Connettiti con

Politica

È ufficiale: Mignemi salta sul carro della maggioranza e vota “sì” al Bilancio

I retroscena rivelati da “Biancavilla Oggi” approdano in Consiglio, Dino Asero del M5s oppositore solitario

Pubblicato

il

Le indiscrezioni pubblicate da Biancavilla Oggi sulla prossima nomina ad assessore di Vincenzo Mignemi sono approdate in Consiglio Comunale, costringendo il diretto interessato e il sindaco Antonio Bonanno ad intervenire. A sollecitare un chiarimento è stato Dino Asero del Movimento 5 Stelle, tra gli scranni vuoti dell’opposizione (nonostante in discussione vi fosse il Bilancio, argomento principe dell’istituzione consiliare).

A rispondere all’esponente 5s è stato per primo il sindaco, che ha confermato le indiscrezioni che avevamo anticipato: «Amministriamo Biancavilla con una coalizione di Centrodestra. Quando una un nuovo gruppo politico si colloca in un progetto con connotazione di Centrodestra, per noi è un elemento positivo perché va a rafforzare la coalizione. Una coalizione che, piuttosto che perdere pezzi, cresce perché c’è attenzione verso il nostro progetto».

Dal suo canto, Mignemi, parlando anche a nome di Rosanna Bonanno (assente per ragioni di salute), ha ricordato che il suo gruppo Biancavilla 2.0 abbia assunto una condotta in Consiglio spesso in linea con quella della maggioranza.

«Abbiamo votato –ha detto– alcuni atti importanti perché ritenuti validi. Un aiuto al sindaco e alla comunità». E quindi, da qui la comunicazione formale che sancisce il passaggio dall’opposizione alla coalizione Bonanno: «Con il nostro gruppo politico, da oggi, ci riteniamo vicini al sindaco».

Vincenzo Mignemi proiettato in Giunta

Un messaggio netto. E per immediata conseguenza, al momento del voto dello schema di Bilancio, Mignemi ha subito espresso il suo voto favorevole. Un voto aggiunto a quello della maggioranza, nella quale -va notato- non ci sono state defezioni.

Prossima settimana il primo cittadino dovrebbe formalizzare la nomina di Mignemi ad assessore e riempire la casella lasciata vuota con le dimissioni di Vincenzo Amato. Dimissioni avvenute con la regia di Pippo Salvà proprio per consentire l’operazione politica.

Un’operazione che –si vedrà con quale tempistica– potrebbe portare –stando ad ulteriori indiscrezioni– anche alle dimissioni di Vincenzo Migenmi da consigliere comunale. Al suo posto subentrerebbe Alessandro Leocata, primo dei non eletti, che in campagna elettorale si era impegnato in accoppiata con Rosanna Bonanno.

Maggioranza affollata, opposizione inerme

L’allargamento della maggioranza –va ribadito– non è un evento improvviso. Nell’ultimo periodo anche altri movimenti (apparentemente secondari) sono da ricondurre al “nuovo corso” politico.

Nel determinare il Nucleo di valutazione, il sindaco ha nominato Giuseppe Bonanno, riconducibile al gruppo di Mignemi (gli altri due componenti sono Ada Vasta, ex consigliera transitata in Fratelli d’Italia, e Giovanna Petralia, riconducibile al gruppo di Antonio Portale). Non è finita qui. Il primo cittadino ha dato incarico, a titolo gratuito, a Carmelo Milazzo per curare i rapporti con il clero e l’associazionismo cattolico. Non può sfuggire che Milazzo, alle ultime Amministrative, sia stato designato assessore dal candidato sindaco Carmelo Mignemi.

Quest’ultimo –ad onor di cronaca– non risulta coinvolto nell’operazione politica del fratello. E, benché abbia assunto un basso profilo, in Consiglio Comunale resta seduto negli scranni dell’opposizione.

In quegli stessi scranni, in una seduta cruciale sul piano politico ed istituzionale, nella quale ci si aspetterebbero consiglieri agguerriti per presentare emendamenti e mettere all’angolo il primo cittadino, la telecamera di servizio ha dovuto registrare un’assenza desolante ed imbarazzante (non occasionale ma cronicizzata), che disattende il mandato degli elettori e i più elementari doveri istituzionali.

All’unico presente, Dino Asero, è toccato allargare le braccia di fronte alle novità politiche della serata: «A Biancavilla non cambia niente. I giochi politici ci sono sempre stati e continueranno ad esserci. Ormai lo sappiamo, dopo due anni chi sta all’opposizione fa poi il “salto di qualità”. Di fatto, la politica biancavillese è questa e le conseguenze devono pagarle i cittadini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA    

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Politica

Biancavilla sceglie Schifani (al 60%) e fa volare i big di Fratelli d’Italia e Lega

Sammartino, Galvagno, Daidone e Zitelli i più votati, il segretario Pd Barbagallo “schiaffeggiato” con 151 voti

Pubblicato

il

Una valanga di voti nel Centrodestra e un trionfo per Renato Schifani. Un cataclisma in casa Pd e nella coalizione di Caterina Chinnici. Biancavilla, per queste Regionali 2022, dà un indirizzo chiaro, senza possibilità di interpretazioni. Persino più chiaro del responso cristallino uscito dalle urne per le elezioni Politiche.

