Connettiti con

News

«Condizioni di lavoro inadeguate»: netturbini di Biancavilla in agitazione

Veicoli, autoparco, misure anti-Covid, stipendi: lungo elenco di criticità evidenziato da Usb e Fiadel

Pubblicato

il

© Foto Biancavilla Oggi

Interventi anti-Covid, veicoli inadeguati, mancanza di dispositivi di protezione individuale, assenza di liquido igienizzante e sanificante, mancanza di vestiario invernale. Tutte criticità che l’organizzazione sindacale Usb evidenzia per gli operatori ecologici della Caruter, l’azienda incaricata della raccolta dei rifiuti che opera a Biancavilla. Per queste ragioni, il segretario territoriale di Catania, Corrado Tabbita Siena, ha comunicato lo stato di agitazione dei lavoratori del cantiere di “igiene ambientale” di Biancavilla.

Questo «prevede –viene specificato– l’astensione dell’attività festiva e straordinaria, necessaria a causa delle condizioni degli automezzi e delle negative condizioni igienico-sanitarie che di fatto espongono i lavoratori dal punto di vista della sicurezza nel posto di lavoro».

La comunicazione è stata inviata alla Caruter, alla Società consortile, al Comune di Biancavilla, all’Ispettorato del lavoro e, per conoscenza, alla Prefettura di Catania.

Allo stesso tempo si chiede all’Ufficio Tecnico Comunale di effettuare le proprie verifiche rispetto alle problematiche lamentate.

Non c’è soltanto l’Usb a prendere posizione. Anche la Fiadel elenca altre criticità e chiede un incontro con i vertici dell’azienda. Tra le criticità, si fa riferimento alla mancanza di mascherine, a veicoli inidonei e all’autoparco, sprovvisto di servizi igienici, spogliatoi e stanza riunioni.

La sigla sindacale lamenta, poi, ritardi degli stipendi, mancati pagamenti del premio produttività, ex festività e straordinari (sostituito con riposi compensativi). La Fiadel evidenzia «anomalie inerenti al Tfr» e anche «l’impossibilità dei lavoratori ad ottenere prestiti o cessioni del quinto dello stipendio, in quanto l’azienda è stata inadempiente nei confronti delle finanziarie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

News

A Biancavilla “lievita” del 20% il prezzo del pane: adesso è 2,40 euro al chilo

L’ultimo ritocco risale al 2014, la decisione dei panettieri locali è dovuta ai costi “stellari” delle farine

Pubblicato

il

I panificatori di Biancavilla hanno deciso: il prezzo del pane passa da 2 a 2,40 euro al chilo. Un rincaro del 20%, che tradotto sul bilancio familiare significa, in media, un esborso in più di 50-100 euro all’anno.

Il nuovo prezziario è entrato in vigore in questi giorni, in quasi tutti gli esercizi di Biancavilla. Riguarda il pane e tutti i prodotti da forno similari, dai “morbidoni” alle pizzette. In ogni esercizio è possibile prendere nota dei ritocchi apportati per ogni prodotto.

La decisione viene giustificata con il continuo aumento della farina, fino a raddoppiare: in un solo mese è passata da 0,44 a 0,80 euro. Il rischio, paventano i panificatori, è che arrivi ad 1 euro.

Da qui, il ritocco sul bene essenziale per eccellenza. Il settore conta a Biancavilla oltre 10 esercenti. Il giro d’affari si può stimare intorno ai 2 milioni di euro all’anno.

A Biancavilla, l’ultimo aumento del prezzo risale al 2014, quando il rincaro è stato di 20-30 centesimi. L’altro precedente ritocco al listino è risalente al 2004. Anche in quelle occasioni, la decisione era stata motivata con l’aumento dei costi sulle materie prime, a cominciare dalla farine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

I più letti

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili