Cronaca
Blitz “Città blindata”, altre condanne: oltre 70 anni di carcere per 5 imputati
Sentenza di primo grado per fatti di mafia, droga e armi: focus delle indagini sugli Amoroso-Monforte
Una serie di condanne per fatti di mafia: inflitti complessivi 72 anni di reclusione nei confronti di cinque imputati, sottoposti a processo con rito ordinario. Un procedimento scaturito dal blitz “Città blindata” condotto a Biancavilla da carabinieri e polizia nel febbraio del 2019. L’inchiesta della Dda, che aveva portato a 16 misure cautelari in carcere, ha consentito di accendere i riflettori sul gruppo riconducibile ai fratelli Vito e Pippo Amoroso e Alfio Monforte. Gran parte dei soggetti coinvolti ha scelto il rito abbreviato con condanne a 190 anni di carcere, nel 2020.
Adesso è arrivato il verdetto di primo grado della prima sezione penale del Tribunale di Catania per altri cinque imputati: Fabio Amoroso, Marco Battaglia, Giovanni Carciotto, Massimo Merlo e Placido Ricceri. Un ritardo dovuto anche allo stop imposto nel periodo Covid. Nella sentenza a firma della presidente Grazia Anna Caserta, le pene ammontano ad oltre 70 anni. I fatti contestati riguardano mafia, droga e armi.
Nello specifico, Fabio Amoroso (figlio di Pippo) è stato condannato a 15 anni e 6 mesi. Per Marco Battaglia, la pena è di 11 anni di reclusione e 50mila euro di multa. Condanna a 17 anni e 3 mesi di reclusione per Giovanni Carciotto (assolto, però, dall’accusa di associazione mafiosa). Per Massimo Merlo inflitti 13 anni e 3 mesi (ma si trova già all’ergastolo nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere per l’omicidio di Maurizio Maccarrone). Infine, a Placido Ricceri inflitti 15 anni e 3 mesi. Tutti condannati alle spese processuali. E tutti dovranno risarcire il Comune di Biancavilla (in misura da quantificare in sede civile), costituitosi parte civile per decisione del sindaco Antonio Bonanno.
Le indagini avevano preso spunto dalla due-giorni di sangue del gennaio 2014 con gli omicidi di Agatino Bivona e Nicola Gioco. Negli anni successivi, in quel clima criminale in ebollizione, l’attività investigativa aveva fatto emergere i passaggi, le incomprensioni, le tensioni interne all’organizzazione dei fratelli Amoroso e Monforte. Ma anche i tentativi di eliminare sia Vito (agguato sventato in extremis il giorno di San Placido nel 2016) sia Pippo (nel gennaio 2016 rimasto ferito dopo essere stato preso a fucilate in contrada “Erbe bianche”). In questo contesto, Pippo Amoroso acquistò un’auto blindata per la sua protezione. Da qui il nome dato all’operazione antimafia. Non sfuggì, però, alle manette dei carabinieri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FOCUS
Cronaca
Tenta di rapinare un’anziana 80enne che aveva prelevato la pensione: arrestato
Grazie alle indagini dei carabinieri, l’aggressore – Giuseppe Ferro di 64 anni – è stato rintracciato
Ha aggredito un’anziana ultraottantenne, tentando di rapinarla, dopo che aveva prelevato la pensione all’ufficio postale di Biancavilla e stava rientrando a casa. Nell’aggressione, la donna era caduta e terra e le sua urla avevano attirato l’attenzione di un passante, che era intervenuto in suo soccorso.
Per quell’episodio, avvenuto a gennaio, i carabinieri di via Benedetto Croce hanno subito avviato le indagini, acquisendo le immagini di videosorveglianza della zona. L’aggressione è stato individuato. Si chiama Giuseppe Ferro, classe 1962. Dovrà rispondere di tentata rapina e lesioni personali. Su di lui il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai militari biancavillesi su delega della Procura.
I carabinieri, effettuando una perquisizione a casa di Ferro – vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per reati analoghi e per i quali era stato in carcere – hanno trovato un capo di abbigliamento compatibile con quello che aveva in occasione dell’aggressione all’anziana. Un indizio ulteriore che ha portato al suo arresto. Adesso si trova rinchiuso in una cella del carcere catanese di piazza Lanza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cronaca
Violento incidente tra auto e moto in viale dei Fiori: viabilità interrotta
Intervento degli operatori del 118 per il guidatore del mezzo a due ruote, sobbalzato nell’impatto
Incidente tra un’auto Renault Captur e una moto Honda di grossa cilindrata lungo viale dei Fiori, all’incrocio con via delle Mimose, a Biancavilla. Un impatto particolarmente violento, che ha fatto sobbalzare il guidatore sul mezzo a due ruote. Si tratta di un adranita. Per fortuna indossava il casco. Dopo l’impatto è rimasto cosciente.
Per lui, comunque, è stato necessario l’intervento degli operatori del servizio di emergenza del 118. Il ferito è stato trasportato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata”. Per fortuna le conseguenze non sono state gravi: se l’è cavata con qualche frattura e traumi. Il conducente dell’auto, anche lui di Adrano, è rimasto illeso, ma comprensibilmente scosso.
Sul posto i carabinieri della stazione di Biancavilla e gli agenti della polizia locale. Sul posto, pure il sindaco Antonio Bonanno. L’arteria è stata chiusa in entrambe le direzioni per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi delle forze dell’ordine.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-
News2 settimane agoAll’ospedale di Biancavilla effettuato il primo prelievo di organi: traguardo storico
-
Cultura3 settimane ago“U viaggiu a Sant’Affiu”, l’umanità e la devozione di un pellegrinaggio etneo
-
News2 settimane agoDalla Sie niente bonus idrico in fattura (fino ad ora) per chi ha un basso Isee
-
Istituzioni2 settimane agoCarabinieri, in congedo dopo 35 anni di servizio il magg. Roberto Rapisarda




