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Scosse sismiche avvertite dalla popolazione a Biancavilla

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Ingv di Catania

di Alessandro Rapisarda

Anche a Biancavilla sono state avvertite dalla popolazione diverse scosse sismiche che hanno interessato il territorio etneo. La scossa più forte è stata misurata in 3.5 gradi della scala Richter. Gli alunni di diverse scuole sono stati fatti uscire e poi consegnati ai genitori. Il tutto è avvenuto senza un reale coordinamento: si è agito in ordine sparso e non è mancata la confusione.

Lo sciame sismico di forte intensità è stato registrato sul versante sud dell’Etna, con oltre 60 scosse rilevate dall’Ingv di Catania, diversi superiori a magnitudo 3.0. A scopo precauzionale sono state evacuate le scuole a Ragalna, Nicolosi e Bronte.

La scossa di maggiore entità è quella delle 10.51, di magnitudo 3.5. L’ipocentro è stato localizzato nella zona tra Ragalna e Monte San Leo. Al momento non si hanno notizie di danni a cose o persone.

La prima scossa si è verificata alle 6.50. Cinque i terremoti uguali o superiori a magnitudo 3: 3.2 (alle 9.15), 3.0 (9.51), 3.1 (10.44), 3.5 (10.51) e 3.2 (10.59). Sette terremoti hanno avuto una magnitudo compresa tra 2.1 e 2.8. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità tra i 14 e 15 chilometri in territorio di Ragalna.

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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