Politica
Bonifica dall’amianto a Biancavilla, l’assessore Pierobon: «Fondi sbloccati»
Già esecutiva la delibera del governo Musumeci: 17 milioni e 430mila euro per le opere su monte Calvario
Fondi per 150 milioni di euro sbloccati dopo anni per la bonifica di aree inquinate in Sicilia. Tra queste, assieme a Milazzo, Priolo, Augusta, Palermo, Enna e Gela, figura pure Biancavilla, destinataria di 17 milioni per gli interventi di risanamento di monte Calvario, fonte dei minerali di fluoroedenite. Somma a cui adesso, per il centro etneo, si aggiungono ulteriori 435mila euro.
«Da anni questi soldi –sottolinea l’assessore regionale all’Energia e ai Rifiuti, Alberto Bierobon– erano bloccati in capitoli di spesa nazionali e non potevano essere spesi dalla Regione. È servito un paziente e silenzioso lavoro, complesso, frutto di un confronto con il governo nazionale, dal ministero dell’Ambiente al ministero dell’Economia. Alla fine siamo riusciti a fare in modo che queste somme possano tornare nel bilancio regionale. Cercheremo ora che vengano ottimizzate e non perse per effetto di speciosi tecnicismi. Andiamo avanti».
Dopo il parere della competente Commissione legislativa all’Ars, è peraltro esecutiva la delibera del governo Musumeci che ha destinato oltre 17 milioni di euro per il ripristino ambientale dell’area contaminata dall’amianto nel Comune etneo. Le risorse provengono da una rimodulazione del “Patto per il Sud” e da una quota statale.
Il progetto prevede interventi nella superficie della cava per garantire un elevato e definitivo livello di sicurezza per le persone e il territorio.
La bonifica coinvolgerà anche gli immobili presenti e gli impianti per la lavorazione attraverso la rimozione delle superfici deteriorate delle strutture edilizie e il trasporto nelle discariche pubbliche autorizzate.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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