Storie
L’arte e l’altruismo di un figlio di Biancavilla: addio a Giuseppe Zappalà
L’infanzia nel quartiere dell’Annunziata, poi il trasferimento al Nord: è scomparso a 73 anni a Sarnico
L’arte della ceramica, l’impegno a scuola, il tempo dedicato al volontariato. E poi, una qualità umana che lo ha contraddistinto per il suo altruismo. Si è spento all’età di 73 anni, dopo una breve malattia, il prof. Giuseppe Zappalà. Trapiantato a Sarnico (in provincia di Bergamo), era originario di Biancavilla, dove ha vissuto fino all’istruzione elementare, mantenendo sempre un forte legame. Cresciuto in via Viaggio, nel quartiere dell’Annunziata, era anche membro dell’Arciconfraternita dei Bianchi. Un modo per tenere vive le sue radici.
Zappalà è morto all’ospedale di Iseo. Per oltre 25 anni è stato insegnante d’arte nella scuola media di Sarnico, ma è stato docente anche a Credaro, Grumello del Monte, Villongo e Predore. Generazioni di alunni conservano di lui un profondo ricordo. La ceramica è stata, in particolare, la sua specializzazione. Non soltanto a scuola, ma anche in parrocchia e in oratorio, dove teneva corsi per bambini e ragazzi con sindrome di down.
Zappalà era noto e voluto bene per questo suo altruismo, per il suo volontariato, per la generosità di mettersi a disposizione. L’arte intesa non come semplice competenza manuale o creatività, ma come mezzo per aggregare, stare insieme, aiutare nella socializzazione. Colleghi ed ex alunni lo ricordano per la grande umanità, empatia e disponibilità, per la sua sensibilità estetica e artistica, per la sua intelligente ironia. Il sindaco di Credaro, Adriana Bellini, ha espresso la stima e la gratitudine della sua comunità.
Zappalà lascia la moglie Antonella, i figli Jacopo, Nicola e Francesca, le sorelle Cettina e Marianna, il fratello Antonio. A loro, il cordoglio e l’abbraccio di Biancavilla Oggi.
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Storie
Jonathan Spedalieri, il calciatore biancavillese è passato allo Spezia
Formazione nel settore giovanile della Fiorentina, esordito tra i professionisti nel 2020 a Potenza
Prosegue con successo la carriera calcistica di Jonathan Spedalieri, originario di Biancavilla, classe 2002. È stata “Spezia Calcio” a comunicare di aver acquisito le prestazioni sportive del difensore Jonathan Spedalieri, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029.
Nato a Biancavilla, dove vive la famiglia, Spedalieri è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della Fiorentina, per poi esordire tra i professionisti a Potenza nella prima parte del campionato 2020/21. Una stagione che da gennaio lo ha visto protagonista in Primavera con il Napoli, chiudendo con la promozione in Primavera 1.
Nel mercato invernale 2022 è passato alla Fermana, in Serie C, dove in tre stagioni ha totalizzato 66 presenze e 5 reti. Nell’estate 2024 è approdato quindi al Renate, imponendosi al centro della difesa lombarda con 71 presenze, 6 reti e 2 assist in due stagioni.
Difensore centrale dotato di esperienza e di un’importante fisicità, Spedalieri è pronto ora a mettere le proprie qualità al servizio delle Aquile.
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Storie
Federico Ambrogi, la storia sconosciuta del partigiano eroe di Biancavilla
Sergio Mattarella gli ha conferito la medaglia d’oro al merito civile, Antonio Bonanno: «Intitoliamogli una via»
Il suo nome non dice nulla a Biancavilla. Nemmeno la sua storia è nota nel centro etneo. Eppure, Federico Ambrogi, sottobrigadiere della Regia Guardia di Finanza nato nel 1918 a Biancavilla e morto nella seconda guerra mondiale, fu un partigiano eroe con nome di battaglia “Elio”. In occasione dell’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli aveva riconosciuto alla memoria la medaglia d’oro al merito civile.
Il militare della Fiamme Gialle aderì alla Resistenza, militando in una formazione partigiana del Friuli Venezia Giulia. Ambrogi, il 13 febbraio 1945, sull’altopiano del Cansiglio, rimase vittima di uno scontro a fuoco conseguente a un’operazione di rastrellamento da parte delle truppe tedesche.
La motivazione dell’onorificenza conferita dal Quirinale: «Mirabile esempio di amor patrio e di attaccamento ai valori della libertà e della democrazia, spinti fino all’estremo sacrificio».
A curare la relazione ministeriale finalizzata al riconoscimento della medaglia è stato il Colonnello Gerardo Severino, ufficiale in congedo della Guardia di Finanza e stimato storico militare. È stato lui a ricostruire con passione e rigore la vicenda umana e professionale del sotto brigadiere Federico Ambrogi. La si può leggere nel libro «Il partigiano “Elio”, ovvero storia di Federico Ambrogi», edito dal Museo storico della Guardia di finanza.
Un volume che ricostruisce meticolosamente sia la storia della famiglia e della terra d’origine di Ambrogi, sia la scelta giovanile di arruolarsi nella Regia Guardia di Finanza e i successivi trascorsi nelle fila del Corpo, ma anche i momenti salienti della sua vita fino alla morte.
Bonanno: «Una via da intitolare ad Ambrogi»
Per il sindaco Antonio Bonanno, la figura del militare di origini biancavillesi va conosciuta e onorata. «Avanzo pubblicamente – ha detto – la proposta di intitolare una via o una piazza di Biancavilla a Federico Ambrogi. Non possiamo permettere che il suo nome resti confinato nelle pagine di un libro, per quanto prezioso. Dobbiamo scolpirlo nella pietra delle nostre strade, perché ogni giorno i nostri giovani possano chiedersi chi fosse quell’uomo e imparare a onorare il valore del sacrificio per la libertà».
«Federico Ambrogi probabilmente non condivideva le mie stesse idee. Ma la memoria di un uomo che ha combattuto per la libertà, che ha speso la propria vita in nome di valori universali come la giustizia e la democrazia, non può e non deve essere ostaggio di logiche di schieramento. Riconoscere il suo esempio – sottolinea Bonanno – significa andare oltre le appartenenze, oltre le bandiere partitiche, oltre ogni calcolo opportunistico. Perché la libertà non è di nessun partito».
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