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“Se mi ami non piangere”, concerto per ricordare la bontà di Alfio Amato

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© Immagine Placido Lavenia

Un “concerto di evangelizzazione” in ricordo di Alfio Amato, giovane di Biancavilla, prematuramente scomparso, ben voluto bene e apprezzato per il suo impegno cristiano e sociale.

Noto soprattutto nella comunità francescana e nella parrocchia “San Salvatore”, dove ha svolto attività nel gruppo scout, Alfio è stato particolarmente attivo anche come volontario dell’Unitalsi, associazione per la quale aveva svolto servizio con il treno bianco fino a Lourdes e dando assistenza a famiglie e bambini in Terra Santa.

L’iniziativa a lui dedicata si terrà oggi, 21 dicembre, alle ore 21, al convento “San Francesco” e vedrà l’esibizione di fra’ Massimo Corallo, originario di Modica, che con «la musica e il canto si impegna a portare il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo a tutti coloro che cercano Dio e la sua volontà».

“Se mi ami non piangere” è il suo ultimo lavoro musicale, un brano che anticipa l’uscita dell’album annunciata per il 3 giugno 2020.

Il concerto vuole essere un impegno non solo di “memoria”, ma soprattutto di futuro: una proposta per i giovani a non accontentarsi di “sopravvivere”, ma come ha fatto Alfio, «lasciare che Dio metta le mani dentro la vita per farla diventare utile e preziosa per gli altri, soprattutto per gli ultimi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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In città

A 29 anni dall’orrore mafioso di via D’Amelio, Biancavilla non dimentica

Il ricordo di Paolo Borsellino e della sua scorta, il sindaco Bonanno cita le parole del magistrato

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Ventinove anni fa la strage mafiosa di via D’Amelio. Biancavilla non dimentica le vittime di quell’orrore. Una cerimonia semplice di commemorazione si è tenuta in piazza Falcone-Borsellino, davanti ai monumenti dedicati ai due magistrati antimafia.

Presenti il sindaco Antonio Bonanno con gli assessori, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà. E ancora, rappresentanti dei carabinieri e della polizia municipale, oltre a volontari delle associazioni cittadine.

«Ho ricordato –ha detto il sindaco– le parole di speranza di Borsellino, secondo il quale la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le giovani generazioni. Sono le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale».

«Nonostante il sacrificio di vite umane, la speranza –ha sottolineato Bonanno– non è mai venuta meno. Il ricordo commosso di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta – Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – serve a mantenere alto il nostro impegno».

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