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Riflessioni ed esercizi spirituali per i giovani al monastero “Santa Chiara”

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di Alessandro Rapisarda

Un viaggio nella Chiesa: “Sedotti da uno sguardo”. È questo il tema degli esercizi spirituali rivolti ai giovani ed organizzati dalle monache del monastero “Santa Chiara” di Biancavilla, in questi giorni che precedono la Pasqua. Prendono parte a questo appuntamento, tutti i gruppi giovanili delle parrocchie di Biancavilla. A dettare le riflessioni è padre Ambrogio Monforte.

«Impariamo a guardare i problemi di ogni giorno, le gioie, i dolori e il prossimo –ha detto padre Ambrogio– non solamente con i nostri occhi, ma con lo sguardo di Dio, che è lo sguardo di Gesù Cristo sulla croce. Partiamo da questa semplicissima parola, la parola “Io”, dentro la quale c’è un’infinita preziosità. Dio mi ha creato, mi ha voluto, mi ha pensato avendo davanti a sé suo Figlio Gesù. Ciascuno di noi è stato pensato così. Quando pronunciamo la parola “Io”, almeno noi cristiani dovremmo custodire questa certezza –continua don Ambrogio– la certezza di essere amati. Il bisogno dell’uomo di comunicare con tutti gli altri è assolutamente grande».

Il primo incontro è stato arricchito anche dalla testimonianza di Marco Pappalardo, giornalista del quotidiano “Avvenire” e cooperatore salesiano. «Lo sguardo di Gesù –ha detto– io lo vedo ogni giorno, lo vedo nei poveri, nei lavavetri, negli immigrati, nei barboni della mia città. E con amici e ragazzi della scuola, ci prendiamo cura di loro convinti della presenza di Cristo».

Tanti gli spunti di riflessione anche durante il secondo incontro. Riflessioni che possono scoccare pure da una “laica” e famosa canzone di Mia Martini, “Almeno tu nell’universo”: anche a noi capita di essere insoddisfatti, di girovagare in cerca di qualche cosa, di non essere contenti di quello che siamo e facciamo. Capita anche a noi di odiare e amare di essere veri e mentire, di far diventare le “cose” più importanti delle persone. Gente sola che come può si consola. Cercando quel punto fisso nell’universo che non ruota mai, quell’amore vero.

Gli esercizi spirituali si sono conclusi con una riflessione sulla vocazione matrimoniale, con tanto di testimonianza di una coppia sposata da più di trent’anni che riesce a coniugare lavoro ed impegni familiari, seguendo il cammino neocatecumenale.

Gli incontri si sono svolti in un clima di pace e serenità: quello che si respira all’interno del monastero di via San Placido, da tanti amato a Biancavilla.

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Chiesa

Suor Cristiana da Biancavilla scrive a Papa Francesco, il Vaticano le risponde

La clarissa del monastero “Santa Chiara” indirizza al Santo Padre due precise richieste

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Una lettera indirizzata a Papa Francesco per sottolineare l’importanza degli Angeli Custodi e del buon umore. Una lettera firmata da suor Cristiana Scandura del Monastero “Santa Chiara” di Biancavilla. Parole dolci a cui il Vaticano ha risposto, assicurando la benedizione del Santo Padre.

Suor Cristiana si è rivolta al Papa «con la confidenza di una bimba piccola che sa di essere compresa e amata teneramente dal Padre suo e che perciò è sicura di potergli palesare i desideri che ha nel cuore».

«Desidero dirLe che mi piacerebbe tanto –ha specificato la clarissa biancavillese– che fosse divulgata maggiormente la devozione ai nostri Santi Angeli Custodi, che ben se lo meritano per tutto il da fare che gli diamo, ma che forse oggi sono un po’ trascurati. Pensavo concretamente all’indizione di un anno santo in loro onore o a qualsivoglia altra iniziativa (mi sembra che non sia mai stata emanata un’enciclica sugli Angeli) che permetta ai cristiani di attenzionare di più questo prezioso dono che il Signore ci ha fatto».

«L’importanza del buon umore»

Ma non è soltanto questo il motivo per cui suor Cristiana ha indirizzato la sua lettera a Papa Francesco. «L’altro motivo per cui Le scrivo è questo. Mi piacerebbe tanto –specifica ancora– che si aggiungesse alle 7 opere di misericordia spirituale, un’ottava opera: quella della gioia o del buon umore, intendendo con ciò la capacità, certamente attinta nel Signore, di regalare anche un semplice sorriso a chi ci sta accanto».

Nota per la sua ironia che spesso applica in contributi video che condivide tramite Whatsapp e pubblicati da Prospettive (l’organo di informazione dell’Arcidiocesi di Catania), suor Cristiana Scandura spiega le ragioni di questa richiesta: «Tale desiderio nasce dal fatto che da qualche anno constato che nella nostra società si sta smarrendo la capacità di sorridere e di stupirsi delle cose semplici e dalla speranza di promuovere l’impegno di vivere e promulgare il Vangelo della gioia».

La risposta dalla Segreteria di Stato

Le sue parole sono arrivate in Vaticano. Ed ora, da Roma, su carta intestata della Segreteria di Stato- Prima sezione “Affari generali”, mons. L. Roberto Cona ha inviato una lettera di risposta. Di seguito il testo.

«Con cortese lettera del 23 dicembre scorso, Ella ha voluto indirizzare al Santo padre Francesco espressioni di filiale gratitudine e, rendendolo partecipe della propria devozione agli angeli, ha unito alcuni graditi omaggi. Riconoscente per i sentimenti che hanno suggerito tale gesto, Sua Santità assicura il suo ricordo nella preghiera e, mentre invoca su di lei, sulle consorelle e sulle persone care, per l’intercessione della Beata Vergine Maria, grazie e consolazione divine, per un rinnovato impegno nella diffusione della conoscenza e dell’amore di Gesù Cristo, della Chiesa e del Papa, volentieri imparte l’implorata benedizione apostolica».

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