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Cronaca

Per il clan nascose arsenale di guerra, pena definitiva per Alfio Cardillo

L’uomo deve scontare 4 anni di carcere per il suo coinvolgimento nell’operazione “Garden”

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Era finito nella rete della polizia nell’ottobre del 2014, nell’ambito dell’operazione “Garden”. Nella sua abitazione era stato scovato un arsenale di guerra, a disposizione del clan locale, quella che faceva riferimento ai Maglia-Gioco.

Adesso, i Carabinieri della Stazione di Biancavilla lo hanno arrestato di nuovo, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania.

L’uomo, Alfio Cardillo, dovrà espiare la pena di 4 anni, 1 mese e 16 giorni di reclusione. I reati riguardano la ricettazione e la detenzione illegale di armi da guerra, agevolando il clan mafioso. Cardillo, 77 anni, dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere catanese Bicocca.

Nell’ottobre del 2014, la sua abitazione fu perquisita. In quell’occasione, nella sua camera da letto fu rinvenuta una pistola semiautomatica cal. 9. Fu trovato in possesso anche di un fucile mitragliatore Kalashnikov AK-47 corredato da 29 cartucce, una mitraglietta Skorpion e due pistole semiautomatiche cal. 9 e 7,65. Tutto nascosto all’interno di un forno a pietra, collocato nel sottotetto della sua abitazione.

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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