiana di un tempo.
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Un vero e proprio gioiello architettonico. Un patrimonio storico e di memorie legate alla famiglia Portale, i cui componenti si sono distinti in diversi ambiti. Tra questi, l’abate Salvatore Portal, canonico biancavillese e vicario del vescovo, nato nel 1789 e morto di colera nel 1854. Cultore della botanica e delle scienze naturali, era anche un grande appassionato di archeologia e arte. A Biancavilla, presso la sua abitazione (tra la chiesa madre e la chiesa del Rosario), creò un Orto Botanico ricchissimo di piante sia indigene che esotiche. Venne nominato dal Re di Torino, come segno di grande ammirazione alla sua flora, Cavaliere dell’Ordine di San Maurizio e San Lazzaro. La denominazione di quella sua realizzazione è poi entrata nella toponomastica cittadina, al punto che ancora oggi il quartiere a nord della chiesa madre e al di sotto di via Cristoforo Colombo è noto come “Sopra l’orto”.

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Muri e pilastri divorati dalla ruspa: iniziata demolizione di una casa abusiva
Provvedimento della Procura di Catania per un grande fabbricato tra le vie Canada e Brasile
Entrata in azione la ruspa incaricata di abbattere un immobile abusivo realizzato tra via Canada e via Brasile, nel centro abitato di Biancavilla. Un intervento – come anticipato da Biancavilla Oggi – eseguito in attuazione di un provvedimento della Procura della Repubblica di Catania.
Il fabbricato, costruito circa quindici anni fa, si presentava come una struttura su più livelli, mai completata e priva di rifiniture. Già dalle prime operazioni, il mezzo meccanico ha iniziato a sbriciolare pilastri e mura, segnando l’avvio concreto delle attività di demolizione.
L’intervento era stato pianificato nei dettagli nei giorni scorsi, a seguito di un coordinamento in sede di ordine pubblico, con l’obiettivo di garantire lo svolgimento delle operazioni in condizioni di sicurezza.
Sul posto è stato predisposto un dispositivo di sicurezza. Presenti carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia locale, polizia provinciale, corpo forestale e volontari della protezione civile. Una presenza finalizzata a prevenire eventuali criticità e assicurare il regolare andamento delle operazioni.
A differenza di precedenti interventi analoghi eseguiti in città negli anni passati, non si sono registrate particolari tensioni né problemi di ordine pubblico. Quella avviata oggi rappresenta l’ennesima azione di contrasto all’abusivismo edilizio sul territorio di Biancavilla, fenomeno che negli ultimi anni ha visto diversi interventi di demolizione, sia in centro urbano che nelle aree periferiche e a ridosso del Parco dell’Etna.
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Le ruspe di nuovo in azione: fissata la demolizione di un immobile abusivo
Forze dell’ordine mobilitate, dopo una riunione in Questura, per eseguire il provvedimento della Procura
Tornano in azione le ruspe, a Biancavilla, contro immobili costruiti in modo illegale. Fissate per il 14 aprile le operazioni di demolizione di un fabbricato abusivo nella zona di via Canada e via Brasile, in pieno centro abitato. Si tratta di un immobile a più livelli, non ancora rifinito e non abitato. La decisione che scaturisce da un provvedimento della Procura di Catania. Definite in una riunione tenutasi in Questura le modalità operative con l’obiettivo di coordinare le attività e garantire condizioni di sicurezza.
Per queste ragioni, il comando della polizia locale ha già predisposto una modifica della viabilità attraverso un’ordinanza. Il comandante Vincenzo Lanaia ha predisposto la chiusura al transito veicolare, il divieto di sosta e la rimozione forzata dei mezzi in via Canada e via Brasile, nel tratto compreso tra via Finlandia e via Pisacane. Le restrizioni entreranno in vigore a partire dal 13 aprile 2026 e resteranno valide fino al completamento delle operazioni di demolizione. La limitazione della circolazione nell’area interessata ha lo scopo di assicurare l’ordine pubblico e consentire il regolare svolgimento dei lavori, evitando rischi per cittadini e operatori.
Sono state diverse, negli ultimi anni, le demolizioni di costruzioni abusive a Biancavilla, ricadenti soprattutto in zona Vigne o all’interno del perimetro del Parco dell’Etna. Le prime due, ricadenti in pieno centro abitato, risalgono al 2014. Nel giro di pochi giorni erano stati rasi al suolo un’intera casa in via Cellini e un garage in via Canada.
Due fatti che avevano creato forti tensioni e messo a dura prova le forze dell’ordine per mantenere la calma e consentire le ruspe di eseguire i provvedimenti dell’autorità giudiziaria. La demolizione più recente – dopo l’interruzione dovuta al periodo Covid – aveva riguardato una casa di contrada “Croce al vallone”. L’abbattimento era avvenuto nell’aprile 2024: esattamente due anni fa.
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