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Cronaca

Bivona, 15 colpi per ucciderlo: le indagini orientate verso Adrano

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Si cercano collegamenti con l’omicidio di Alfredo Maglia. «C’è una situazione in ebollizione» per colmare quel vuoto mafioso descritto un anno fa dal pentito Santo La Causa.

di VITTORIO FIORENZA

A sparare potrebbero essere stati due, scaricando addosso ad Agatino Bivona 15 colpi di pistola, di cui 11 gli hanno crivellato il corpo. I carabinieri che stanno indagando sull’ennesimo omicidio di mafia a Biancavilla, tuttavia, non escludono l’ipotesi che ad aprire il fuoco sul 63enne sia stato un solo killer.

Quanto alla dinamica di quest’agguato brutale, avvenuto in via Fallica, non ci sarebbero dubbi. Bivona, originario di Adrano ma residente da tempo a Biancavilla, coinvolto nel 2008 nell’operazione “The Wall”, era appena uscito dalla palestra e stava salendo a bordo della sua Alfa 159. Preso di mira, ha tentato una fuga a piedi per alcune decine di metri, con ogni probabilità già ferito, per poi essere finito dai sicari (o dal sicario). Una pioggia di pallottole. Una ferocia ostentata, tipica delle vendette.

Nonostante via Fallica sia trafficata per la presenza di attività commerciali, nessuno ha visto nulla. Nemmeno alcune videocamere di sorveglianza hanno fornito elementi utili.

Tocca al pm Antonino Fanara della Dda di Catania, titolare delle indagini, addentrarsi negli intrecci criminali sull’asse Biancavilla-Adrano, profondamente mutati negli ultimi anni. Si indaga, in primis, anche con la collaborazione della polizia, per verificare collegamenti con l’omicidio del biancavillese Alfredo Maglia, avvenuto lo scorso ottobre ad Adrano.

Ma senza dimenticare la scia di sangue dei delitti Antonino Strano, Giuseppe Mazzaglia e Roberto Ciadamidaro, che in poco più di quattro anni hanno riconsacrato Biancavilla tra le zone più “calde” della provincia. «Una situazione in ebollizione», ammettono a denti stretti gli investigatori. Un territorio che sembra dilaniato da una guerra per la leadership criminale tra i vari gruppi, rianimatisi dopo il vuoto provocato dalle incessanti operazioni antimafia degli anni ’90.

Quel vuoto raccontato un anno fa nelle dichiarazioni-fiume del pentito Santo La Causa al processo Iblis, nel momento in cui ha svelato la mappa dei clan in provincia e i tentativi di «riaggiustare l’organizzazione Santapaola» anche nel Catanese.

Da qui, l’affiliazione di nuovi «capigruppo» (così li ha chiamati), scelti con criteri di «serietà ed equilibrio» da alcuni padrini.

«Ne individuammo –ha specificato il collaboratore di giustizia– uno a Paternò, uno ad Adrano, uno a Bronte, così come a Ramacca, Castel di Judica, Palagonia. Biancavilla, invece, è rimasta sotto osservazione perché non c’erano persone: quasi tutte si trovavano in carcere».

Poi certe vecchie conoscenze sono uscite di galera. Ma nel tentativo di riprendere il terreno perduto, in mancanza di un capo condiviso e nello scontro con altri gruppi decisi a non indietreggiare, ecco forse spiegata la disputa in corso per il controllo del territorio. Nell’unico modo conosciuto: a colpi di pistola.

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Cronaca

Violenta lite tra due uomini all’Idria, carabinieri aggrediti e minacciati

Calci e pugni ai militari intervenuti sul posto: «Ve la faccio finire male, vi ammazzo a tutti quanti»

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Un uomo di 38 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Biancavilla per di minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Un 37enne è stato denunciato per lesioni personali. Entrambi protagonisti di una lite, in piazza Cavour, ai piedi della chiesa dell’Idria, nel centro storico di Biancavilla.

Su disposizione della centrale operativa della Compagnia dei Carabinieri di Paternò, che aveva ricevuto tramite 112 una segnalazione, i militari di pattuglia si sono recati immediatamente sul posto.

Nemmeno il tempo di scendere dall’auto di servizio, che i militari si son visti parare davanti il 38enne. Senza mascherina e il volto insanguinato, nonché in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool, li ha aggrediti con calci e pugni. E poi urla contro di loro: «Non servite a nulla! Io faccio parte di un clan mafioso di Adrano! Ora ve la faccio finire male! Ora vi mando tutti in ospedale! Appena mi liberate vi ammazzo a tutti quanti».        

Dopo una violenta colluttazione, i carabinieri sono comunque riusciti a bloccarlo e ammanettarlo. I militari hanno accertato che poco prima, al termine di un’animata lite, il 38enne era stato colpito al volto dal 37enne, quest’ultimo risultato l’ex marito dell’attuale compagna dell’altro. L’arrestato è stato accompagnato all’Ospedale “San Marco” di Catania, dove i medici del pronto soccorso gli hanno diagnosticato un “trauma facciale con ematomi al viso”, giudicato guaribile in 30 giorni.

La solidarietà del sindaco ai carabinieri

«Ritengo doveroso esprimere tutta la mia vicinanza ai carabinieri che ieri sera sono stati minacciati e vessati da due persone», ha detto il sindaco Antonio Bonanno per manifestare solidarietà alla stazione di via Benedetto Croce.

«Il lavoro dei militari della nostra Stazione è impagabile. Sempre in prima linea a fronteggiare anche l’emergenza sanitaria in corso. La loro efficienza e sensibilità -ha concluso il primo cittadino- si stanno rivelando fondamentale. A loro, va tutto il nostro sostegno».

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