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Un’altra vittima Covid: all’ospedale deceduta una donna di 70 anni

Sei morti a Biancavilla, il sindaco: «Non indietreggiamo nel nostro impegno per debellare il virus»

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© Foto Biancavilla Oggi

«Un’altra vittima. Un’altra persona strappata all’affetto dei propri cari da questo virus maledetto. Piangiamo un’altra nostra concittadina: una donna di 70 anni che era ricoverata in ospedale, qui a Biancavilla. Sta diventando davvero feroce, comunicarvi notizie di questo tenore».

A comunicarlo sul suo profilo Facebook è il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, a pochi giorni dal decesso di un’altra anziana biancavillese, sempre all’ospedale “Maria Santissima Addolorata”.

«A tutti noi che è concesso di lottare, non facciamo venire meno il nostro impegno – ha specificato il primo cittadino – per debellare un virus al quale non consentiremo di seppellire i nostri sogni. Sono davvero affranto per i familiari della donna. A loro, questa sera, va il mio pensiero e tutto il mio sostegno».

Una notizia che arriva proprio nel giorno in cui il sindaco ha parlato per la prima volta dello spettro “zona rossa” per Biancavilla. Possibilità dettata dal numero di contagi in continuo aumento. Sarebbero 300 i casi, più del doppio dei contegi ufficiali. A questa cifra si arriva tenendo contro degli esiti – non ancora inseriti nel bollettino ufficiale – dei tamponi rapidi effettuati al pronto soccorso dell’ospedale, nei laboratori privati e nei punti approntati con i cosiddetti “drive in”. Lo ha spiegato lo stesso Bonanno. Un ritardo che dà una istantanea dell’epidemia non corrispondente alla realtà, che invece è ben più grave.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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A caccia del virus: 1766 test in due giorni, scoperti a Biancavilla 25 contagiati

Tamponi alla popolazione scolastica e agli ospiti del “Cenacolo”, l’incidenza dell’infezione è risultata dell’1,4%

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di VITTORIO FIORENZA

È stata una vera e propria “caccia” al virus. Due giorni intensi che a Biancavilla hanno permesso di effettuare test anti-Covid nei locali esterni del Centro Operativo Misto. Il metodo scelto è stato quello del “drive-in”: persone in fila e prelievi alle narici senza scendere dalle proprie auto.

Le squadre dell’Usca (Unita Speciali di Continuità Assistenziali), in maniera del tutto gratuita, hanno sottoposto a tamponi “rapidi” 1766 persone. Un campione considerevole che ha fatto emergere la positività al virus in 21 casi: 18 adulti e 3 bambini. A questi se ne sono aggiunti altri 4, non residenti a Biancavilla.

Si tratta di alunni, insegnanti, personale scolastico e genitori che hanno dato volontariamente la loro disponibilità, dimostrando senso civico. Lo screening ha interessato pure 161 persone ospitate nelle strutture dell’Opera Cenacolo Cristo Re: qui soltanto una persona ricoverata è risultata positiva, a dimostrazione della grande attenzione del personale e della direzione.

Sui 25 soggetti risultati contagiati è stato effettuato immediatamente il test molecolare per un’indagine virale più accurata ed una ulteriore conferma, che arriverà a giorni. Ad ogni modo, adesso sono in isolamento. Una misura che permetterà di evitare così di arginare la diffusione de virus e l’infezione di altre persone, soprattutto in ambito familiare e scolastico. Dettaglio non da poco se si considera che le scuole riapriranno regolarmente, dopo lo stop imposto con un’ordinanza del sindaco.

L’incidenza del contagio al coronavirus, su un campione così considerevole, è stato quindi dell’1,4%. «È certamente un ottimo dato che conferma, mi preme ribadirlo una volta ancora, l’opportunità delle contromisure prese nelle ultime settimane. Insomma, cominciamo a raccogliere i frutti della azioni messe in campo», ha commentato il sindaco Antonio Bonanno.

Volendo fare una stima di massima del contagio sull’intera popolazione biancavillese, applicando la quota dei tamponi positivi rivelati in questi due giorni, è facile ipotizzare che a Biancavilla le persone a che avrebbero contatto il coronavirus potrebbero essere oltre 300. Un numero basso o elevato? Certo è che ha un potenziale sulla lievitazione dell’infezione virale da non sottovalutare. Per questo, è necessario seguire tutte le precauzioni di distanziamento e protezione individuale.    

Quello effettuato a Biancavilla è il primo screening programmato in tutta la Sicilia, in 112 comuni, e predisposto dall’assessorato regionale alla Salute. È stato il commissario del team Covid dell’Asp di Catania, Pino Liberti, ad inserire Biancavilla, su richiesta del sindaco Antonio Bonanno.  

«È giusto rendere merito alla preparazione, competenza e sensibilità dimostrata dai medici intervenuti», sottolinea Bonanno. «Hanno apprezzato l’organizzazione della due giorni, dimostrando una grande attenzione nell’affrontare il momento. Fantastici i bambini: in alcuni casi, forse anche più coraggiosi degli adulti!».

Una macchina organizzativa che ha coinvolto apparati del Comune con il coordinamento dell’assessore alla Protezione civile, Francesco Privitera, affiancato dal funzionario Alfio Santangelo. E i gruppi di volontariato delle associazioni cittadine che hanno assicurato ancora una volta il loro prezioso contributo.

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