Storie
Un 17enne compie un reato, il giudice lo manda in monastero: farà giardinaggio
Mezza giornata a settimana con le clarisse: progetto inedito in Italia per la riabilitazione del minore
È la prima volta che accade. Un percorso inedito per un 17enne coinvolto in un reato e che vive in una comunità di accoglienza per minori. Il ragazzo – come riporta Avvenire – trascorrerà mezza giornata di ogni sabato all’interno del monastero di clausura “Santa Chiara” di Biancavilla. Nell’ambito del procedimento penale a suo carico, il giudice ha autorizzato per lui un programma di messa alla prova.
Si tratta dell’istituto giuridico che consente la sospensione del processo in cambio di un progetto educativo e riabilitativo, il cui esito positivo comporta l’estinzione del reato. Nel caso del minore, che frequenta una scuola professionale, l’attività prevista consisterà nello svolgimento di lavori di giardinaggio e di manutenzione all’interno del monastero di via San Placido, con una presenza settimanale limitata a poche ore.
Il progetto rappresenta un’esperienza singolare nel panorama italiano e si inserisce nel più ampio dibattito sulle risposte educative e sociali ai fenomeni di devianza minorile.
L’iniziativa nasce da un incontro avvenuto tra le monache clarisse e alcuni giovani della comunità di accoglienza Comu.Casa, gestita dalla cooperativa ARA. Si è sviluppato un dialogo diretto tra i ragazzi e le religiose. Le domande hanno toccato aspetti centrali della vita monastica: il significato di una scelta radicale, il rapporto con il mondo esterno, la vita quotidiana scandita dalla preghiera, il tema della libertà e le ragioni di una gioia percepita come autentica.
Da questo confronto, alla presenza delle educatrici, è maturata la proposta di accogliere il ragazzo nel monastero per un’esperienza a cadenza settimanale. Un’occasione pensata per permettere al giovane di entrare in contatto con una realtà distante dalla sua esperienza e, allo stesso tempo, per offrire un contributo concreto al suo percorso di responsabilizzazione e reinserimento.
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Cronaca
Il dolore di Geolier per Davide Toscano: «La vita è fragile, ho fatto una preghiera»
Il rapper ha ricordato il giovane biancavillese morto sulla A18, di ritorno dal concerto di Messina
Una storia di Geolier sul proprio profilo Instagram per ricordare Davide Toscano, il 29enne di Biancavilla che, di ritorno dal concerto del rapper napoletano, è morto in un incidente sull’autostrada Messina-Catania. Un impatto violento tra l’auto del giovane e un autobus rimasto in panne con a bordo una cinquantina di altri fans, anche loro reduci dello spettacolo.
Il cantante esprime tutto il suo dispiacere per la tragedia: «Ho saputo stamattina dell’incidente al ritorno da Messina. Non riesco a non pensare a quanto la vita sia fragile. Non ci sono parole giuste in questi momenti. Vi prego state attenti, la vita è troppo preziosa. Ho fatto una preghiera per loro, fatela anche voi».
Davide Toscano aveva partecipato al concerto assieme alla figlia di 6 anni, rimasta ferita ma non in pericolo di vita. Sul suo profilo Facebook diverse clip di una serata passata con la bambina a cantare le canzoni del loro cantante preferito. Immagini di felicità e amore tra padre e figlia. Poi, il ritorno a casa. All’interno della galleria tra Taormina e Giardini Naxsos l’impatto violento tra la Fiat di Toscano e l’autobus che era fermo sulla corsia di marcia. Per il giovane biancavillese – conosciuto come un lavoratore instancabile e appassionato di bodybuilding – non c’è stato nulla fare.
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Storie
Il sindaco premia Tommaso Lavenia, il piccolo “custode” dell’Opera dei pupi
Bonanno: «Ha il merito di mantenere viva una delle più affascinanti tradizioni della cultura siciliana»
«L’amministrazione comunale esprime sincero apprezzamento al giovane Tommaso Lavenia per la passione e il talento con cui interpreta e tramanda l’antica arte dei Pupi Siciliani, contribuendo a rinnovare la voce agli eroi dell’Opera dei Pupi e a mantenere viva una delle più affascinanti tradizioni della cultura siciliana».
Con queste parole, incise su una targa, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha voluto manifestare «stima e ammirazione» nei confronti del bambino di 9 anni, che ha una grande passione per i pupi siciliani. Un riconoscimento del primo cittadino dato a Tommaso nell’ambito dell’iniziativa di promozione alla lettura nella biblioteca comunale “Gerardo Sangiorgio”, rivolta agli alunni di terza elementare. Un’occasione in cui Tommaso si è esibito con il proprio teatro, animando alcuni pupi e interpretando brani dell’Orlando innamorato, ricevendo apprezzamenti e applausi.
Placido Lavenia e Valeria Longo, genitori di Tommaso, come raccontato da Biancavilla Oggi, hanno acquisito il teatro e i 74 pupi della compagnia catanese Roccazzella-Amato, fondata nel 1976. Un investimento per andare incontro alla passione di Tommaso, ma anche un’importante operazione culturale che ha consentito di salvare un patrimonio storico dell’ultimo mezzo secolo. Adesso, il progetto mira alla formazione di Tommaso e, allo stesso tempo, portare la sua passione nelle scuole, come strumento didattico, e in eventi pubblici, per promuovere questa antica arte siciliana.
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