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Fake news a pagamento su Facebook per denigrare il sindaco Bonanno

Il primo cittadino presenta una querela nei confronti di un utente: «Una montagna di falsità»

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Il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha formalizzato una querela per diffamazione nei confronti di un utente che gestisce una pagina Facebook. Si tratta di una pagina che, a più riprese, ha diffuso informazioni infondate, dati falsi e insinuazioni. Lo scopo? Denigrare l’operato dell’amministrazione comunale. L’utente in questione (che in apparenza sembra essere di Grammichele) lo ha fatto anche con contenuti sponsorizzati, cioè post per i quali è stato effettuato un pagamento al social network per ampliare la diffusione ed il pubblico.

«Perché un cittadino, probabilmente di Grammichele, sente il bisogno di sponsorizzare – pagare con i propri soldi, cioè – una pagina sul social network Facebook, che ha come unico obiettivo la denigrazione e diffamazione del mio operato di sindaco di Biancavilla?», è la domanda retorica che si pone il sindaco Bonanno.

«Tenete bene a mente questa mia domanda e –prosegue Bonanno– prima che ciascuno di voi, conoscendo bene il mio operato di amministratore, possa tentare di dare una risposta, lasciate che vi informi sulla mia decisione di presentare atto di querela nei confronti dei responsabili di questa pagina».

Tra i post pubblicati nella pagina Facebook, uno per esempio avanza ombre su una procedura concorsuale che ha portato all’assunzione di un funzionario (senza fornire dettagli tangibili). Altro post riguarda la denuncia della spesa per l’incarico di portavoce del sindaco, ma l’importo pubblicato non ha alcuna attinenza con la realtà. Altri contenuti fanno passare come dati acquisiti quelle che, invece, sono soltanto opinioni slegate da atti e fatti.

Si può pagare per diffondere falsità?

Il risultato è una campagna di denigrazione via social, spesso a pagamento. Cosa che rappresenta un’assoluta novità nel panorama politico locale e nella storia delle contrapposizioni (anche aspre) tra avversari. Una novità che, nella prospettiva della campagna elettorale per il rinnovo delle istituzioni comunali del 2023, dovrebbe essere motivo di allarme.

«A più riprese, nella pagina citata, in questi mesi –dice ancora il primo cittadino– abbiamo dovuto leggere una serie di affermazioni false, altamente diffamatorie, il cui unico scopo è quello di mettere in cattiva luce la mia persona, nella qualità di sindaco di Biancavilla. L’obiettivo evidente è quello di ledere l’onore e il decoro del sindaco e, va da sé, dell’intera amministrazione».

«Davanti a questa montagna di falsità, ho deciso pertanto -specifica Bonanno- di presentare querela per diffamazione aggravata. La pagina pare sia pagata da un cittadino che non c’entra nulla con Biancavilla. Eppure, la “materia prima” di cui infarcisce le offensive ricostruzioni, proviene dalla nostra città. E qui torniamo al quesito iniziale. Per quale ragione un cittadino – probabilmente di Grammichele – sente il bisogno di sponsorizzare e finanziare una pagina su Facebook dedicata a Biancavilla con l’unico obiettivo di spargere insinuazioni e falsità denigratorie nei confronti del sindaco? Ah, saperlo, saperlo».

“Scusate il disturbo”, un altro mondo

Non lo dice, ma Antonio Bonanno, come tutti i politici locali e gli osservatori, hanno più di un sospetto su chi ci sia dietro quella pagina. Un sospetto che ha un nome e un cognome ben precisi. La pagina si presenta come “alternativa” all’informazione ufficiale, persino suggestiva e irriverente, curata nella grafica.

Un po’ come anni fa, ai tempo di Mario Cantarella, era il blog “Scusate il disturbo”. Con la sostanziale e stratosferica differenza –sia ben inteso– che quel blog –gestito da un gionalista– pubblicava considerazioni sempre argomentate e informazioni verificate. Al punto da dare input a rigorosissime denunce che ormai sono storia e parte degli annali di questa città. Si pensi, per esempio, allo scandalo delle “Commissioni bluff”. Un malcostume che fu denunciato in solitaria da “Scusate il disturbo” anni prima che si trasformasse in un’inchiesta giudiziaria, che pescò informazioni proprio dal blog. E al curatore arrivò il plauso dei carabinieri.

«È certo che le falsità e i sospetti fondati sul nulla –rassicura il sindaco Bonanno– non scoraggiano la mia azione amministrativa che continuerà a essere improntata al rispetto della legge e al rispetto delle regole di buona amministrazione».

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Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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