I voti per il candidato governatore Schifani sfiorano il 60%. I biancavillesi che lo hanno preferito sono stati 6093. A seguire Cateno De Luca con 1724 voti (16,83%) e Nuccio Di Paola del Movimento 5 Stelle (1143 preferenze, corrispondenti al 16,83%). Bisogna arrivare alla quarta posizione per trovare Caterina Chinnici, candidata del Partito democratico al Palazzo d’Orleans. Per lei poco più del 10% della fetta elettorale con 1046 voti.

Quanto alle liste, se le Politiche, a Biancavilla, hanno decretato il primato del Movimento 5 Stelle, per le elezioni regionali i pentastellati risultano fortemente ridimensionati (871 preferenze, pari al 9%).

Così, lo scettro della prima forza politica spetta a Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni (e del sindaco Antonio Bonanno) raggiunge quote mai esplorate prima: 2377 preferenze, praticamente oltre il 25% dei votanti. Un dato superiore a quello provinciale e a quello regionale, consentendo di issare a Biancavilla la bandiera della nuova geografia politica siciliana.

A netta distanza si collocano la Lega con 1331 voti (14%), Forza Italia con 1156 voti (12%) e Popolari e Autonomisti (1050 preferenze, cioè l’11%). L’intera coalizione di Centrodestra sfiora il 60%.

La lista di “De Luca sindaco di Sicilia” si afferma con 773 voti, ovvero l’8%. Il simbolo del Partito democratico è scelto da 801 biancavillesi, praticamente l’8,43%.

Ma sono i voti dei candidati all’Ars che danno una fisionomia più precisa della forza e dei rapporti di forza degli attori politici presenti a Biancavilla: elementi da tenere in considerazione anche in vista delle elezioni amministrative del 2023.

I “trattori” del Centrodestra

La corona del candidato a Palazzo dei Normanni più votato in assoluto a Biancavilla la indossa Luca Sammartino, esponente della Lega, che raccoglie 949 voti. Su di lui, tra i vari sostenitori, si è concentrato il gruppo “Mignemi”, che, stando ai numeri, detiene l’egemonia sulle diverse anime salviniane. Su Sammartino c’è pure l’appoggio dei consiglieri Rosanna Bonanno e Alessandro Leocata. Giusto per dare le proporzioni interne, Ignazio Mannino ha preso 161 preferenze, mentre Anastasio Carrà 104.

Quadro più articolato in Fratelli d’Italia, il partito del sindaco Bonanno e di buona parte dei consiglieri comunali di maggioranza. Gaetano Galvagno è il più votato con 635 voti: per lui si è mosso, tra le diverse anime, il gruppo di Vincenzo Giardina, che dopo 15 anni di legame con il forzista Marco Falcone, torna sulle sue originarie posizioni di militanza a destra. Ma per Galvagno si aggiunge pure il sostegno dei consiglieri Dino Caporlingua e Salvatore Bonaccorsi. Dario Daidone ottiene 632 preferenze: è lui il candidato appoggiato dal sindaco Bonanno. E poi c’è Giuseppe Zitelli (591 voti), supportato dal gruppo di Pippo Salvà, dalla presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà, e dai consiglieri Agatino Neri e Dino Furnari.

In Forza Italia, i numeri a tre cifre sono per Marco Falcone (554 preferenze), che a Biancavilla ha a riferimento l’ex sindaco Mario Cantarella, e Nicola D’Agostino (235), legato al gruppo di Antonio Portale.

Nei Popolari e Autonomisti, per Giuseppe Lombardo raccolti 529 voti: a muoversi per lui il gruppo storico dei “calaciuriani” e, tra questi, l’assessore Luigi D’Asero ed il consigliere Giuseppe Stissi.

Lo “schiaffo” a Barbagallo, superato da Villari

Note dolenti nel Partito democratico, dove il segretario regionale Anthony Barbagallo rimedia uno “schiaffo” da 151 voti (numeri da Consiglio Comunale). Un flop ancora più vistoso se si considera che il suo riferimento locale è il segretario cittadino, Giuseppe Pappalardo, che ambisce alla candidatura a sindaco il prossimo anno.

Altro elemento di colore (nero, anzi nerissimo) è che l’ex segretario provinciale Pd Angelo Villari, transitato con “Sicilia Vera” di Cateno De Luca, a Biancavilla ottiene un migliore responso con 180 preferenze. Un risultato conquistato nonostante la frattura esistente da tempo con la Cgil e con il gruppo locale di fedelissimi (in primis il suo ex pupillo Pippo Glorioso).

Da annotare che il líder màximo della Camera del lavoro, Alfio Petralia, non si è sottratto alla campagna elettorale. E in solitaria, nel disinteresse di tutto il partito (senza nessuno che attaccasse un manifesto o organizzasse un comizio), non ha rinunciato a girare in lungo e in largo per Biancavilla con la sua mitica Fiat 500, armato di megafono, per un ultimo ed eroico appello al voto, a favore del Pd contro il “pericolo della destra”. Alfio Petralia, l’unico a salvare l’onore.

Ma non è bastato ad evitare il cataclisma con il peggiore risultato di sempre. E con la prospettiva, tra otto mesi, di una nuova sfida elettorale. Un appuntamento che interpellerà i biancavillesi per il voto amministrativo. Una chiamata alle armi per la Sinistra, in dovere di costruire – in fretta e furia, non si sa come, sulle proprie macerie – un progetto alternativo a quello di Antonio Bonanno.    

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

I più letti

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili